Mauro Icardi e Romelu Lukaku hanno vissuto una grande annata nei rispettivi contesti e sono attesi dalla famosa “prova del 9” quando siamo ormai giunti al giro di Boa. Il primo doveva dimostrare di essere pronto al definitivo salto di qualità, il secondo di riuscire a non far rimpiangere quest’ultimo dalle parti della Milano nerazzurra. I numeri sono sin qui dalla loro: 14 reti messe a segno con diversa ripartizione (Maurito conta ben 5 reti in Champions League contro le 2 siglate dal centravanti di Anversa). L’argentino vanta una maggior frequenza in termini realizzativi, mostrando una media invidiabile pari ad un goal ogni 83′ in Campionato che diventa 80′ nei match europei. Per trovare la via della rete, a Romelu occorrono invece 132′.

Lukaku o Icardi: i dubbi del tifoso interista

La tifoseria interista, la quale imputa al belga la mancanza di quel cinismo o killer-instinct caratteristico del bomber di Rosario, resta divisa tra chi rimpiange la partenza (quasi certamente definitiva) di Icardi e chi invece ha già dimenticato l’ex capitano, sostenendo con gran vigore il neo arrivato. Tralasciando l’aspetto emozionale e morale – impossibile cancellare i fatti accaduti negli ultimi 6 mesi all’Inter di Maurito – vi spiegheremo oggi perché in realtà l’ex Manchester United ha già scalzato l’ombra del suo predecessore vincendo il duello a distanza con il parigino.

Chiamatelo attaccante completo

Pur essendo uno dei migliori centravanti d’area in circolazione, Mauro non è mai riuscito nell’intento di divenire un attaccante totale, completo, come richiesto dalla stragrande maggioranza dei tecnici. Il ruolo di terminale offensivo si è evoluto nel tempo: non occorre più trovare “solo” la rete, bensì, all’occorrenza, abbassarsi, venirsi a guadagnare un pallone sporco in favore di una ripartenza, alimentare – in definitiva – un gioco corale in cui ognuno lotta per conquistare la sfera ed aumentare il tasso di pericolosità dell’intera formazione. Big Rom doppia addirittura il proprio predecessore per palloni toccati durante il match e per passaggi completati.

Crea più occasioni, contribuendo a migliorare il rendimento dei propri partner d’attacco. In tutto ciò, l’esplosione di Lautaro Martinez pare tutto fuorché casuale, non dimenticando comunque le notevoli abilità del Toro. Lukaku è un attaccante generoso (a volte fin troppo), si abbassa a riconquistare palla sulla trequarti, gioca di sponda per i compagni permettendo loro di salire in aiuto o semplicemente di far rifiatare la squadra nei momenti più complicati. Romelu svolge tutto ciò con una frequenza cinque volte maggiore rispetto all’argentino. Se osservassimo per esempio le zone in cui i due toccano la sfera, noteremmo come Lukaku occupi, in maniera costante, tutta la metà campo offensiva. E Mauro? Essenzialmente l’area di rigore o poco più.

Corsa, dribbling e gioco di squadra: così Romelu ha cancellato Icardi

Tutto qui? Beh non proprio. Le abilità di Romelu comprendono anche un ottimo movimento senza palla, tagli e corsie aperte. Il nerazzurro vince anche il confronto relativo ai chilometri percorsi durante un match: 8,5 contro i 7,2 di Icardi. Pensate anche al solo dato dei dribbling riusciti: 16 contro 4. E chi considera questi soltanto numeri, ha forse poca cognizione di quanto tutto il lavoro compiuto dal belga possa risultare decisivo ai fini del risultato.

Big Rom ha portato anche una ventata di freschezza all’interno dello spogliatoio. Icardi aveva letteralmente spaccato in due il gruppo, compromettendo la serenità dell’ambiente interista in quel di Appiano Gentile. Il tutto si sarebbe poi ripercosso sul finale di stagione, con un quarto posto conquistato – arrancando – solo all’ultima giornata. Difficile trovare oggi qualcuno in grado di lamentarsi del comportamento del neo numero 9.

Tutte ragioni per cui i rimpianti a livello del club nerazzurro restano a zero, nella speranza che il Paris Saint Germain si convinca definitivamente ad esercitare l’opzione di riscatto nei confronti del bomber argentino. E se in futuro (possibilmente breve) dalle parti di Porta Nuova dovessero tornare ad alzare qualche trofeo, state pur certi che anche i pochi nostalgici di Maurito sarebbero pronti a passare alla fazione opposta.

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Redattore Novantesimo.Com, Direttore "L' Inter Siamo Noi"