Per la sua prima uscita il Milan sceglie la Svizzera e, più precisamente, Lugano. La scelta si rivela pagante: la serata vissuta allo Stadio di Cornaredo è piacevole e non troppo calda, il clima è di festa e la gran parte dei quasi 7000 spettatori è di fede rossonera. L’assenza dei gruppi di tifoseria organizzata (come preventivabile) pesa sullo spettacolo globale. Prima della partita è stato reso omaggio ad Antoine Rey, capitano bianconero di lungo corso destinato ad altri lidi (non è un mistero che stia cercando di accasarsi in MLS). Parte bene il Milan o, meglio, parte male il Lugano, che si schiaccia con timore nella propria metà campo: ne approfittano, per passare in vantaggio, i rossoneri che, dopo nemmeno 2 minuti di gioco, vanno a segno con il giovane Cutrone, abile a finalizzare un bell’assist di Bertolacci dopo una combinazione con Kessié. Nell’occasione, non incolpevole la difesa dei padroni di casa, apparsa troppo statica.

Dopo il gol, però, il Lugano prende campo e, contemporaneamente, il Milan abbassa i ritmi: non si registrano altre occasioni per la squadra di Vincenzo Montella. È per contro la squadra di Tami (assistito da Walter Samuel) a creare una nitida palla gol al 44esimo, ma Storari è bravo a chiudere sul diagonale ravvicinato di Schäppi. Per quanto concerne i nuovi acquisiti schierati nell’11 titolare ospite, impalpabili Borini, Musacchio, Rodriguez e Calhanoglu (sebbene gli ultimi due abbiano già lasciato intravedere un certo potenziale), evidentemente lontani dalla condizione migliore. Bene Kessié, bravo il classe ’98 Cutrone (abile a sfruttare l’occasione da rete capitatagli in apertura di incontro e a segnare la prima rete rossonera).

Dopo la girandola di cambi, la ripresa riparte con i medesimi ritmi compassati, ma i nuovi entrati tra i rossoneri mettono più verve in avanti: Crociata (altro giovane) sfrutta l’assist di José Mauri e infila in diagonale il gol del 2-0. Anche in questa occasione, la difesa di casa non è esente da colpe, aprendo un varco importante per l’incursione del giovane numero 42. In seguito si contano un paio di occasioni per parte, ma la mira sballata di Niang e Crnigoj impedisce al punteggio di cambiare ulteriormente. Il 3-0 del Milan arriva a 7′ dal termine: ancora José Mauri che, in versione assist-man pesca, con un pregevole cross, Sosa che, da due passi, deve solo insaccare. Proprio al 90′, i rossoneri servono il poker, con Gomez di testa su calcio d’angolo di Sosa. Il triplice fischio del Signor Gut sancisce il 4-0 per il Milan, una buona “sgambata” per i rossoneri: non si poteva onestamente pretendere niente di più da una squadra radunatasi da pochi giorni. I Ticinesi, alle prese con carichi di lavoro importanti e orfani delle due stelle della passata stagione (Alioski e Sadiku), hanno ancora tempo per agire sul mercato (si cerca una prima punta di alto livello da affiancare a Marzouk, giovane promettente acquistato dalla Juventus dopo che si era messo in mostra durante il prestito a Chiasso) e per correggere il tiro laddove necessario.

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Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua Città. È uno dei co-fondatori di Sport Lugano.

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