L’Hapoel Beer Sheva, come da pronostico, ha mantenuto i tre punti al Turner Stadium, imponendosi per 2 a 1 contro un generoso e orgoglioso Lugano. Ai microfoni della RSI è intervenuto anche Pierluigi Tami, tecnico dei Bianconeri.

Per quanto concerne la partita, da poco terminato, ha dichiarato: “Abbiamo perso qualche pallone anche facile in uscita. Sicuramente qualche giocatore l’ha sentita la partita e ha avuto bisogno di un periodo di ambientamento, diciamo così. Peccato: anche l’1 a 0 è un errore abbastanza eloquente. Però, dopo, la squadra è andata in crescendo: ha lottato, si è battuta su ogni palla, ha cercato comunque di giocare e non di difendere solamente. Nel secondo tempo siamo cresciuti e avevamo anche il controllo del gioco: ci è mancata la zampata importante.”. 

In merito al cambio di modulo che, nel secondo tempo, ha cambiato pelle al Lugano, ha puntualizzato: “Scrivere il giornale di lunedì è facile [ride, ndr.]: io penso che anche con la difesa a 4 il nervosismo lo avremmo pagato comunque, sarebbe stato un dazio importante. E penso che quando c’è già un certo nervosismo, una certa emozione mettere sul piatto della bilancia tante cose nuove con un sistema di gioco nuovo forse sarebbe stato anche azzardato. Sono contento di come la squadra ha tenuto il campo e mi lascia ben sperare per il futuro in questa competizione.”. 

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Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua Città. È uno dei co-fondatori di Sport Lugano.

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