Il FC Lugano, prima di affrontare giovedì a Lucerna il FCSB, era chiamato ad un’importante partita di campionato, con il Grasshopper Club Zürich quale avversario. Al termine di una prestazione caratterizzata dal ben noto gioco sterile, quasi orfano di verticalizzazioni e di presenza nei 16 metri avversari, i padroni di casa hanno subìto una sconfitta per 0 a 3.

Sabbatini, capitano dei Bianconeri, a caldo ha espresso dichiarazioni forti e dal tenore che, solitamente, non gli è proprio. Sicuramente, la tempistica dell’intervista della RSI e il fatto che l’italiano non sia la sua lingua madre hanno portato alle recriminazioni dell’uruguagio, che si possono leggere di seguito.

“Dobbiamo dimostrare che siamo meglio degli altri. A volte commettiamo degli errori banali. Io non avevo mai parlato degli arbitri, però anche per decisioni arbitrali ci troviamo in questa posizione [ultimi, ndr.]. È normale: anche noi abbiamo sbagliato, però non è un caso che sbaglino solo con il Lugano. Se ci avessero dato tutte quelle cose (rigori, gol) noi in questo momento saremmo in un’altra parte della classifica: bisogna anche dire questa cosa. Noi diamo l’anima, è il nostro lavoro e loro [gli arbitri, ndr.] a volte ci prendono in giro: io, come capitano, a volte anche in campo (quando vado lì) mi prendono in giro, gli arbitri, dicendo che non posso parlare con loro, altrimenti mi ammoniscono… cioè, a questo punto non gioco”.

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Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua Città. È uno dei co-fondatori di Sport Lugano.

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