Il FC Lugano sta vivendo un periodo “di magra”: gli ultimi risultati lo hanno proiettato all’ultima posizione in classifica e la trasferta a Zurigo ha segnato un’involuzione anche a livello del gioco offerto. Alla notizia della conferenza stampa odierna indetta dal presidente Renzetti, la possibilità che quest’ultimo silurasse l’allenatore Tami pareva essere più che una semplice ipotesi: recentemente si è fatto con insistenza il nome di Ballardini e agli onori della cronaca è balzato un incontro tra il “numero-uno” e Seedorf (l’ex-giocatore del Milan non avrebbe svolto l’incontro per discutere di un coinvolgimento quale mister).

Renzetti, affiancato per l’occasione da capitan Sabbatini, dal difensore-senatore Sulmoni e da Manna, responsabile dell’area tecnica, ha espresso parole da cui traspare una certa stanchezza (i più maliziosi parleranno di “vittimismo”), riprese dalla RSI.

Il presidente ha rinnovato la propria completa fiducia allo staff tecnico: “Non intendo cambiare allenatore: è un’idea che non mi passa nemmeno dall’anticamera del cervello. Ho letto dei nomi, c’è tanta gente che si sta facendo viva, ma questo è normale. Ma lo staff non l’ho mai messo in dubbio. In tutta la mia carriera uno staff così serio e così per bene non l’ho mai avuto”.

Riguardo alla spossatezza di cui si è parlato più sopra, ha confidato: “Non riesco a fermare la valanga da solo. Io ho bisogno di tutti: squadra, staff tecnico, pubblico e mass media per andare avanti. È bello fare Davide contro Golia, a me è sempre piaciuto. Ma ci sono difficoltà oggettive, come la mancanza di pubblico a Cornaredo [ad incidere sull’affluenza alle partite pesa la presenza dell’Hockey Club Lugano, compagine facoltosa della massima serie, amata da molti Luganesi, ndr.], il fatto di dover pagare lo stadio a Lucerna e di dover giocare contro squadre come la Steaua Bucarest che non ci permettono nemmeno di compensare i costi della trasferta. Pensavamo che questa stagione sarebbe stata una festa, dopo la bella cavalcata dello scorso campionato, ma nel giro di un mese e mezzo tutto ci è precipitato addosso”.

Ad aggravare la situazione, le richieste dei calciatori, incompatibili con i mezzi attualmente a disposizione: “Per me è avvilente questa situazione, i giocatori mi chiedono aumenti che io non posso dare. Dobbiamo renderci conto che siamo una squadra che sta facendo un lavoro più grande di se stessa. Conosco anch’io i problemi, ma non dobbiamo stare lì a guardare cosa manca ma lavorare insieme per sostenere questo progetto”.

Oltre ad uno sguardo al presente e al futuro, spazio anche ad un excursus rivolto al passato, con la dichiarazione opinabile della prima frase di seguito riportata: “Non dipendevamo da Sadiku e Alioski: avevamo un gioco tale che permetteva di esaltare le loro qualità. Oggi però cerchiamo di non parlare del passato perché la Super League è un bene prezioso per noi, per tutta la città e per tutto il Ticino”.

Infine, Renzetti ha ribadito di essere aperto a eventuali collaborazioni (sebbene pare che sia difficile coesistere con una personalità come la sua): “Sono pronto a tutto e se qualcuno mi dà una mano sono ben contento. Io comunque non vado a cercare nessuno e soprattutto voglio qualcosa di concreto”.

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Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua Città. È uno dei co-fondatori di Sport Lugano.