È un Angelo Renzetti deluso quello che, ai microfoni della RSI, risponde alle domande successive alla sconfitta per 1 a 2 inflitta dal Fotbal Club FCSB al suo FC Lugano, delizia nel primo tempo e croce nel secondo.

Per quanto concerne la partita, ha affermato: “Nel primo tempo dovevamo vincere 2 a 0: quel palo lì [colpito da Mariani, ndr.] grida vendetta ancora adesso. Nel secondo tempo non siamo stati capaci di gestire un momento difficile, nel primo quarto d’ora, quando loro venivano sempre sulla destra. Non è stato preso nessun provvedimento fin quando abbiamo preso i due gol. Alla fine, quando si è stanchi, è difficile anche rimontare e giocare all’altezza del primo tempo. Nei momenti difficili siamo stati a fare ricami dietro e siamo caduti nello stesso tranello in cui siamo caduti nelle partite di campionato, dove si vuol fare un passaggino indietro [probabile riferimento all’ingenuità di Mariani sul primo gol avversario, ndr.]: oltretutto, in quel momento lì, si è più stanchi ed è più facile sbagliare. Ci complichiamo la vita da soli, non c’è niente da fare: non continuo a capirlo. Il primo tempo ci ha dato delle risposte interessanti: avevamo un Lugano che era sempre sul pallone, giocava e si dava da fare. Alla minima difficoltà manca la gestione della situazione”.

Interrogato sul proprio stato d’animo, il presidente ha voluto ringraziare coloro che hanno affrontato un’impegnativa trasferta in un giorno infrasettimanale e ad un orario penalizzanti: “Arrabbiato no: sono un po’ deluso perché devo ringraziare tutti i Luganesi che sono venuti a Lucerna, perché non è facile avere questa volontà. Mi sarebbe piaciuto che loro tornassero a casa felici. Invece, in una partita che ci ha fatto sognare, alla fine siamo caduti un’altra volta”.

Prima di concludere, spazio ancora a qualche legittima recriminazione: “Oggi ci siamo detti di non fare ricami in difesa e di giocare in una certa maniera: all’inizio del secondo tempo, anche a causa di un po’ di stanchezza, abbiamo fatto fatica a gestire quel momento. La volontà di buttare via il pallone a un certo punto sarebbe stata utile”.

CONDIVIDI
Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua Città. È uno dei co-fondatori di Sport Lugano.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008