Autori di una prima frazione da tramandare ai propri nipoti, i giocatori del FC Lugano non hanno lasciato intravedere nulla di quanto di buono avevano fatto sino a quel momento e si sono fatti sorpassare da un Fotbal Club FCSB indubbiamente cinico ma non irresistibile.

Raggiunto (a caldo) dai microfoni della RSI, Dragan Mihajlovic è stato violentemente schietto in un’analisi che lascia trasparire tutto il suo rammarico: “Siamo ingenui! Perché abbiamo fatto un grande primo tempo ed entriamo molli nel secondo tempo: a metà campo perdiamo i duelli e prendiamo un gol che non si deve prendere: quel gol lì… sei in una mischia nell’area di rigore e la palla deve andare sopra lo stadio. Sono cose che ci capitano di continuo e non va bene: dobbiamo svegliarci e dobbiamo veramente capire che così non andiamo da nessuna parte!”.

Interrogato sull’impatto degli impegni ravvicinati dovuti ad un calendario fitto, ha allontanato ogni giustificazione: “No: questa cosa dei tre giorni sta diventando un po’ una scusa. Io credo che noi dobbiamo mettere la testa in ogni partita: oggi lo abbiamo fatto nel primo tempo e avremmo dovuto continuare a farlo nel secondo tempo. Mi dispiace, perché sul campo potevamo veramente vincere questa partita, e sarebbero stati tre punti fondamentali: invece andiamo a casa con un’altra sconfitta e c’è ancora da pedalare, perché così non va bene”.

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Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua Città. È uno dei co-fondatori di Sport Lugano.

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