Superato in tre occasioni, il portiere David Da Costa non si è sottratto alle domande della RSI al termine della partita persa dal suo Lugano contro lo Zurigo (sua ex-squadra “storica”).

In merito alla sfida odierna e allo “stato di salute” della squadra per la quale difende i pali ha dichiarato: “Diciamo che alla fine loro sono stati più convinti di quello che hanno fatto. I gol sono ancora stati frutto di episodi. Chiaramente si può dire che il Lugano fa bene, gioca, è propositivo, ma alla fine manca qualcosina, e quella qualcosina dobbiamo metterla in più. A contare sono i risultati e i fatti”. Il fattore fiducia è importante: inizi a perdere le partite e perdi un po’ di fiducia qua e un po’ di fiducia lì. Nel mese di settembre abbiamo perso quasi tutte le partite: la fiducia è rimasta nel mese di agosto”.

L’estremo difensore è tuttavia già proiettato al futuro che, tra le altre cose, riserverà anche una pausa di due settimane dedicate alle selezioni nazionali: “Adesso dobbiamo fare tutti qualcosina in più per uscire tutti uniti da questa situazione qua. Io ci credo tanto in questa squadra e in quello che facciamo, non dico bugie: credo nelle qualità e vado avanti. Voglio continuare ad essere un esempio e cerco di dare qualcosina in più anche io, per mostrare agli altri che quello che stiamo facendo non basta. A dire la verità non sono felicissimo della pausa di due settimane: per me due settimane senza partite e senza quindi la possibilità di rifarsi sono dure. Metterò in campo questa cattiveria che ho dentro di me e cercherò di migliorarmi.

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Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua Città. È uno dei co-fondatori di Sport Lugano.