Lugano 2017/18 – In una stagione combattuta su tre fronti (campionato, Coppa SvizzeraUefa Europa League), il Lugano è riuscito a salvarsi con due giornate di anticipo. Due distinte fasi di buio profondo hanno pregiudicato quanto fatto in altre fasi molto positive e il rischio-retrocessione era persino divenuto concreto. Bruciano ancora l’eliminazione europea nonostante i 9 punti raccolti nel girone G e l’eliminazione in Coppa ai 1/4 di finale.

Acquisti Lugano stagione 2017/18, quali hanno reso?

In difesa, quattro sono stati gli acquisti che hanno apportato un contributo più o meno importante: Daprelà, da inizio stagione e in provenienza dal Chievo via Bari, dopo alcune prestazioni deficitarie si è messo sui giusti binari e si è dimostrato un elemento su cui poter fare affidamento senza patemi d’animo; Yao (da inizio stagione e in provenienza dall’Inter via Crotone), Amuzie (da inizio stagione e in provenienza dalla Sampdoria) e Krasniqi (da gennaio, in provenienza dal Chiasso) hanno dimostrato di poter competere a questi livelli, denotando un potenziale di buon livello ma ancora da affinare.
A centrocampo, il ritorno di Bottani (che era sceso di categoria nel Wil) ha aumentato il livello tecnico e l’estro della compagine ticinese e l’innesto di Ledesma ha assicurato equilibri ed esperienza, anche se l’italo-argentino ha pagato molto delle lacune sul piano atletico che gli hanno impedito di esprimersi al meglio.
In attacco, l’inserimento di Gerndt (precedentemente allo Young Boys) è stato più che benefico: oltre ad un’incredibile mole di “lavoro sporco”, lo svedese ha assicurato dei gol pesanti nell’economia della stagione bianconera.

Lugano stagione 2017/18, cosa salvare?

La prima cosa da salvare è (e mi si permetta il gioco di parole) la salvezza, traguardo non scontato per una realtà piccola e dal budget ristretto come quella luganese. L’esperienza europea ha dato maggiore spessore internazionale e maggiore esperienza alla società ticinese, che si è tolta anche diverse soddisfazioni.

Lugano stagione 2017/18, cosa dimenticare?

Senza ombra di dubbio, la scelta dei portieri (Da Costa e Kiassumbua) sarebbe da dimenticare. Le montagne russe tra alti e bassi, inoltre, non sono indicate per una società il cui obiettivo è quello di salvarsi e di ritagliarsi un “posto fisso” nella massima divisione.

Lugano stagione 2018/19, prospettive future

In assenza di ulteriori investitori il FC Lugano mira sempre a mantenere un posto nella massima categoria e, qualora se ne presentasse l’occasione, ad ottenere un piazzamento che vale l’Europa. Anche i tifosi sono consci che, per una realtà come quella bianconera, il fatto di riuscire ad essere tra le 10 migliori squadre nazionali è un unicum.

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Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua Città. È uno dei co-fondatori di Sport Lugano.

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