Luci a San Siro, il Comune dice si ma la situazione è più complicata di quel che sembra

Stadio San Siro

Inter e Milan spingono sulla costruzione del tanto atteso nuovo stadio condiviso dalle due società in quel di Milano. I progetti ci sono ma le criticità sull’avvio dei cantieri ne fanno da padrona ed il Sindaco, Beppe Sala, sembra forse aver trovato una soluzione ma ad una condizione.

SÌ AL NUOVO STADIO, MA NESSUNO SVILUPPO IMMOBILIARE CHE ECCEDA QUANTO STABILITO DAL PGT Sulla questione stadio ci…

Pubblicato da Beppe Sala su Venerdì 8 novembre 2019

Che Sala non sia mai stato molto d’accordo sull’avvio dei lavori è sotto gli occhi di tutti e già da qualche anno ha mostrato il suo disaccordo in merito. Forse anche per ovvi motivi ma Milano è una città che si evolve giorno dopo giorno e un nuovo stadio potrebbe essere la punta di diamante della città in ambito sportivo. Il sindaco è consapevole del grosso investimento che le due squadre sono pronte ad affrontare e all’ulteriore crescita che il capoluogo lombardo può ricevere con la costruzione del nuovo stadio ma c’è la giunta e la cittadinanza tengono in considerazione anche l’impatto ambientale ed urbanistico.

RINNOVAMENTO DEL QUARTIERE SAN SIRO

Inter e Milan, sin da subito, hanno voluto mettere in chiaro le cose: “Non prenderemo un solo euro dal Comune di Milano ma sarà tutto pagato da noi”. Queste furono le dichiarazioni a pochi giorni dalla presentazioni dei due progetti ed è proprio grazie a quei progetti che il Comune dovrebbe dare l’ok. Le due dirigenze hanno messo in programma il rifacimento dell’area San Siro e della zona residenziale anche grazie alla costruzione di nuove infrastrutture. Il Comitato San Siro, formato dagli abitati del quartiere e di zone limitrofe, hanno dato parere negativo all’abbattimento per permettere la costruzione del nuovo impianto riscontrando alcune criticità.

Quando i fondi, proprietari oggi delle due squadre usciranno dall’investimento nel giro di 3-5 anni, che cosa sarà dei  lavori in corso? Non lasceranno i cantieri aperti per anni? Quali sono i veri interessi finanziari oltre allo stadio? Che cosa succedera’ all’investimento ex-trotto una volta abbattuto il Meazza? E l’Ippodromo? Quali sono i veri partner finanziari? Quali speculazioni finanziarie ci sono? Vogliamo fare tutto il possibile per conservare l’identita’ del quartiere ippico/sportivo/residenziale. In questa direzione va – in prima istanza – la nostra indagine per appurare se e’ vero che non si possa ristrutturare il Meazza. Detto cio’ è chiaro che la zona va riqualificata ma non nel senso di una nuova cementificazione, ma della tutela del suolo, del verde, dei criteri ecologici e dei diritti dei cittadini”. Questa era una nota di Gabriella Bruschi presidente del Comitato coordinamento San Siro.

LA PAROLA AI TIFOSI

Le due dirigenze meneghine hanno provato anche un esperimento facendo esprimere i tifosi, tramite un sondaggio ufficiale raggiungibile dai rispettivi portali web. In questo momento si parla di una grande accoglienza da parte del pubblico i quali hanno potuto votare anche il progetto migliore.

san siro

Le due tifoserie sono divise. Ci sono tre fazioni al momento in ballo:
-Quelli che vorrebbero uno stadio a testa perchè la condivisione con i cugini creerebbe attriti inutili. Questo potrebbe essere anche vero ma la risposta è semplice, le due società dividerebbero le spese abbattendo i costi di gestione avendo rientro maggiore in termini economici.
– Quelli che sono d’accordo.
– Quelli che non sono d’accordo e vorrebbero vedere un San Siro di proprietà e rinnovato. Quest’ultimo punto è quello più difficile da poter spiegare. In sintesi il Comune di Milano, NON PUO’ permettersi di vendere una struttura come lo Stadio Meazza ad Inter e Milan o darla in gestione gratuita per classici 99 anni. Sopratutto in vista del grande evento delle Olimpiadi Invernali del 2025 che vedrà il San Siro ospitare la cerimonia d’apertura e chiusura.

LA CHIUSURA DELL’ACCORDO E’ ANCORA LONTANA

Come detto prima, Sala ha detto si ma alle sue condizioni. Inter e Milan stanno rivedendo il piano economico e finanziario poichè la limitazione imposta dal sindaco diminuisce la redditività calcolata durante la prima fase, nonchè attendono specifiche sulla “rifunzionalizzazione” chiesta dal Comune.

Le dirigenze stanno già rivalutando il “piano B” a Sesto San Giovanni nell’area dell’ex Falck. La zona potrebbe non attrarre più gli investitori i quali, a questo punto, preferirebbero accettare la minor cubatura richiesta in zona San Siro.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.

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