Buon compleanno Luca, eroe di Berlino: Toni spegne 43 candeline

Fritti scampi e Chianti, calamari, Luca sei per me…il numero uno”
Al mondo ci sono due tipi di persone: chi ha letto questa frase cantando e chi mente.

Per tantissimi calciofili dello stivale il 26 Maggio è una data molto importante e, benchè l’Italia versi in uno stato a dir poco problematico per tutte le vicissitudini che si sono succedute negli ultimi tre mesi, non si può accantonare il genetliaco di uno dei più forti calciatori azzurri di sempre.

Emiliano di nascita, Toni è l’attaccante vecchio stile per eccellenza: brevilineo, forte ed imponente fisicamente e dotato di una buona tecnica messa sempre al servizio dei compagni di reparto e della squadra in generale. Nell’arco della sua brillante carriera, il modo di giocare dell’ex numero 9 azzurro è mutato in base alla squadra di appartenenza ed alla “pesantezza” della carta d’identità, ma si può affermare con assoluta certezza che la letalità del due volte capocannoniere della serie A sia rimasta sempre immutata e che sia addirittura cresciuta negli ultimi anni della sua parabola sportiva.

Gli inizi della carriera di Luca Toni

Luca inizia molto presto a calcare i campi dello stivale, a 13 anni è già un prolifico giocatore delle giovanili del Modena guidate dall’ex campione bianconero. I primi bagliori si intravedono però negli anni di C1 dove tuttavia le buone prestazioni dell’ariete non sollevano gli emiliani da una retrocessione scontata. Dopo la parentesi modenese Toni si accasa all’Empoli in serie B e qui mette a segno il suo primo gol tra i cadetti contro il Ravenna guidato da un certo Luciano Spalletti. Al termine della stagione empolese torna in serie C1 al Fiorenzuola dove, non trovando molto, medita di lasciare anticipatamente il calcio, fonte di tante delusioni.
Si susseguono numerosi cambi di casacca( alcuni felici altri meno) fino a quando, dopo un’ottima stagione col Treviso, Luca viene catapultato nel calcio dei grandi: la serie A accoglie il neopromosso Vicenza ed il suo nuovo puntero: molti tifosi biancorossi rivedono in lui un giovane Paolo Rossi.

La carriera di Luca Toni

Il calcio che conta battezza Luca Toni il 1° Ottobre 2000, il Vicenza capitombola contro il Milan ma Toni mette piede nel campionato che per molti anni lo vedrà protagonista di stagioni pazzesche al limite del mitico. Nel suo primo anno di A mette a segno 9 reti che però non bastano per consentire ai veneti di continuare il loro cammino nel massimo campionato.
L’anno successivo arriva la consacrazione, il Brescia acquista il cartellino di Luca per 30 miliardi di lire regalando a Carlo Mazzone (primo estimatore di Toni) un giovane di sicura affidabilità ed al pubblico lombardo l’acquisto più costoso della storia del club.

Le imprese di Luca Toni a Palermo

Luca arriva in Sicilia durante la finestra estiva del calciomercato 2003 ed inizia a dettare subito legge in serie B dove mette a segno ben 30 gol durante il primo anno rosanero.
Capocannoniere della cadetteria e trascinatore dei siciliani, Toni riesce a riportare il Palermo in serie A prima ed in Europa poi conquistando anche la chiamata di Marcello Lippi.
Emblematiche saranno le immagini della festa al Barbera per la conquista dell’Europa condite dalla gioia dei siciliani e dalle lacrime del bomber, promesso sposo alla Fiorentina.
Nei suoi anni rosanero ha messo a segno 50 gol brevettando la celebre esultanza che farà il giro del mondo (da Palermo a Monaco di Baviera passando per Berlino e Verona).
A detta sua, il gesto di portare la mano all’orecchio, sta a significare “Hai visto che ho combinato?”.

Toni e fulmini: pioggia di goal alla Fiorentina

Dopo la parentesi sicula, Luca viene acquistato dalla società gigliata che vede in lui un giocatore sul quale puntare fortemente per la rinascita della piazza fiorentina.
Le due stagioni in viola sono senza dubbio le migliori in Italia: Toni diventa uno dei calciatori più prolifici della storia della Serie A nonchè beniamino dei tifosi. In terra toscana conquista la Scarpa d’oro unita al titolo di capocannoniere con ben 31 gol, un telegatto come miglior sportivo e la qualificazione alla Champions League poi revocata ai viola nello scandalo Calciopoli.
L’attaccante emiliano saluterà la Fiorentina nell’estate del 2007, tra le parti non sarà addio perchè il bomber tornerà in Toscana nel 2012 dove sarà ancora decisivo.

Berlino 2006: l’apice della carriera di Toni

L’estate 2006 porta con sè il fantasma di Calciopoli che si abbatte sulla nazionale di Marcello Lippi in transito verso la Germania. Un gruppo compatto che identifica in Toni uno dei giocatori più rappresentativi per temperamento e determinazione, qualità capaci di riuscire a cementare gli azzurri e guidarli verso la conquista del Mondiale.
La cavalcata dell’Italia è perfetta: compattezza, grinta, orgoglio, forza e capacità di incassare consentono agli azzurri di passare il girone con discreta facilità. Sembra essere perfetto per tutti tranne per Luca che ancora non riesce a trovare la via del gol.
Il centravanti si sbloccherà ai quarti di finale dove, con una splendida doppietta, sancirà la condanna dell’Ucraina di Sheva e consentirà agli azzurri di volare verso il successo iridato.
Negli anni successivi continuerà ad orbitare nel giro della nazionale maggiore senza però togliersi grandi soddisfazioni e svestirà la maglia azzurra definitivamente dopo la Confederation Cup del 2009.

Dalla Germania alla Germania: la nascita del Luca Toni NUMERO UNO

Le ottime stagioni in viola ed il mondiale vinto da protagonista gli consentono di salutare lo stivale per migrare verso la Baviera, nel 2007 il Bayern Monaco sborsa 11 milioni di euro per assicurarsi le prestazioni sportive del modenese. Arriva in Germania insieme al francese Ribery con il quale imbastirà un ottimo rapporto dentro e fuori dal campo, memorabile è il video dove i due appaiono in uno stadio vuoto intenti a contrapporsi in sfide calcistiche emblematiche.
Negli anni tedeschi Luca tocca il cielo con le mani, i gol del bomber in fioccano: detta legge in Bundesliga, colpisce in coppa Uefa, condanna il Borussia Dortmund in coppa di Germania e si aggiudica il titolo di capocannoniere accompagnato da quello di campione di Germania. Le grandi prestazioni con la maglia dei bavaresi gli regalano il soprannome di Numero Uno, titolo dell’omonima canzone composta appositamente per lui dal cantante tedesco Matthias Knop.
Le gioie tedesche si concludono nel 2009 dove, complice il rientro da un infortunio ed il pessimo rapporto con Van Gaal, Luca ritorna in Italia per accasarsi alla Roma.


Toni torna in Italia: Roma e Genoa

Nel gennaio 2010 Toni fa rientro in Italia, in prestito alla Roma. Esordisce con i giallorossi allo stadio Flaminio in amichevole ma per i primi gol c’è bisogno di aspettare fino a metà gennaio. Nella partita contro il Genoa, Luca mette a segno due reti che consentono ai capitolini di vincere il match e di continuare a credere nella lotta scudetto, sogno che si infrangerà contro la corazzata nerazzurra alla quale Toni riuscirà a segnare un illusorio gol. Alla fine del prestito rescinde il contratto con il Bayern e vira verso Genova dove diventa il giocatore più pagato di sempre da parte del club ligure. Tuttavia l’arrivo in pompa magna non rispecchia l’andamento delle prestazioni ed il presidente Preziosi lo scarica repentinamente al termine della stagione.

Anni in chiaroscuro: Juve ed Al Nasr

Alla soglia delle 34 primavere, il campione emiliano viene acquistato dalla Juventus. Con la maglia bianconera realizza il gol numero 100 in Serie A contro il Cagliari con un bel colpo di testa da fuori area. L’anno successivo si trova fuori dal progetto della Juve schiacciasassi di Antonio Conte che non lo considera elemento di valore alla costruzione della rosa che verrà. L’unica gioia della gestione Conte arriva l’8 Settembre 2011 quando, in occasione dell’inaugurazione dello Juventus Stadium, Toni mette a segno il primo gol nell’impianto della famiglia Agnelli. Migra poi verso l’Arabia per sottoscrivere un contratto con l’Al Nasr dove però durerà poco. La nostalgia dell’Italia è troppo forte e Luca decide che è arrivato il momento di portare a termine un’opera cominciata tanti anni prima.

Il ritorno del Figliuol Prodigo

E’ un caldissimo giorno di fine agosto anno del Signore 2012 ed a Firenze, dopo circa 1850 giorni di assenza, i tifosi viola riabbracciano Luca Toni. Il bomber emiliano torna dove “è diventato uomo” e lo fa a modo suo: segnando all’esordio dopo un minuto di gioco. A fine stagione mette a segno 8 reti e saluta Firenze in grande stile.

Il finale: Toni diventa il Re di Verona

Quale epilogo migliore per concludere una splendida carriera se non il ritorno in Veneto? Con la maglia dell’Hellas Verona, Toni vive una seconda giovinezza e frantuma record su record alla soglia dei 40 anni. Esordisce con gli scaligeri nell’estate del 2013 e sigla subito una doppietta al Milan che apre le porte ad una stagione superlativa che lo porta a realizzare ben 20 reti. Col Verona tocca le 300 partite in A ed i 300 gol da professionista, continua a gonfiare la rete fino diventare il marcatore più prolifico nella storia del club in massima serie diventando capocannoniere della serie A con 22 reti nel 2014 superando il primato di longevità precedentemente intestato ad Hubner.
Il 20 Febbraio 2016 eguaglia, con un gol nella stracittadina scaligera, il primato di marcature precedentemente detenuto nei derby da Federico Cossato ed annuncia il suo ritiro.
Segna il suo ultimo gol su calcio di rigore, alla Juventus, con uno splendido cucchiaio che batte Neto e consente agli scaligeri di uscire vincitori da un match molto combattuto.

Luca Toni oggi

Successivamente all’addio al calcio giocato, Luca diventa prima consulente sportivo e poi opinionista televisivo. Consegue il patentino da allenatore per le squadre fino alla serie C e per l’abilitazione di allenatore in seconda nelle leghe maggiori.

Sarà sicuramente un ottimo allenatore che trasmetterà ai ragazzi la fame di gol e la determinazione per raggiungere un obbiettivo, punti di forza che lo hanno fatto diventare uno dei calciatori italiani più forti e prolifici di tutti i tempi.

Tanti Auguri NUMERO UNO!

Vi invitiamo sempre a rispettare le ordinanze governative ed a limitare gli spostamenti superflui. Non abbassiamo la guardia per tornare quanto prima alla nostra vita normale.

Nel frattempo #iorestoacasa a guardare i gol più belli del grandissimo Luca Toni.

Luca Toni, tanti gol e una carriera straordinaria

Si sta per ritirare un grande campione

Pubblicato da Magic Gazzetta su Mercoledì 4 maggio 2016

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Vincenzo, classe 1998, amante del bel calcio e della Juve. Il mio preferito: Roberto Baggio, IL GIOCATORE.

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