Romelu Lukaku sta trascinando l’Inter in questa stagione 2020/2021: dopo essersi presentato e mostrato ai tifosi interisti nella scorsa stagione dove ha sorpreso tutti per la sua capacità di leadership e rendimento, con ben 34 gol e 7 assist in 52 partite, in quella attuale ha confermato ancora di più le qualità mostrate nel 2019/2020 riuscendo addirittura a rendere ancora più evidenti quanto siano importanti per le sorti delle partite disputate dalla banda di Antonio Conte le sue giocate individuali, utili sia per il fine singolo che per la squadra.

La stagione 2020/2021 di Lukaku

Il video dedicato dalla Serie A per Lukaku, vincitore del titolo MVP di Febbraio

Nella stagione 2020/2021, dove l’Inter è uscita dall’Europa ed è stata eliminata anche dalla Coppa Italia ma è in vetta alla Serie A con 6 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, sta consacrando Lukaku come vero e proprio top player di questa squadra: numeri da capogiro per il belga, con già 24 reti e 6 assist realizzati in 31 partite, senza ignorare il fatto di come questo giocatore sia diventato decisivo anche nei cosidetti “big match”, cosa che sembrava mancare nella scorsa stagione.

In tutto questo c’è da aggiungere anche le grandi doti mostrate in campo sia dal punto di vista di far gruppo, sia proprio nel fare il lavoro sporco per la squadra pulendo svariati lanci lunghi ricevuti per poi servire i compagni. L’unica critica che viene mossa a Lukaku è quella di sparire dal match se a lui non è congeniale nel modo di giocare, ossia se ad esempio le difese si chiudono e gli mettono un difensore forte fisicamente a marcarlo stretto, non permettendogli di sfruttare la sua più grande dote: la velocità e strapotere fisico in progressione.

La velocità di Lukaku

In questa partita si vede l’impatto in velocità del belga: il gol del 3-1, visibile al minuto 3:10, è un esempio lampante di quanto sia devastante in progressione Lukaku

Il belga infatti fa della rapidità in progressione, unita alla grande forza fisica, la sua caratteristica più peculiare e di maggior rilievo: per questo motivo spesso, ultimamente, viene paragonato a Ronaldo Luís Nazário de Lima, anche se secondo me con il brasiliano ha ben poco in comune.
Chiaramente Lukaku fa della velocità il suo cavallo di battaglia, basti pensare che contro la Lazio ha raggiunto una velocità media in sprint di ben 33.18 km/h, mentre ai tempi dello United aveva raggiunto persino i 36 km/h, la stessa velocità da record raggiunta da Ronaldo.
I punti in comune fra i due però, a mio modesto parere, si fermano su quella statistica: escludendo i gol fatti e il ruolo nevralgico per quanto concerne i risultati della squadra, stiamo parlando di due calciatori diametralmente opposti.

Le differenze fra Lukaku e Ronaldo

Un video per far capire, se ce ne fosse bisogno, che tipo di giocatore era Ronaldo

Lukaku fa della sua forza o strapotere fisico un’arma straordinaria, unita come già detto più volte ad una velocità fuori dal comune, unendo il tutto ad ottime abilità realizzative sia di sinistro, il piede naturale, che di destro o di testa, senza dimenticare inoltre la sua buona intelligenza tattica, con tante sponde fornite ai compagni che si inseriscono ai suoi lati.

Tutte queste ottime caratteristiche vanno però a cozzare con una tecnica di base buona ma non eccelsa, un primo controllo del pallone non sempre pulito e in generale una capacità nel dribbling non straordinaria se si escludono appunto le sgroppate palla al piede in campo aperto del belga: ecco, in queste ultime caratteristiche che ho elencato invece Ronaldo ha fatto i suoi punti di forza.

Il brasiliano era un giocatore straordinario nello stretto, con una tecnica di primo livello e una capacità tecnica fuori dal comune, oltre ad un dribbling ubriacante, dove a tutto ciò univa una grande freddezza sotto porta. Ovviamente, a differenza di Lukaku, non era un giocatore eccezionale e devastante dal punto di vista meramente fisico ed inoltre era spesso innamorato del pallone, viste le sue innate qualità tecniche, quindi contribuiva meno rispetto al belga nel gioco collettivo.

I paragoni quindi fra Lukaku e Ronaldo, per rifarci al titolo, a mio parere sono esagerati e del tutto infondati se non per una caratteristica che hanno in comune i due.

Forse l’unico vero motivo per cui molti tentano quest’associazione così forzata è perché dopo anni in casa Inter è tornato a vestire la maglia numero 9 un giocatore che ricorda, quantomeno in una qualità, il grande giocatore che è stato Ronaldo per i tifosi interisti, i quali ora vogliono tornare a sognare.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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