Dopo 13 anni di appassionata gestione societaria, è giunta ormai al termine l’era di Gabriele Volpi come proprietario dello Spezia. È ormai cosa fatta per il passaggio di consegne tra il facoltoso imprenditore ligure e l’americano Robert Platek, 56enne socio del fondo Msd Capital. L’operazione, condotta quasi a sorpresa nelle ultime settimane, è piombata come un fulmine a ciel sereno sulla squadra di Vincenzo Italiano, che a dir la verità non sembra starne risentendo più di tanto per il momento. La nuova proprietà statunitense, peraltro, non sembra intenzionata ad effettuare cambiamenti all’interno dei quadri dirigenziali, motivo per cui tutte le componenti possono concentrarsi sul grande obiettivo stagionali: la permanenza in Serie A.

Chi è Gabriele Volpi

Ligure classe 1943, Gabriele Volpi è considerato un uomo di successo in diversi ambiti. In primis c’è sicuramente l’aspetto imprenditoriale, in cui ha costruito le proprie fortune – al netto di alcune controversie giudiziarie – nell’ambito della logistica petrolifera operante in numerosi paesi africani.

Oltre ai successi ottenuti in ambito lavorativo dalle sue società, Volpi è da sempre molto attivo al mondo dello sport. A partire dal 2000 è stato protagonista nel mondo della pallanuoto, in cui ha avuto il merito di contribuire con i propri investimenti economici di portare la Pro Recco – squadra della sua città natale – ai vertici italiani ed europei.

La passione per lo sport lo ha successivamente portato ad investire nel calcio. Oltre allo Spezia, che sotto la gestione della sua famiglia ha raggiunto la prima storica promozione in Serie A, Volpi è stato anche proprietario del Rijeka e dell’Arzachena. In Nigeria, paese in cui ha stabilito la base principale dei propri affari, ha provato ad operare nell’ambito del calcio giovanile.

13 anni di Volpi alla guida dello Spezia

L’era Volpi è cominciata il 4 agosto 2008 in seguito ad un avvenimento traumatico per lo Spezia, ovvero quello del fallimento. Il facoltoso imprenditore italiano con passaporto nigeriano, ottenuto a causa dei notevoli affari condotti nel paese africano, ha avuto il merito di ricostituire una società sportiva degna di tale nome e di riportarla nel giro di un anno nel professionismo, ottenuto grazie al ripescaggio dopo un arduo campionato di Serie D concluso nelle semifinali playoff contro la Vico Equense.

A partire della stagione successiva in Serie C, il patron Volpi non ha mai badato a spese nella costruzione delle rose. Dopo un primo anno di assestamento, nel 2011-2012 lo Spezia conquista non solo la promozione in Serie B, ma anche il “triplete” di Lega Pro con la vittoria nello stesso anno di Supercoppa, Coppa e campionato.

Dopo il ritorno in B gli impegni personali non permettono a Volpi di seguire in prima persona la società, ma continuerà a fornire l’importante sostegno economico necessario per affrontare dei campionati cadetti di livello. Da lì in poi la squadra ligure finisce vittima di una sorta di competizione: nonostante l’obiettivo di puntare alla Serie A, lo Spezia finisce sempre per scontrarsi con lo scoglio insormontabile dei playoff.

Ad eccezione della stagione 2017-2018 conclusa alla decima posizione in classifica, in tutti gli altri anni gli spareggi sono risultati fatali allo Spezia, che ha visto susseguirsi sulla propria panchina nell’ordine Giovanni Stroppa, Devis Mangia, Nenad Bjelica, Domenico Di Carlo, Fabio Gallo e Pasquale Marino. Tutto questo fino al passato campionato, quando la scelta di puntare su un tecnico emergente come Vincenzo Italiano ha fornito i migliori frutti possibili, raggiungendo il culmine nella finale playoff vinta contro il Frosinone di Alessandro Nesta.

Con l’allenatore siciliano in panchina, Gabriele Volpi è riuscito a diventare il primo proprietario e presidente riuscito nell’impresa di portare lo Spezia in Serie A. Sebbene in molti avessero dati praticamente per spacciati i liguri ad inizio campionato, gli aquilotti stanno dimostrando di avere tutte le carte in regole per puntare ad una salvezza apparsa a tratti quasi insperata. Dovranno, però, tentare di conquistarla senza la famiglia Volpi, che dopo aver scritto la storia per il club spezzino torna a concentrarsi principalmente sugli affari extra-calcio. Ma chissà che il fiuto imprenditoriale non possa tornare a toccare un domani ancora una volta il mondo del pallone.


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