Liverani non è un allenatore da salvezza? Una squadra a trazione offensiva per il fondo della classifica

MILAN, ITALY - AUGUST 26: US Lecce head coach Fabio Liverani issues instructions to his players during the Serie A match between FC Internazionale and US Lecce at Stadio Giuseppe Meazza on August 26, 2019 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Dopo sette anni di lungo calvario, il Lecce è finalmente tornato in massima serie; a guidare i pugliesi nel passaggio dalla cadetteria alla Serie A è stato Fabio Liverani. L’ex regista di Lazio e Fiorentina, predilige un tipo di gioco propositivo e votato all’attacco, a cui non ha deciso, nel bene e nel male, di rinunciare anche in questi primi due mesi di stagione. Le prime due uscite non sono infatti state delle migliori per i salentini, sconfitti con un roboante 4-0 a S.Siro dall’Inter e dall’Hellas Verona, diretta concorrente per la salvezza. Il tecnico tuttavia non ha desistito, continuando a credere nel suo modo di intendere il calcio, e grazie alla sua perseveranza la squadra, di gran lunga inferiore per tasso qualitativo ed esperienza rispetto alla maggior parte dei club militanti in Serie A, ha cominciato a conquistare i suoi primi punti.

I principi di gioco del mister romano

Il modulo di partenza della compagine giallorossa teoricamente sarebbe il 4-3-1-2, anche se in queste prime giornate la squadra è stata disposta sul rettangolo verde anche con altre soluzioni tattiche. La costruzione del gioco parte sempre dalle retrovie, ed è finalizzata ad attirare gli avversari in avanti per poi colpire sul lato scoperto in maniera veloce e dinamica. Ovviamente questo modo di giocare presuppone la presenza in rosa di giocatori molto dotati tecnicamente e dalla elevata intelligenza calcistica: tra i diversi elementi a disposizione di Liverani spiccano per questa tipologia di doti il regista della squadra Tachtsidis, che in Puglia sta ritrovando quella continuità che gli è sempre mancata negli anni, ma soprattutto Matteo Mancosu e Filippo Falco; i due fantasisti, lasciati liberi di poter svariare su tutto il fronte offensivo, hanno grandi capacità nello stretto e nell’uno contro uno, grazie alle quali riescono molto spesso a creare superiorità numerica a vantaggio della propria squadra.

Le criticità all’interno della rosa salentina

I maggiori problemi che il salto di categoria ha fino ad ora messo in luce sono legati ai movimenti del centrocampo in fase difensiva e alle difficoltà dei difensori centrali nell’uno contro uno con le punte avversarie. La mediana infatti fa molta fatica a traslarsi in maniera compatta da una parte all’altra del campo, lasciando quindi delle voragini negli interspazi tra centrocampo e difesa che possono rivelarsi letali se sfruttate adeguatamente dagli avversari. La presenza di questi buchi espone con frequenza al retroguardia, non composta da elementi particolarmente veloci, ai contropiedi e agli attacchi avversari; l’esempio lampante di questa grave lacuna è sicuramente il primo match di campionato con l’Inter, ed è assolutamente necessario che Liverani riesca a dare più ordine ai suoi giocatori se non vuole perdere punti decisivi per la permanenza in massima serie.

Cosa possiamo aspettarci dai giallorossi?

Come detto in precedenza, Liverani non sembra disposto a scendere a compromessi; per poter restare a galla in un campionato complesso e spietato come quello italiano tuttavia, dovranno sicuramente essere affinati i meccanismi difensivi, parsi piuttosto arrugginiti in queste prime partite. Ciò su cui può tuttavia contare l’ex allenatore di Genoa e Ternana, è avere a disposizione una squadra costruita in modo coerente rispetto alle sue idee; se i Lupi dovessero trovare quell’equilibrio che fino ad ora è in gran parte mancato, la tanto agognata salvezza potrebbe tramutarsi da sogno a realtà per il popolo salentino. In questo senso è richiesto uno sforzo anche alla proprietà leccese, che nei momenti di crisi, quasi abituali per una medio-piccola, dovrà difendere a spada tratta il proprio allenatore, che nonostante tutte le difficoltà della categoria sta riuscendo ad unire un gioco propositivo e divertente ad una posizione di classifica più che buona per quelle che sono le ambizioni della società pugliese.

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