E’stata una settimana tormentata e ricca d’impegni, sia in campo con i quarti di finale di coppa italia, sia a livello burocratico con le decisioni del giudice sportivo. Quest’ultimo aspetto ha portato una doppia squalifica in casa nerazzurra. Infatti sia l’allenatore Antonio Conte, (2 giornate), sia Oriali, (1 giornata), sono stati squalificati dopo il litigio di udine che ha avuto controparte l’arbitro Maresca.

L’Episodio

Il “sei sempre tu” di Conte, unito ad una protesta reiterata anche nel tunnel degli spogliatoi, gli costa dunque l’assenza in panchina contro Benevento e Fiorentina, mentre martedì nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro la Juventus potrà regolarmente essere a bordocampo a dare indicazioni ai suoi.

Proviamo ora ad analizzare quanto successo a Udine.

Al momento della segnalazione del recupero, 4 minuti, Conte ha manifestato tutto il suo disappunto all’arbitro Maresca reo, anche, di non aver estratto il secondo giallo ad Arslan al 30′ del primo tempo, con dunque un’ora abbondante ancora da giocare. Il “sei sempre tu” del tecnico salentino lo ha portato ad essere allontanato dal terreno di gioco da un arbitro, forse, un po’ troppo permaloso. Fin qua sarebbe comunque una sconfitta, su tutta la linea, contiana.

La disamina

Al termine della gara anche Oriali si è avvicinato al direttore di gara per chiedere lumi sulle proprie decisioni ed è qui che Maresca commette un errore che Rizzoli ha deciso di non punire facendolo figurare tra i direttori di gara di Sampdoria-Juventus. Rivolgendosi ad Oriali stesso, infatti, Maresca, per difendersi, pronuncia una frase che alimenta il fuoco della tensione: “Bisogna saper accettare di non vincere sempre“. Ora, mettendo da parte tifo e ideologie, è lampante come una frase del genere non contribuisca a calmare le acque considerando che ne da una parte ne dall’altra si possono definire tutti “santi“. Il rigore con il Parma non dato e l’espulsione mancata sono episodi oggettivi ed errori dell’arbitro napoletano che hanno recato parziali danni all’Inter e, dall’altra parte della barricata, ci si può appellare a queste decisioni ma fino ad un certo punto e bisogna far mea culpa per errori propri.

Ecco perchè da Udine escono tutti sconfitti anche se Maresca sarà a Genova e Conte non sarà a bordocampo. La calma è la virtù dei forti e bisognerebbe usarla sempre sia nel non protestare, sia nel non cadere in errori di dialogo ma stando zitti quando è necessario.

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