L’Italia si qualifica per gli Europei! Mancini raggiunge il primo obiettivo da c.t. azzurro

C’è chi dice di non esaltarsi troppo, perché il girone non era così proibitivo. Probabilmente è vero, ma questo era tutto ciò che serviva all’Italia calcistica dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2018.

Il c.t. Mancini raggiunge così il primo obiettivo da allenatore della Nazionale e si qualifica per l”Europeo 2020 con tre turni d’anticipo, stabilendo un record della storia azzurra. La vittoria di ieri sera contro la Grecia ha catapultato di nuovo l’Italia verso competizioni ufficiali, l’ultimo torneo disputato era l’Europeo 2016 giocato in Francia e da quell’anno la nostra Nazionale ha cambiato molto, a partire dagli allenatori. In estate via Conte e dentro Ventura, dopo la disfatta mondiale addio all’ex allenatore del Torino che lascia il posto a Mancini, che ha saputo esordire nei migliori dei modi: qualificazione con tre partite d’anticipo e 7 vittorie su 7 nel girone J.

ADESSO ARRIVA IL DIFFICILE

È giusto però rimanere coi piedi per terra. Certo, se ripensiamo alla partita di ritorno contro la Svezia si può festeggiare ma il difficile arriverà durante la prossima estate, quando il livello si alzerà e la posta in palio sarà più importante. Ed è sinonimo di motivazione, e in un girone dove l’Italia è partita da favorita ed ha finito da vincitrice gli stimoli erano soprattutto nelle partite iniziali, dove serviva subito staccare le rivali, mentre la sfida contro la Grecia la squadra è stata meno brillante per ovvi motivi.

MOTIVATI PER L’EUROPEO

Il primo tempo non è infatti stato esaltante, ci serviva una vittoria ed è arrivata nella ripresa quando siamo tornati in campo con un atteggiamento diverso e più offensivo, sbloccando la partita grazie al rigore di Jorginho e chiudendo la pratica con la rete di Bernardeschi. Le motivazioni che si hanno in una situazione del genere, ovvero quando hai la situazione in mano, possono essere inferiori rispetto a quando si sta giocando, per esempio, una semifinale contro Germania o Spagna. Per cui, se è sbagliato esaltarsi eccessivamente per aver vinto partite sulla carta semplici, allo stesso tempo è corretto trarre conclusioni più appropriate su gioco e valore complessivo della squadra non appena si sfideranno nazionali di livello pari o superiore al nostro.

NUMERI IMPORTANTI

Queste partite del girone non sono quindi sufficienti per giudicare a pieno la Nazionale di Mancini, anche se 7 vittorie su altrettante partite non devono passare inosservate, a prescindere dall’avversario. Inoltre, i soli (per ora) 3 gol subiti trasmettono fiducia ad una difesa che potrà essere un nostro alleato in vista dell’Europeo 2020.

CONCLUDERE BENE IL GIRONE

L’Italia ha passato il girone ma dovrà comunque giocare le ultime tre partite per formalità. Non saranno sfide qualsiasi, però, perché sarà un ottimo banco di prova per Mancini e i suoi uomini. La prossima partita sarà martedì contro il Liechtenstein, per poi far visita alla Bosnia il 15 novembre e chiudere il girone in casa ospitando l’Armenia tre giorni dopo. Ad eccezione del Liechtenstein, le altre due squadre sono ancora in corsa per il secondo posto valido per la qualificazione quindi affronteranno la partita con grandi motivazioni e non possiamo permetterci di prendere l’impegno sottogamba.

AL VIA LE PROVE PER IL 2020

Inoltre, Mancini potrà sfruttare queste partite per trovare la giusta quadratura e farsi trovare pronto in estate. Come ogni commissario tecnico, anche Mancini non ha troppo tempo per preparare le varie partite e per cui servirà sfruttare al meglio queste sfide dove il vero risultato è già stato raggiunto. Si potranno provare i giocatori che Mancini riterrà fondamentali per il campionato europeo, magari convocando qualche giovane per testare se siano pronti per un impegno così importante.

Qualcosa comunque si è già visto in questi mesi, la Nazionale ha molta qualità e Mancini ha il compito di dover farla rendere al meglio nonostante il tempo a disposizione sia limitato. Questo vale ovviamente per tutti, c’è davanti un’intera stagione dove il nostro c.t. dovrà valutare chi portare all’Europeo. Se due anni fa il problema era andare o meno al Mondiale, e poi sappiamo come andò a finire, quest’anno il dubbio è su chi convocare o escludere. Saranno problemi da affrontare più avanti ma è piacevole poter iniziare queste discussioni già adesso visto l’ultimo precedente.

Ora lasciamo passare queste ultime tre partite del girone, che come spiegato sopra non sono sfide da sottovalutare, e poi ci concentreremo sull’Europeo. Non saremo più quelli del 2006 ma non siamo nemmeno più quelli di due anni fa. Il nostro cammino per tornare grandi è ancora lungo, questi sono solo piccoli passi ma significativi. Adesso che abbiamo trovato la strada giusta non dobbiamo commettere l’errore di uscire di nuovo fuori pista.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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