GIOVANNI FIORENTINO – L’Italia s’è desta? Considerazioni sugli impegni azzurri

Fiorentino

Eccola ogni anno, puntuale (e amata, in generale) quasi quanto una cartella esattoriale. La pausa torna puntualmente ad inizio settembre poco dopo l’inizio del nostro campionato, lasciandoci un piccolo antipasto ma posticipando di una settimana il prosieguo dell’abbuffata, calcisticamente parlando.

La Nazionale si prepara dunque ad affrontare altre due partite nel cammino verso Russia 2018, tra cui la prima nella tana dello spauracchio Spagna.

Veniamo al dunque: la vittoria è possibile?In linea di massima sì, e i motivi sono tanti. Penso che le due Nazionali abbiano tanto in comune: due tecnici dal curriculum meno pesante dei predecessori, una rosa in ricostruzione dopo le sbornie mondiali (ed europee, per gli iberici) di qualche anno fa e soprattutto entrambe stanno attraversando una fase di rinnovamento. Il reparto che sembra dare le maggiori garanzie a Ventura sembra essere la difesa, stando almeno ai nomi dei convocati. In attacco, la certezza è rappresentata dalla forma di Belotti, letteralmente devastante nell’ultima giornata di campionato. Personalmente, credo che un attaccante così mancasse dai tempi di Vieri e serviva come il pane, c’è da augurarsi che non si perda per strada come certi soggetti o che non incappi in una serie di infortuni tragicomica come altri. Guardando i nostri avversari, devo dire di aver accolto con un sorriso il ritorno nella Roja di David Villa, che ho sempre considerato il miglior attaccante spagnolo degli ultimi dieci anni (Fernando Torres si è eclissato troppo presto ad altissimi livelli, mentre definire attaccante Raul sarebbe riduttivo). Lopetegui deve registrare la carenza di un reparto offensivo di buon livello, ma nemmeno paragonabile a quello del recente passato. Dovrebbe essere una partita sulla carta interessante e un pareggio non sarebbe comunque da buttare via, sebbene la differenza reti al momento ci penalizza. L’obbiettivo, ad occhio, resta quello di conquistare almeno 4 punti nelle prossime due gare, considerando il match decisamente più abbordabile contro Israele. E far maturare giovani interessanti che, per una volta, non mancano.

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