Ore 20.45, Belfast, Irlanda del Nord. La nostra Nazionale atterra consapevole che dopo questi 90 minuti dovrà risalire sull’aereo di ritorno con una sola certezza. L’unica che tutto un popolo vuole, ovvero che il prossimo volo che prenderà tra qualche mese dovrà avere come destinazione il Qatar.

A quattro anni dalla disfatta per mano della Svezia, gli azzurri vogliono far valere il titolo di Campioni d’Europa conquistato quest’estate, mettendo in campo la qualità che sono mancate contro la Svizzera.

Il primo posto è li ad aspettarci, e ci consentirebbe una qualifica diretta ai Mondiali, evitando cosi il calvario dei play-off da secondo posto.

Missione fallita per l’Italia contro la Svizzera

Era stata definita da Mancini come una finale da vincere a tutti costi, e cosi era, ma l’Italia forse per la sua prima volta in un percorso che dura ormai da dopo il disastro del 2017, fallisce un’importante prova di maturità. Privata di Immobile, Chiellini e Verratti, il ct azzurro si affida ai suoi giocatori più in forma schierando Belotti dal 1′ e Bonucci assieme ad Acerbi.

Nei primi minuti l’Italia appare contratta ed impaurita, dove a mancare è stata proprio la manovra di gioco vista agli Europei. La Svizzera prende campo e passa in vantaggio con il bolide di Widmer da fuori area, gelando lo Stadio Olimpico. Al 36′ c’è la risposta azzurra con la punizione calciata da Insigne e l’incornata vincente di Di Lorenzo che riporta in pareggio il match e chiude i primi 45 minuti.

Nel secondo tempo gli azzurri ci provano contro una Svizzera che si chiude bene, ma all’89‘ si accende un lumino di speranza. Viene fischiato un rigore per l’Italia dopo il contatto Garcia-Berardi, con successiva ammonizione per il difensore svizzero. Dagli undici metri si presenta il solito Jorginho proveniente proprio dall’errore contro Sommer. Il centrocampista del Chelsea decide di cambiare alzando la traiettoria, ma il pallone si impenna e finisce in curva.

Pareggio amaro per l’Italia, che dovrà giocarsi tutto contro l’Irlanda del Nord questa sera, con molti rimpianti lasciati all’Olimpico.

Nonostante la prova non sia stata delle migliori, Mancini sprona i suoi e ripone piena fiducia in Jorginho, in uno dei peggiori momenti in carriera per quanto riguarda i tiri dagli undici metri. “Arriviamo con un vantaggio nella differenza reti che non è poco. Contro l’Irlanda del Nord dovremo segnare tutti i gol che non abbiamo fatto stasera. Rimango estremamente fiducioso” afferma il ct.

Adesso gli azzurri rimangono a pari merito con la Svizzera, e si deciderà tutto nell’ultima gara delle qualificazioni.

L’Irlanda del Nord richiama incubi dal passato

Il prossimo avversario dell’Italia è l’attuale terza nel girone, che proviene da una vittoria di corto muso contro la Lituania per 1-0. Avversario tutt’altro che accomodante visto che, durante le qualificazioni, nelle mura amiche non ha mai perso, oltre che rimanere con la porta inviolata. Non la migliore delle premesse, considerando che gli azzurri sono costretti a giocarsi il tutto per tutto per evitare un altro fallimento.

Se guardiamo i precedenti, cinque su sette sono le vittorie azzurre, di media sempre con 2 o 3 gol di scarto. Risultato che servirebbe questa sera, cosi da stare tranquilli per quanto riguarda la differenza reti. Tra le due gare non vinte dall’Italia contro l’Irlanda del Nord però, figura una sola sconfitta, che richiama incubi antichi per la partita di stasera.

Fu quella del 1958, in cui a Belfast successe l’irreparabile. L’Italia anche in quell’occasione si giocava il match da dentro o fuori, con due risultati utili su tre. Con la vittoria o con il pareggio, gli azzurri sarebbero passati vista la precedente vittoria per 3-0 sul Portogallo.

La Svezia sembrava più vicina, ma quello che successe in Irlanda del Nord passerà alla storia come “la battaglia di Belfast“. Dopo il doppio vantaggio nella prima mezz’ora dei padroni di casa, l’Italia tenta una timida reazione segnando il 2-1 con Da Costa, ma il rosso a Ghiggia al 68′ chiude il discorso Mondiale per gli azzurri.

Mancini e compagnia stasera dovranno imporsi in un campo ostico, che riporta gli azzurri a disfatte passate che nessuno ci tiene a vivere una seconda volta.

Cosa serve all’Italia per andare in Qatar

Come detto, Italia e Svizzera si dividono il primo posto, con gli azzurri in vantaggio di +2 per quanto riguarda la differenza reti. Ed è proprio questo il punto cruciale che deciderà chi dovrà volare (senza play-off) al Mondiale.

Gli azzurri devono cercare di segnare più gol possibili, cercando di non prenderne neanche uno, cosi da vivere i 90 minuti con meno calcoli da fare. Facendo valere il vantaggio di due reti che abbiamo sugli attuali secondi, se l’Italia dovesse vincere con 2/3 gol di scarto potrebbe, sulla carta, stare tranquilla.

Ma c’è da considerare anche la Svizzera, che si trova ad affrontare un ostica Bulgaria.

Qualora la squadra allenata da Yakin riuscisse a colmare il gap sulla differenza reti, allora sarebbero da considerare i gol fatti. Un passo alla volta però, dato che come visto l’Irlanda del Nord sa bene come beffare gli azzurri. L’unico risultato possibile per i ragazzi di Mancini è la vittoria, e contro una squadra che in casa sembra inespugnabile servirà la migliore Italia.

Ovvio dire che una sconfitta della Svizzera potrebbe qualificare gli azzurri anche se dovessero pareggiare, ma l’obiettivo rimane la vittoria a Belfast, cosi da dimenticare la brutta prestazione fatta contro gli elvetici.

Dal disastro Ventura ad oggi l’Italia ha inanellato una striscia di 37 risultati utili consecutivi, impreziositi da un gioco avvolgente e coronato dalla vittoria degli Europei. Adesso gli azzurri hanno il dovere di dimostrare di essere gli stessi che 4 mesi fa si sono cuciti sul petto la coppa, e prenotare un posto ai Mondiali scacciando i ricorrenti fantasmi di Novembre.

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