Dopo la grottesca stagione passata con l’avvicendamento di quattro allenatori diversi, l’Inter si è affidata a Luciano Spalletti per l’anno venturo, con il fine di ritornare finalmente a calcare importanti palcoscenici.

Nonostante i mille dubbi, le differenze rispetto alla disastrosa gestione tecnica della scorsa estate appaiono lampanti, pertanto nella tifoseria nerazzurra è nato un denso fuoco chiamato “speranza”.

Milano, il calendario segna 1° agosto 2016: dopo essersi misurata nella tournée americana, rivelatasi poi completamente fallimentare, contro squadre del calibro di PSG e Bayern Monaco, l’Inter di Roberto Mancini fa ritorno a casa e, in attesa dei nuovi rinforzi promessi dalla nuova dirigenza cinese, si gode qualche giorno di riposo in attesa del nuovo test amichevole contro il Tottenham.
Un anno dopo è cambiato tutto, dalla dirigenza alla guida tecnica, passando per i calciatori, quelli bene o male cambiano sempre. Dopo l’annus horribilis appena passato, alla guida della squadra nerazzurra troviamo Luciano Spalletti, reduce dalla controversa seconda esperienza sulla panchina della Roma. A fare mercato troviamo sì ancora Piero Ausilio, ma affiancato dalla “vecchia volpe” Walter Sabatini, divenuto da alcune settimane coordinatore della squadre Suning.

Trovare dei contrasti tra l’Inter “manciniana” e quella che sta ancora nascendo all’apparenza può apparire alquanto semplice, date le limpide differenze tra i due tecnici, partendo dallo stile, finendo al rapporto con la stampa, autentico tallone d’achille per Spalletti durante l’esperienza nella Capitale, fino ad arrivare al gioco.
Analizzando le differenze tra “le due Inter”, possiamo subito notare che, a differenza dell’anno scorso, i nerazzurri appaiono ben più pronti fisicamente, nota lieta dimostrata ampiamente nella tournée in Oriente, dove hanno vinto il proprio girone dell’International Champions Cup battendo squadre blasonate come Lione, Bayern Monaco e Chelsea.

La squadra appare ben più pragmatica e coesa rispetto alla passata stagione, con molti calciatori reintegrati in rosa che ritornano a sentirsi parte della stessa. Elementi come Joao Mario ed Eder sembrano già rivitalizzati dal nuovo tecnico, pronto a fare del primo un centrocampista universale in grado di spaziare in tutta la metà campo fino a renderlo maggiormente incisivo sotto porta. Uno dei reparti nevralgici della scorsa stagione, ovvero la difesa, sta lavorando molto per trovare quella solidità persa anni addietro. Ritorna ad essere più importante il gruppo del singolo, come visto nella vicenda Perisic, il quale però sembra orientato verso la permanenza, chissà se anche lui non sia stato sedotto dall’indole rivoluzionaria del tecnico di Certaldo che, come previsto, ha lavorato molto sulla sfera mentale, data la fragilità passata della squadra.

Un fattore comune è il mercato apparentemente spento o quantomeno non a livelli altisonanti, dati i “soli” arrivi di Skriniar, Borja Valero e di Vecino, quest’ultimo ufficiale in giornata, a dispetto delle voci di fine giugno secondo le quali dopo i vincoli del FFP, la società si sarebbe mossa prepotentemente sul mercato, imbottendo la rosa di top players. Da sottolineare come tutti e tre siano esplicite richieste di Spalletti, in particolare gli ultimi due, ritenuti fondamentali per migliorare il palleggio e la costruzione di gioco.
Ricordando la passata sessione di mercato estiva, si denota il forte attivismo dell’Inter nel mese di agosto, con gli arrivi di Candreva, Joao Mario e Gabriel Barbosa per un totale di più di 100 milioni spesi in nemmeno trenta giorni. Come nell’attuale sessione, gli acquisti fino al suddetto mese furono tre, tutti e tre rivelatisi, chi più chi meno, dei flop: stiamo parlando di Banega, Erkin e Ansaldi. E’ curioso notare che 2/3 sono partiti dopo neanche un anno, mentre il terzo è finito ai margini della rosa, complice anche la prossima definizione della “telenovela Dalbert”.

Il fare sornione e attendista di Sabatini & Co. sta facendo spazientire e non poco gran parte della tifoseria, indotti anche dal mercato stellare dei cugini del Milan ad avere ardentemente voglia di colpi ad effetto, al contrario di quelli di carattere logico e razionale attualmente messi a segno. La dirigenza sta attendendo in particolare delle situazioni di mercato spinose, nella speranza che si sblocchino a proprio favore. Un esempio è la situazione relativa a Schick, trattativa in fase di stallo in attesa di nuove visite mediche del calciatore dopo il problema cardiaco riscontratogli.
In ogni caso, è prevedibile attendersi un’Inter protagonista nel mese più caldo dell’anno, a dir poco bollente per quanto riguarda il calciomercato, anche per non tradire un fiducioso Spalletti, il quale ha ribadito più volte di “voler riportare il club nella storia“, a patto che vengano messe in atto le importanti promesse fattegli dalla dirigenza. E chissà che senza queste promesse non avvenga un terremoto sulla falsariga di quello provocato da Mancini un anno fa…

 

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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