L’Inter è prima in classifica, con attualmente 6 punti di vantaggio sul Milan secondo in classifica con una gara in meno disputata e ben 10 sulla Juventus a parità di gare: un risultato importante quello ottenuto sin qui da Antonio Conte e i suoi giocatori, quando ormai mancano soltanto 10 giornate (11 per nerazzurri e bianconeri) alla fine del campionato nostrano.

Sia chiaro che la stagione dell’Inter per quanto positiva in terra italiana è da considerarsi fallimentare in ambito europeo, ma questi sono altri discorsi che verranno probabilmente approfonditi in altre sedi e quando si potrà fare un bilancio complessivo sulla stagione, anche se è abbastanza chiaro che se l’Inter riuscisse a conquistare lo Scudetto e a tornare a vincere qualcosa dopo ben 10 stagioni la fallimentare parentesi europea verrebbe dimenticata senza troppi patemi.

La vera domanda sulla quale vogliamo soffermarci oggi invece è quella del titolo dell’articolo, riflettendo non solo sulla risposta, ma anche parlando del progetto Conte: difficilmente il tecnico pugliese rimane per più di 2/3 stagioni sulla medesima panchina e solitamente l’ultima sua annata è spesso travagliata da polemiche e risultati non eccelsi come negli anni precedenti, quindi conviene ancora puntare su di lui? Scopriamolo.

Chi siederà in panchina?

Sicuramente il vero obiettivo per l’Inter per capire come progettare la stagione 2021/2022 è quello di capire chi siederà sulla panchina nerazzurra: sarà ancora Antonio Conte, per il terzo anno consecutivo, oppure ci sarà un cambio alla guida della squadra? Io, personalmente, voto per la prima opzione.

Nonostante non sia prettamente nelle corde dell’attuale tecnico interista quello di rimanere a lungo su una panchina (il suo record è di 3 anni, su quella della Juventus) è ormai un dato di fatto come avere una figura chiave nel ruolo di allenatore, capace di far proseguire un progetto per più anni, ha dimostrato come sia necessario per raggiungere determinati traguardi e vincere trofei: la controprova di questa teoria, se possibile, potrebbe arrivare proprio quest’anno se l’Inter dovesse vincere e la Juventus continuare la sua debacle magari non arrivando neanche in Champions League.

Ovviamente per mantenere però il tecnico pugliese sulla panchina interista, sarà necessario forse un rinnovo con adeguamento visto il contratto in scadenza, oltre ad aver chiarezza dal punto di vista societario per poter fare mercato e dare tranquillità all’ambiente: quella tranquillità che potrebbe permettere di rafforzare la rosa per confermarsi in Italia e provare a stupire in Europa.

Un’attaccante per far rifiatare Lukaku

Programmare la stagione significa, appunto, rafforzare e migliorare di conseguenza la rosa e la domanda, più che lecita ad oggi, è dove potrebbe migliorarsi la squadra nerazzurra.

Sicuramente serve un’ulteriore riserva in attacco di livello, capace di fare rifiatare Lukaku e svolgere il ruolo di suo vice o alter ego (come lo è Sanchez per Lautaro), in modo da poter garantire più frecce per il reparto offensivo nell’arco di Antonio Conte per magari anche pescare il jolly a partita in corso: un obiettivo, nonostante non sia più giovanissimo, potrebbe essere Edin Dzeko il quale è in scadenza con la Roma ed è un pupillo del tecnico interista.

Passando ad acquisti più di peso, per far fare il salto di qualità all’Inter servono 3 innesti di primo livello, di cui un titolare e due pronti sia ad esserlo che a fare panchina: parliamo di un un esterno sinistro, portiere e una mezzala di centrocampo.

Credo che Dzeko non abbia bisogno di presentazioni, ma per sicurezza…

Il futuro portiere dell’Inter

Partiamo dai due giocatori che devono già essere pronti sia per essere titolari fissi nell’undici interista che per poter accettare qualche panchina: nel ruolo dell’estremo difensore bisogna pensare a preparare il dopo Handanovic, acquistando un giocatore già pronto ed in grado di alternarsi con lo sloveno, il quale probabilmente vedrà diminuire il suo minutaggio in campo per svolgere un ruolo da chioccia ed essere chiamato in campo per un turnover ormai sempre più comune fra i portieri, nel quale anche il cosiddetto “numero 12” ha acquisito una grande importanza. Il nome più in voga in casa Inter e che piace di più è quello di Musso, anche se il prezzo per il portiere dell’Udinese è alto e spaventa, nonostante il suo valore non sia in discussione. Le altre soluzioni, più praticabili, sono quelle di Silvestri, Cragno, Gollini ed Audero: il primo si è confermato quest’anno dopo l’ottima scorsa stagione e va in scadenza con l’Hellas Verona, mentre per Cragno si potrebbe utilizzare Nainggolan come pedina di scambio per versare meno soldi ai sardi, mentre per quanto riguarda Audero e Gollini ad ora si tratta solo di sondaggi preliminari, ma sicuramente sono nomi in orbita nerazzurra e che gradirebbero raggiungere la squadra allenata da Conte.
Ultimo ma non per importanza Meret, il quale era arrivato al Napoli con le aspettative di essere il numero 1 visto il suo grande talento ma che ha dovuto fare i conti con un grave infortunio e l’arrivo di Ospina, due fattori che gli hanno impedito di sbocciare definitivamente: a Napoli non è felice, all’Inter potrebbe crescere (visti i soli 24 anni) e diventare un giocatore di ancor più assoluto valore.

Uno dei candidati per sostituire Handanovic nel ruolo di portere titolare dell’Inter

Una mezzala a centrocampo: Van de Beek

Parlando del secondo giocatore invece, la mezzala di centrocampo, il nome più facile e che stuzzicherebbe di più la fantasia dei tifosi interisti, oltre che quella di Piero Ausilio che è un suo grande estimatore, è quello di Donny Van de Beek: il giovane centrocampista olandese del Manchester United non ha reso come ci si attendeva in Inghilterra, non riuscendo ad imporsi e facendo pentire gli inglesi dell’investimento fatto per prelevarlo dall’Ajax. Ausilio, come già detto prima, avevo provato a portarlo in casa interista e sicuramente proverà a fare un tentativo ulteriore per strappare un buon affare, visti anche gli ottimi rapporti fra la società nerazzurra e lo United con i precedenti acquisti come Lukaku e Sanchez.

Un video per far capire cosa potrebbe dare Van de Beek all’Inter

Il top player necessario per la fascia sinistra: Gosens

L’ultimo acquisto, il più importante forse, riguarda la fascia sinistra del centrocampo dell’Inter, in un ruolo dove non vi è un vero e proprio padrone nonostante Perisic quest’anno sia stato molto bravo nell’adattarsi e mettersi a disposizione della squadra.

Per esaltare il 3-5-2 di Conte al massimo delle sue potenzialità serve un vero e proprio top player in quel ruolo, un giocatore in grado di permettere il salto di qualità, ovviamente senza però fare investimenti insensati. Il nome a cui ho pensato e al quale, mi auguro, stia pensando la società nerazzurra è uno solo: Gosens dell’Atalanta. Il laterale tedesco è cresciuto tantissimo sotto la guida di Gasperini, diventando un profilo di alto livello ed uno dei migliori interpreti nel ruolo: dalla sua, Gosens, ha non solo l’età (compirà 27 anni a luglio) ma anche un prezzo che potrebbe essere non così alto come si crede, nonostante il suo rendimento sia costante da due stagioni consecutive e non solo dal punto di vista delle prestazioni, quasi sempre ottime, ma anche da quello realizzativo visto che in 57 partite disputate in A negli ultimi due anni ha messo a referto 18 reti.

L’Inter potrebbe dunque pensare di investire dai 30 ai 40 milioni per assicurarsi Gosens, sempre che l’Atalanta lo ceda, così da avere un binomio devastante per quanto riguarda gli esterni di centrocampo se si pensa che a destra c’è un certo Hakimi.

Un sunto dello strapotere che Gosens potrebbe garantire sulla fascia sinistra nel 3-5-2 contiano

In poche parole per questi 4 acquisti serviranno come minimo 100 milioni di euro all’incirca, milione più o milione meno, per colmare le lacune della rosa ed innalzare il livello tecnico ad uno step successivo: per un investimento del genere sarà ovviamente necessario vincere il campionato, oltre che chiarire la posizione societaria, in modo da potersi preparare al meglio al 2021/22: un’annata fondamentale, per far capire che l’Inter è pronta a tornare competitiva anche nell’Europa che conta.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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