L’Inter è in finale: il capolavoro di Conte annulla lo Shakhtar Donetsk

Un risultato che non lascia spazio a interpretazioni e una prestazione tatticamente perfetta proiettano l’Inter all’ultimo atto dell’Europa League. A Colonia bisognerà battere il Sevilla che per tre volte (consecutive) nelle ultime sei edizioni ha portato a casa il trofeo. Uno scoglio difficile che darebbe però un senso a questa e alla prossima stagione: una vittoria classificherebbe l’Inter in prima fascia per la prossima Champions League oltre alla possibilità di giocarsi la Supercoppa Europea e naturalmente aggiungere un trofeo che in bacheca manca dal 2011.

Come Conte ha annullato lo Shakhtar

Gli ucraini di Luís Castro hanno schierato il solito 4-2-3-1 con Marcos Antonio e Stepanenko ad occupare le due posizioni davanti alla difesa. In fase di non possesso il brasiliano si alzava mentre l’ucraino rimaneva vigile nella posizione di mediano, scalando successivamente tra i due centrali Kryvstov e Khocholava quando lo Shakhtar ripartiva dal basso.

A quel punto Lukaku e Lautaro limitavano il raggio d’azione di Stepanenko con Barella molto bravo a pressare alto il terzino, scelto come prima soluzione una volta marcato Stepanenko. L’azione a quel punto si spostava a sinistra dove c’era Matviyenko che con 116 è stato quello con il maggior numero di tocchi della sua squadra. A quel punto si tornava centralmente: Lukaku andava sul difensore portatore di palla mentre Lautaro continuava su Stepanenko. Spesso lo Shakhtar ne usciva frettolosamente perdendo palla e facendo ripartire l’Inter.

Quando era lo Shakhtar a ripartire, gli uomini di Antonio Conte si barricavano all’interno della proprio metà campo con una media di otto uomini dietro la linea della palla. In questo modo veniva troncata l’azione in velocità dello Shakhtar, annullando gli spazi agli ucraini e concedendo all’unica punta Junior Moraes pochissimo spazio a disposizione.

A stupire per lo Shakhtar sono il numero dei passaggi e dei dribbling tentati. Considerando le partite di agosto di Europa League, lo Shakhtar aveva collezionato rispettivamente 356 e 402 passaggi con Wolfsburg e Basilea. Conto l’Inter sono stati addirittura 669, producendo a differenza delle scorse partite un possesso di fatto sterile davanti alle barricate nerazzurre. Anche il numero di dribbling è sceso: dai 25 tentati con il Basilea ai soli 8 contro l’Inter.

Barella devastante, Lautaro formato Champions

I due giocatori simbolo della serata di Dusseldorf sono stati senza dubbio Lautaro Martinez e Nicolò Barella. Nulla da togliere a Romelu Lukaku, andato a segno (due volte) per la decima gara di fila in Europa League, ma l’attaccante argentino e il centrocampista ex Cagliari sono stati devastanti dal primo all’ultimo minuto. Lautaro, ancora a secco in Europa League, si è sbloccato alla grande in semifinale con una doppietta e un assist al bacio per il compagno di reparto belga mentre Barella ha saputo coniugare perfettamente le due fasi. Devastante in avanti con un assist perfetto per Lautaro preceduto da una gran giocata e ottimo in difesa sia quando doveva pressare alto sia quando doveva recuperare palloni in mezzo al campo.

L’Inter in finale con il Siviglia

Venerdì ci sarà l’ultimo atto contro la squadra che per più volte ha vinto questo trofeo, il Sevilla. Gli spagnoli di Julen Lopetegui hanno superato senza troppe difficoltà il proprio girone da primi classificati con APOEL, Qarabag e Dudelange per poi eliminare Cluj, Roma, Wolverhampton e Manchester United nella fase ad eliminazione diretta. Parliamo inoltre di una squadra che tra campionato e coppa non perde da 21 partite (9 febbraio contro il Celta Vigo) e ha centrato l’accesso diretto in Champions League con il quarto posto in classifica dietro a Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid (a pari punti). Si tratta di un avversario molto fantasioso in avanti ma allo stesso tempo solido in difesa avendo subito 6 gol in 14 partite dalla ripresa del calcio post Covid.

Sarà un grande appuntamento per l’Inter e per tutto il calcio italiano che riassapora una finale di Coppa UEFA/Europa League dopo 21 anni. Era il Parma di Alberto Malesani che con Crespo, Vanoli e Chiesa liquidò in meno di un’ora il Marsiglia. Il precedente è felice, come l’ultima finale europea vinta da un’italiana: era proprio l’Inter che nel 2010 mise in bacheca lo storico Triplete. Adesso tocca al campo e al presente per riportare l’Inter e l’Italia tra le vincenti d’Europa.

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