L’Inter di Conte è davvero una squadra così cinica?

Una vittoria roboante. Un 1-3 conquistato su un campo, come quello del San Paolo, dove non accadeva da più di duecenni di battere il Napoli. I nerazzurri si confermano nuovamente primi in classifica, al pari della Juventus, mostrando però nella partita contro i partenopei una qualità rarissima e che appartiene a poche squadre: il cinismo, la bravura nello sfruttare le poche occasioni che capitano e gli errori degli avversari.
La domanda, però, viene da sè: l’Inter è davvero una squadra cinica come dimostrato al San Paolo o è stato solo un abbaglio riguardante ad una singola partita?

I numeri della stagione 2019/2020

La partita che ha dato il via al “cinismo dell’Inter”

I nerazzurri, analizzando solo la Serie A, in 18 partite disputate ha realizzato 39 reti totali, con una media di 2.2 gol realizzati a partita, di cui 0.4 dentro l’area piccola, 1.4 dentro l’area di rigore e 0.4 da fuori area. Questi gol però, a differenza di quanto si crede, sono stati realizzati con la bellezza di una media di 16.5 tiri effettuati a partita, di cui 6.2 in porta e 10.3 fuori dallo specchio (pali e traverse comprese). Ciò fa capire che l’Inter realizza, in media, all’incirca un gol ogni 3 tiri effettuati in porta, mentre se esaminiamo i tiri totali uno ogni 8 tiri effettuati. Non propriamente la media di una squadra cinica diciamo.
Soprattutto se consideriamo il dominio che hanno in generale i nerazzurri nel possesso del pallone, ossia del 52.6 % a partita, uniti ad una precisione del 84.8% di riuscita dei passaggi, con la bellezza di 8.3 dribbling realizzati a match conditi anche da 11.2 falli subiti (quindi tante situazioni di palla inattiva), senza dimenticare che i giocatori di Antonio Conte effettuano in media 15.4 contrasti a partita, intercettano 10.1 passaggi avversari, commettono 15.5 falli e mettono in fuorigioco gli attaccanti avversari per 2.9 volte, vincendo anche 14.9 duelli aerei ad ogni gara giocata.

Analisi dei numeri della stagione interista

Il principale artefice della grande stagione, fin qui, disputata dall’Inter

Questi dati, che sembra quasi un elenco di numeri a caso, fa capire però una cosa: l’Inter è una squadra dominante, soprattutto dal punto di vista dell’agonismo. La squadra di Antonio Conte è bravissima ad attuare un pressing offensivo asfissiante, a far partire la manovra offensiva dal basso (ossia dai tre difensori centrali), per poi ripartire velocemente sfruttando l’uscita in pressing della squadra avversaria. I nerazzurri lottano su ogni pallone, ne conquistano tanti, si chiudono molto bene in difesa e tentano la conclusione sia da dentro l’area che da fuori senza farsi particolari problemi, non trovando però spesso la via del gol, perchè una rete ogni 8 tiri è una buona media ma non da squadra cinica. L’Inter di Conte prova a creare e spesso riesce nel suo intento a farlo nonostante i suoi giocatori finiscano molte volte in fuorigioco a causa della troppa voglia e foga nel ripartire.

La verità sta nel mezzo

Un esempio, invece, di partita dove l’Inter non è stata cinica

Ovviamente ci sono della partite dove l’Inter è cinica, come l’ultima disputata con il Napoli, dove letale è stato il 3-5-2 applicato da Conte che si trasforma in 5-3-2 in fase difensiva, con un possesso fatto partendo dal basso che faccia uscire la squadra avversaria in pressing per poi punirla con delle ripartenze veloci e ben orchestrate. Fondamentale è stato il lavoro di tutto il pacchetto arretrato, oltre che degli esterni e mezzali, bravi ad aiutare un Brozovic ispiratissimo. Importante anche il classico pressing alto dei nerazzurri che ha indotto più volte gli azzurri ad errori in fase di impostazione, soprattutto nelle retrovie, permettendo di guadagnare metri importanti alla squadra.
L’unico lato in cui bisognerebbe migliorare è senza dubbio la capacità di tornare a chiudersi in difesa dopo aver attuato un pressing così alto magari andato non a buon fine, ma il gioco di Conte è quasi stato totalmente appreso al 100% dalla rosa interista.
Poi ci sono altre partite, come quelle con Roma o Parma ad esempio, dove l’Inter non riesce ad essere fredda e cinica sbagliando moltissime occasioni da rete, la causa però potrebbe essere la scarsità dei ricambi e gli infortuni che hanno colpito la rosa nerazzurra.

Il mercato è aperto, Antonio Conte esige dei rinforzi per poter competere contro la Juventus fino alla fine in questa lotta Scudetto: l’Inter, come si è visto, è una squadra dal grande potenziale e che crea più di 5 occasioni a partita. Non sfruttandole ogni partita, ma a fasi alterne. Sono necessari dei ricambi, di prima fascia, addirittura dei titolari se possibile, per avere forze fresche necessarie ad attivare quel “cinismo” tanto vociferato ora, ossia tramutare in rete le occasioni che capitano: forse serve fare ora un regalo al tecnico interista in sede di calciomercato, per permettere ai tifosi nerazzurri di continuare a sognare.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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