Ad evitare altri punti persi per il Napoli, questa volta, c’ha pensato l’incornata vincente di Bakayoko, eroe della domenica che ha garantito a Gattuso un fine settimana lontano dai rimpianti.

Una partita tutt’altro che noiosa, con i partenopei che passano in vantaggio su rigore procurato da Lozano e realizzato da Insigne al quarto d’ora. Incapaci di raddoppiare con l’occasione sempre sui piedi di Lozano e sulla testa di Petagna, i partenopei si fanno recuperare da un pasticcio difensivo diretto dalla coppia Rrahmani-Meret, che servono a Lasagna il pallone dell’1-1 al 27′. Ci pensa il francese a rimettere in carreggiata la partita con il colpo di testa che vale il 2-1 all’ultimo respiro.

Un Napoli che, dopo un’ottima partenza le prime 4 giornate, non ha garantito la sicurezza del risultato ai propri tifosi, neanche quando passa in vantaggio, rischiando sempre di farsi recuperare non chiudendo, quando dovuto, la partita.

L’attacco preoccupa

I 3 punti sono arrivati, ma le certezze ancora no. Per quanto questo Napoli possa creare palle gol e fare tanto giro palla, la freddezza è una qualità che manca là davanti. Un reparto vedovo del tanto pagato Osimhen, che dopo i problemi alla spalla che lo tengono ai box dal 13 novembre scorso, ha inaugurato il 2021 con la positività al Covid-19, con tempi di recupero totalmente incerti. Sommato alla polemica suscitato dall’episodio che ha provocato la positività non ne esce un bel quadro.

Altro nome mancante in queste ultime giornate è stato sicuramente Dries Mertens. Il belga, fuori dal match del 16 dicembre scorso contro l’Inter, che stava recuperando anche lui da un problema muscolare, è stato convocato da Gattuso per l’Udinese ed ha ricominciato ad allenarsi parzialmente in gruppo. Assieme a lui, due rientri importanti sono anche quelli di Koulibaly e Demme, entrambi seduti in panchina domenica alla Dacia Arena.

Qualche scivolone di troppo

Infortuni a parte, che ormai sono il pane quotidiano di una Serie A in cui il ritmo di gioco è di ogni 3 giorni (quasi stabilmente), Gattuso non è ancora riuscito a dare un impronta ben precisa a questo Napoli. Se non a tratti.

Sia chiaro, i risultati ci sono stati e il Napoli vanta comunque della miglior difesa del campionato con 16 gol subiti, assieme ad Hellas e Juventus, ma negli scontri diretti verso le parti alte della classifica registriamo solo 2 vittorie: la prima con l’Atalanta, in un periodo in cui i bergamaschi non avevano ancora ingranato la marcia, e la seconda contro la Roma di Fonseca. Forse per mentalità più che per tattica. Le restanti partite contro le big di questa Serie A, ossia Milan, Lazio e Inter, Gattuso le ha perse tutte, senza cercare realmente di imporsi sul piano del gioco, in attesa del tanto agognato recupero contro la Juventus di Pirlo.

La sconfitta casalinga contro un agguerrito Spezia ha messo a nudo i problemi del Napoli, sicuramente in fase realizzativa, considerando che su 29 tiri totali è stato segnato un solo gol contro i liguri.

Al Napoli di Gattuso manca grinta?

Altro problema però, è la mancanza di reazione, paradossale considerando l’uomo che siede in panchina: infatti il Napoli in queste 17 giornate è andato in svantaggio 8 volte e solamente in due occasioni è riuscito a ribaltare il risultato, ossia nel derby contro il Benevento e contro la Sampdoria.

Staremo quindi a vedere quanto il 6o posto stia stretto a Gattuso ed alla sua banda, e vedremo se il tecnico sarà capace di costruire un Napoli in grado di risalire da situazioni di svantaggio. Fondamentale sarà riacquisire la grinta che da inizio campionato manca, di certo non al tecnico, che dovrà esser bravo a plasmare il carattere di un gruppo, a tratti, troppo timido.

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