L’infortunio di Chiesa contro la Roma ha registrato la peggiore delle diagnosi e la rottura del crociato si è confermata realtà dopo i dovuti esami a cui si è sottoposto il calciatore bianconero. La stagione di Chiesa è quindi terminata con mesi di anticipo, una stagione sfortunata in quanto l’esterno era appena tornato da un altro infortunio e quindi a causa di diversi stop non è riuscito a dare il contributo che avrebbe voluto dare in un’annata così significativa e delicata per la Juventus. Ma quello che preoccupa ora in casa Juve è anche il futuro di questa stagione altalenante, e il rischio più grande è che l’assenza di Chiesa possa segnare in negativo i prossimi mesi juventini, che dovranno rinunciare a un giocatore che non solo vanta grandi doti tecniche ma era uno dei pochi a scendere in campo sempre con lo spirito giusto.

Bernardeschi e Kulusevski prime alternative

Tatticamente, Allegri potrà dare più spazio a Bernardeschi e Kulusevski, che comunque avevano già giocato ampiamente nelle ultime settimane con risultati tuttavia positivi. L’incognita legittima però riguarda quanto potrà pesare l’assenza di Chiesa in questo particolare momento della stagione, con il campionato che entra in una fase delicata e in un momento in cui lo stesso Allegri da anni considera fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi. La Juve attualmente rimane aggrappata al treno per la Champions e tra un mese inizieranno gli ottavi della competizione europea, e qui servirà sbagliare il meno possibile. Sia in Italia che in Europa.

La forza di Chiesa e i punti conquistati: simbolico il gol allo Spezia

Nella prima partita del 2022 la Juve ha pareggiato 1-1 contro il Napoli proprio con un gol di Chiesa, appena rientrato dopo lo stop maturato in occasione della partita di fine novembre con l’Atalanta. Domenica, invece, in trasferta all’Olimpico Chiesa, seppur giocando poco, ha confezionato l’assist per il gol di Dybala oltre a mostrare vivacità e intraprendenza. Nei momenti di difficoltà Chiesa è un giocatore su cui fare affidamento mentre altri giocatori a volte soffrono il momento e possono andare in confusione senza reagire nel modo giusto. Allegri ha spiegato che ci sono alcuni giocatori non abituati a vincere, altri giocatori invece devono ancora entrare nell’ottica “allegriana” in cui è fondamentale capire il momento della partita e comportarsi e adattarsi in base a quel preciso momento. Tra i giocatori che devono migliorare sotto questo aspetto c’è proprio Kulusevski, che insieme a Bernardeschi rappresenta il principale sostituto di Chiesa.

Per esempio, durante la vittoria contro lo Spezia, primo successo in campionato dei bianconeri dopo 2 pareggi e 2 sconfitte, la Juve era in svantaggio per 2-1 e la squadra era palesemente in difficoltà dal punto di vista mentale prima che tecnico-tattico. Il gol del 2-2 (per cronaca, il decisivo 3-2 è stato segnato da De Ligt) porta proprio la firma di Federico Chiesa, che va a conquistare una palla che sembrava già persa in partenza e che lo Spezia controllava tranquillamente, ma la corsa dell’esterno coglie di sorpresa gli avversari e l’azione termina con la rete del momentaneo pareggio bianconero. Nessun altro giocatore aveva solo minimamente accennato un pressing.

Tegola Juve e Nazionale

La grave perdita quindi la Juventus la sentirà sia perché dovrà rinunciare ad un giocatore tecnicamente valido e abile in tanti ambiti, nell’uno contro uno, in velocità, nel tiro e cross, ma anche perché senza di lui la Juve perde agonismo in mezzo al campo. Una squadra che da mesi è al centro di dibattiti riguardanti la sua vera forza, se il suo potenziale non è del tutto espresso o se invece ci sono molti limiti di cui non tutti si accorgono. La verità probabilmente è che la Juventus è una squadra con buone individualità, chi più chi meno, servono sicuramente diversi innesti ma ciò che per ora impedisce ai bianconeri di godere di una classifica migliore è proprio la tenuta mentale che non è sempre costante. Nei momenti critici la Juve si mostra troppo vulnerabile e nervosa, e ora per il resto della stagione non avrà uno dei pochi giocatori capaci di fare la differenza sia sul piano tecnico che psicologico. Una grave perdita anche per la Nazionale Italiana, che a marzo disputerà i playoff per la qualificazione ai Mondiali senza uno dei protagonisti della vittoria degli Europei della scorsa estate.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo