Sven-Göran Eriksson e i suoi ‘figli’: da Inzaghi a Simeone

Tra le tante date importanti del nostro calcio il 14 maggio 2000 occupa un posto d’onore nella storia della Serie A. Il primo campionato che si affacciava verso il secondo millennio venne deciso in una maniera irreale, da film, all’ultima giornata, tra un 3-0 della Lazio alla Reggina e un clamoroso 1-0 al Curi del Perugia ai danni della Juventus che consegnò di fatto ai biancocelesti.

A distanza di vent’anni molti degli eroi di quello Scudetto sono diventati allenatori di livello, non perdendo l’occasione per esaltare quello che una volta era il loro tecnico: Sven-Goran Eriksson.

Il palmares di Sven-Goran Eriksson

Per quanto il suo nome è spesso associato solo allo Scudetto 1999-2000, Sven-Goran Eriksson ha un palmares e un curriciulum di tutto rispetto avendo allenato in quattro continenti su cinque, potendo vantare tredici coppe e cinque campionati oltre ad avere il privilegio di essere l’unico allenatore ad aver portato a casa il double (scudetto e coppa nazionale) nello stesso anno in ben tre paesi diversi: Svezia con il Goteborg, Portogallo con il Benfica e Italia con la Lazio. Come se non bastasse conta anche tre partecipazioni consecutive ai Mondiali tra il 2002 e il 2010 con Inghilterra e Costa d’Avorio e una agli Europei sempre con la nazionale inglese.

Tutti figli di Sven-Goran Eriksson

Come dicevano in precedenza sono parecchi i componenti di quella rosa campione d’Italia che hanno ripercorso la strada di Eriksson e tutti con ottimi risultati. Che sia una coincidenza ci credono in pochi: il carattere e la capacità di gestire la rosa da parte del tecnico svedese ha svolto in ognuno dei futuri allenatori, all’epoca calciatori, un lavoro fondamentale.

Diego Simeone, Roberto Mancini, Simone Inzaghi, Sinisa Mihajlovic, Dejan Stankovic, Alessandro Nesta e Matias Almeyda sono i sette principali giocatori biancocelesti sotto la guida di Eriksson diventati allenatori di tutto rispetto.

Il presente della Lazio: Simone Inzaghi

Se parliamo di Eriksson e di Lazio non possiamo non partire da Simone Inzaghi, colui capace di superare il record di vittorie consecutive in campionato dello stesso tecnico svedese. Primato che Eriksson ha più volte augurato al proprio ex giocatore di battere e, una volta accaduto, è stato il primo a complimentarsi con lui. Cos’altro dire su Inzaghi: unico ad avere vinto la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana sia da calciatore che da allenatore, capace di esprimere un gioco bellissimo e vincente oltre che battere spesso e volentieri l’imbattibile Juventus. Insomma un percorso, in particolare quest’anno, che poteva regalare alla Lazio uno Scudetto che manca da quella magica stagione 1999-2000.

Cholismo, Liga e trionfo europeo

Tra quelli che ha avuto maggior successo c’è senza dubbio Diego Simeone. Il tecnico dell’Atletico Madrid da dicembre 2011 è stati ad inizio di quest’anno dallo stesso Eriksson: «Simeone ha cambiato la storia dell’Atletico Madrid, oggi è normale che lotti per il titolo contro Real e Barcellona, ma non è così. Non ha un club così potente alle spalle e cambia spesso giocatori». D’altronde una Coppa di Spagna, una Liga, una Supercoppa spangola, due Europa League e due Supercoppe europee testimoniano il grande lavoro a Madrid del Cholo, tecnico emotivamente molto diverso da Eriksson.

La straordinaria stagione dell’Atletico Madrid campione di Spagna 2013-2014

Premier League, Serie A e Nazionale

«Era un genio da calciatore, vedeva cose che altri non vedevano. Già allenava quando era ancora in campo, parlava sempre di calcio con me». Così Eriksson etichettò Roberto Mancini, attuale tecnico della Nazionale italiana nonché campione d’Italia con l’Inter per tre volte e una (storica) volta in Inghilterra con il Manchester City. Oltre ai campionati nazionali anche quattro Coppa Italia (proprio come Eriksson), due Supercoppe Italiana, un FA Cup, una Community Shield e una Coppa di Turchia. Adesso, come detto, commissario tecnico di un’Italia pronta a risorgere dopo il fallimento mondiale.

L’assist di Balotelli, il gol di Aguero, la corsa di Hart e quella di Mancini. Storia.

Il Sergente Sinisa

Sebbene il suo palmares da allenatore sia ancora vuoto, la sfida più importante della sua vita Sinisa Mihajlovic la sta combattendo giorno dopo giorno. Il Sergente è stato uno dei tre “prescelti” da Eriksson passati dalla Sampdoria alla Lazio per costruire una delle squadre più forti della storia recente.

Matías e i trionfi in Messico

Un altro importante artefice di quella Lazio è stato Matías Almeyda che dopo la carriera da calciatore, prima ha riportato nella massima divisione argentina sia il River Plate sia il Banfield e poi ha fatto le fortune del Chivas de Guadalajara vincendo due Coppe nazionali, una Supercoppa nazionale, un campionato e la prestigiosa CONCACAF Champions League.

Tra i commenti si legge: «Quando avrò dei nipoti racconterò del Chivas de Guadalajara guidato dal loro pastore eterno, Matias Almeyda»

Nesta e le esperienze in Serie B

Eriksson su di lui non ebbe dubbi: «Feci diventare capitano Nesta a 21 anni, se i giocatori sono pronti bisogna dargli una chance». Lo dipinse anche come “completo” nonostante la giovane età. D’altronde stiamo parla di uno dei difensore più forti della storia che, una volta appesi gli scarpini al chiodo e intrapresa la carriera da allenatore, ha subito accettato l’offerta del Miami per un’esperienza a stelle e strisce salvo poi rientrare in Italia: prima a Perugia, dove c’entra i play off (sfumati per un punto, ma giocati vista la retrocessione del Palermo) e viene eliminato solo ai play-off dall’Hellas, e dopo al Frosinone dove prima dell’emergenza Coronavirus occupava la terza posizione a due lunghezze dal secondo posto.

Poesia in movimento.

Il ritorno di Dejan a Belgrado

L’ultimo a intraprendere la carriera da allenatore è stato Dejan Stankovic. L’ex centrocampista serbo ha sempre avuto parole d’amore verso Eriksson: «Ogni allenatore ha aggiunto un pezzo di mosaico alla mia carriera. Ne ho avuti tanti, quando sono arrivato alla Lazio c’era Sven-Goran Eriksson, lui mi ha aiutato molto perché ero giovane e con pazienza mi ha spiegato come funziona il calcio italiano». La chiamata non è casuale e nemmeno scontata: la Stella Rossa, che da due anni partecipa alla Champions League ed è campione in carica del proprio campionato nonché prima nell’attuale classifica pre COVID, rappresenta un importante primo passo per Stankovic che è nato e cresciuto nella società di Belgrado.

Il tunnel del Marakana di Belgrado. Brividi.

Tutti allenatori i giocatori della Lazio allenati da Sven-Goran Eriksson?

Siamo dunque davanti ad un fenomeno quasi unico: a distanza di due decenni sette ex giocatori sotto la guida di un singolo allenatore hanno conquistato titoli importanti in vari Paesi. Una situazione che non può essere solamente casualità, ma è giustificata dall’immenso lavoro mentale e di gestione dei propri calciatori da parte di Sven-Göran Eriksson.

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