L’evoluzione degli allenamenti nel calcio in tempo di Coronavirus

allenamento ascoli

L’emergenza sanitaria del Coronavirus si è diffusa a macchia d’olio in gran parte del mondo, costringendo a forti limitazioni: tra questi divieti sono rientrate le attività sportive che hanno visto i rinvii delle Olimpiadi e dei prossimi Europei.

Campionati fermi ovunque tranne in quattro nazioni

Se nelle prime settimane di quarantena molti italiani si sono potuti distrarre guardando in tv partite di calcio estero, ora non è più possibile: gli innamorati di questo sport potranno soltanto consolarsi con campionati pseudo-amatoriali. Si contano sulle dita di una mano le nazioni in cui si continua a giocare, dal Bielorussia al Nicaragua, passando per il Tagikistan e Burundi. Poesia pura per gli amanti di alcune pagine virali che potranno così scoprire nuovi talenti come El Rata Calderon, meno per gli altri che dovranno accontentarsi di gare simulate alla Play Station (con conseguente incremento dell’interesse verso gli E-Sports) oppure di repliche di gare disputate chissà quanto tempo fa.

Come fare con gli allenamenti?

Domanda che si sono posti tutti tutti gli staff tecnici italiani. E la risposta è presto data. In attesa di capire se ci saranno i presupposti per una ripresa delle attività, una sospensione completa degli allenamenti sarebbe stata un dramma. Data l’oggettiva impossibilità nel potersi allenare all’aperto, nel tempo in cui spopola sempre più lo smart-working, abbiamo registrato un’evoluzione. Attività fisica da casa allo scopo di farsi trovare pronti qualora si tornasse ad indossare scarpini per tornare sul rettangolo verde.

Come? Con le sedute di allenamento in videocall: il preparatore esegue, i calciatori ripetono. Sotto la stretta vigilanza dello staff tecnico.

Un modo diverso rispetto ad un grigio programma individuale che non può avere risposte immediate da parte dei preparatori circa le modalità di svolgimento: il che significherebbe appellarsi al senso di responsabilità di ogni atleta affinché svolga in maniera regolare e corretta quanto impartito.
L’obiettivo principale è quello di evitare l’incremento del BMI (indice di massa corporea), dovuto dalla situazione di sedentarietà che potrebbe comportare un aumento del peso: allenamenti da fermo con cyclette e piccoli tapis roulant che consentono di allenare la resistenza. Il tutto corredato dai classici esercizi che si possono svolgere in casa.

Allenamento in videocall in Italia: dal Napoli al Pescara

La prima squadra italiana ad aver iniziato le sedute di allenamento in videoconferenza è stata il Pescara: dal 14 marzo calciatori suddivisi in gruppetti da quattro o cinque che si allenano in videochiamata con il preparatore atletico.

Esempio seguito a ruota anche dal Napoli: ultimo allenamento a Castel Volturno il 12 marzo, qualche giorno di riposo ed inagurate sessioni via Skype direttamente dalle proprie abitazioni sotto la rigida supervisione di mister Gattuso. Così come avvenuto in casa Lazio e ad Empoli.

Il Lugano segue l’esempio italiano

Anche nella Svizzera italiana, si è seguito l’idea di lavoro nata nel belpaese, circa l’importanza di non perdere tono muscolare. Così anche il Lugano ha lanciato il training at home, con gli allenamenti che coinvolgono tutti i tesserati, dalla prima squadra al settore giovanile.

Il video virale degli allenamenti del Tottenham in videochiamata

Anche il paese che sembrava non volersi fermare di fronte alla pandemia, lanciando la proposta dell’immunità di gregge nonostante la consapevolezza di poter piangere vittime, alla fine si è dovuto piegare a questo male invisibile.
E con esso sembrava anche il calcio essersi adeguato: nei giorni scorsi è stato diffuso sulla rete un video in cui il tecnico José Mourinho si allenava insieme ai suoi calciatori del Tottenham, anche in questo caso via videocall.

Probabilmente ciò non ha funzionato. In quanto lo Special One è stato paparazzato nella giornata di ieri nel parco londinese di Hadley Common insieme a Davinson SanchezRyan Sessegnon e Tanguy Ndombelé, mentre questi erano intenti a fare stretching. Entrando nell’occhio del ciclone dei media inglesi, proprio nelle ore in cui il Primo Ministro Boris Johnson è ricoverato in terapia intensiva. Un vero e proprio caso che potrebbe comportare problemi giudiziari per il tecnico portoghese che ha infranto il protocollo di emergenza sanitario, commettendo di fatto un reato.

Non soltanto questa foto: Sanchez e Sessegnon sono stati anche filmati mentre correvano uno al fianco dell’altro, noncuranti del rispetto della legge del governo britannico. Sia per quanto riguarda la distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri, sia per aver effettuato attività fisica con persone esterne ai propri nuclei familiari.
Il tutto all’oscuro della dirigenza degli Spurs che. al momento, si è limitata tramite un portavoce a ricordare ai propri tesserati di rispettare il distanziamento sociale durante gli allenamenti.

Vale la pena rischiare per gli allenamenti di calcio?

Infrangere le regole per allenarsi in pubblico ed in compagnia di altre persone, in un momento storico del genere, non sembra una soluzione intelligente. In quanto, oltre ad andare incontro a guai legali, il vero rischio sussiste dal punto di vista sanitario.
Comprendiamo che allenarsi da casa non possa essere equiparato ad una normale seduta di allenamento oppure di una corsa all’aria aperta, ma potrebbe risultare un efficace programma di mantenimento al fine di consentire di accelerare i tempi nella maniera più lecita possibile.

Questo non significa nella maniera più assoluta che i calciatori saranno pronti a tornare immediatamente a giocare, ma potrebbe volerci meno tempo rispetto all’iniziare una preparazione da capo: in questo modo, quindici-venti giorni potrebbero bastare, anziché attendere i canonici quaranta.

Allenarsi si può… ed anche a casa!

CONDIVIDI
Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008