Parlare di calcio è difficile in giorni come questi. Sarebbe bello tornare a quei lunedì dove si discuteva di ciò che succedeva nel weekend calcistico, commentando tutte le varie partite e azioni salienti dello sport che alla fine dei conti, gira che ci rigira, riesce a riempire le nostre settimane e giornate per quasi un anno intero.
Se poi al calcio giocato includiamo il calciomercato ed eventuali Europei o Mondiali, capite bene quanto è larga e importante la banda che occupa il calcio nelle vite di molte persone.

A volte però le priorità sono altre ed in un periodo come questo, dove siamo colpiti da una pandemia causata da un virus, tutto si è fermato (giustamente ndr) e forse troppo tardi per evitare alcuni contagi che, a parer mio, avrebbero potuti essere evitati.

Al giorno d’oggi, oltre al pensiero su quando finirà tutta questa situazione, ci sono molte persone che si interrogano sul fatto se si finiranno o meno le competizioni in atto, sia nazionali che internazionali. A me, sinceramente, frega poco: prima viene la salute delle persone, per gli sport e i divertimenti secondo me si può chiudere un occhio vista la situazione generale e non assegnare nessun titolo, viste anche le proposte di allungare nell’estate queste competizioni.
Durante l’estate… ecco, appunto. Permettetemi una domanda, essendo abbonato allo stadio ed avendo quindi pagato per seguire una domenica ogni due la mia squadra del cuore, esattamente chi avrebbe deciso di giocare quest’estate? Reputate davvero così necessario finire i campionati e le coppe nonostante l’emergenza mondiale che stiamo affrontando? Ripeto, sono molto amareggiato anche io perché non posso più passare i weekend seguendo lo sport che amo, incitando la squadra della quale sono tifoso.

Perchè amo andare allo stadio

Non pensiate che a me, così come a molti altri, non manchi prendere la macchina, il treno, la metro o qualsivoglia mezzo per prepararsi ad andare allo stadio. Iniziare a preparare il vestiario dalla mattina stessa della partita, con le classiche magliette e riti scaramantici del caso, andando poi a prendere l’altra persona con la quale si va allo stadio (se si ha questa fortuna, godetevela, soprattutto se è la vostra dolce metà) discutendo insieme durante il viaggio di quello che è e di quello che potrà essere.
Non pensiate che non manchi a tutti il classico profumo di panino alla salamella, i rumori della gente estasiata quando vede per la prima volta lo stadio, le lamentele mentre si seguono le partite dei rivali che magari giocano l’anticipo in diretta, mentre ci si gusta il pranzo, la cena o una birra a caso.
Non pensiate che quella bellissima sensazione, dopo che si sono fatte le scale, di sbucare fuori da una porta e vedere uno stadio immenso provando quel qualcosa allo stomaco, non mi manchi ogni singola domenica. Così come per i momenti che si vivono durante le partite, il rivedere gli amici conosciuti in quello splendido posto, i riti scaramantici compresi, con mani strette o incrociate, posto a destra o posto a sinistra.
Le gioie, i dolori, tutti i momenti che il calcio ti sa regalare e che solo uno sport così imprevedibile può farti provare, non dandoti mai certezze e facendoti passare dall’estasi alla delusione più totale anche in soli 10 minuti.

Un’altra cartolina da San Siro

Manca a tutti il calcio, sia chiaro, agli abbonati e appassionati forse più che agli altri. Fermarsi, però, è necessario, nonostante le domeniche e i weekend in generale, oltre alle settimane, siano decisamente più vuote senza questo sport.
Voglio soltanto che tutto torni alla normalità, come credo tutti, per poter vivere a settembre l’inizio di una nuova stagione da zero, dimenticando quella attuale se possibile.
So che è difficile, che ci sono soldi in ballo, però i soldi ad esempio li ho spesi anche io da semplice abbonato e non so ancora che fine faranno: se la stagione non si concluderà, come auspico, mi verrà fatto uno sconto su prossimo abbonamento? Mi auguro di si, perché in situazioni del genere bisogna venirsi incontro, senza però mettere partite a luglio o agosto quando magari la gente vorrà rilassarsi dopo tutto questo casino e dove, soprattutto, farà un caldo immenso e giocare/vedere le partite negli stadi sarà decisamente più difficoltoso.

Riflettete, non è necessario andare avanti e concludere tutto. Non è obbligatorio finire queste competizioni. Veniamoci incontro, perchè questa situazione necessità di ciò.
A chiedervelo è un abbonato che poco sopra ha raccontato quanto siano tristi i suoi weekend senza calcio, ma nonostante questo capisce che forse questo non è il momento di parlare e pensare a concludere le competizioni in corso.
Pensiamo al futuro, diamo un taglio al presente difficoltoso, nonostante sia doloroso provando ad aiutarci l’uno con l’altro.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.