L’equilibrio perfetto

Uno sguardo a destra, poi a sinistra: c’è libero un compagno lontano. Stop e via: la palla vola dall’altra parte del campo. Senza pensarci due volte, Francesco Forte, in versione assist-man. Il goal del 2-1 della Juve Stabia nasce dai suoi piedi e dalla mente. A concretizzare il suo traversone, Luigi Canotto. Prima a Trapani, poi in casa contro il Pordenone ed ora col Pescara: Canotto e Forte on fire.

I due si cercano, si trovano. Segnano e fanno segnare. Come se giocassero insieme da anni. Il vecchio(rappresentato da Canotto) e il nuovo(simboleggiato da Forte) che collaborano insieme per raggiungere un obiettivo comune: il riscatto.

Dal un lato abbiamo Forte, il quale ha già calciato i campi di serie B e che quest’anno si è rimesso in gioco in Italia, a Castellammare di Stabia, per dimostrare di poter dire ancora la sua; dall’altro abbiamo Canotto, all’esordio in questa categoria. A 25 anni il numero 18 ha raggiunto per la prima volta la cadetteria, dopo averla cinquistata sul campo, ed ora vuole tenersela stretta. Nel modo in cui gli viene meglio, ovviamente: a suon di goal. Non è mai troppo tardi, il mantra di Canotto.

Non è mai troppo tardi: lo ripete spesso anche Max Carlini, che dopo un avvio difficile ritrova se stesso. E lo fa con una prestazione sontuosa condita anche da un assist (a Forte, che dopo aver sbagliato un rigore si riscatta siglando la rete dell’uno ad uno). Qualità e quantità a servizio di mister Fabio Caserta, oltre ad una buona dose di esperienza. “Ho deciso di fare turnover perché credo tanto in chi sta fuori– spiega il mister nel post partita- credo in tutta la rosa. Hanno dato una grande risposta”. Da Carlini a Melara, passando per Fazio e Ricci. La seconda squadra gialloblù si impone facendosi trovare pronta quando chiamata in causa. Arma in più. “Noi siamo tutti all’altezza di poter giocare. Siamo tutti pronti”, dichiara soddisfatto l’ex terzino del Parma, Ricci.

È ritornato Tonucci in difesa a dare ordine e sicurezza. Il nuovo che avanza. Ma anche il “vecchio” che si impone. Il mister riscopre la squadra che ha condotto la Juve Stabia nella seconda lega italiana. Non solo Canotto, Carlini e Melara, ma anche Troest e Calò. Usato sicuro: calciatori su cui poter contare nei momenti di difficoltà. “Ci siamo sbloccati mentalmente e ci siamo abituati alla categoria”, ammette Giacomo Calò ai microfoni della stampa. “Ma se abbiamo l’atteggiamento giusto, possiamo giocarcela con tutti. Noi siamo forti”. Consapevolezza. Fiducia nei propri mezzi. Carattere. Non esiste una formula magica per raggiungere la salvezza, ma l’atteggiamento giusto quello sì. Il vecchio e il nuovo: la Juve Stabia ha bisogno di tutti i suoi elementi per continuare a sognare.

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