Con l’assenza di Zlatan Ibrahimovic causa infortunio, il Milan si è dovuto affidare per il ruolo di centravanti prima ad Ante Rebic, poi a Rafael Leao.
Mentre il croato non ha brillato come punta (zero gol segnati), l’ex Lille è riuscito sicuramente a fare meglio.

E’ negli occhi di tutti la rete segnata contro il Sassuolo ad una manciata di secondi dall’inizio della gara, come è negli occhi di tutti lo strepitoso gol segnato contro il Benevento domenica con una giocata proprio alla Ibrahimovic.

Ma come sta giocando Leao, tralasciando i gol? Il portoghese da quando è arrivato a Milano ha sempre lo stesso problema: l’incostanza. L’anno scorso c’era incostanza tra una partita e l’altra: una la giocava bene, due male, in una non aveva voglia, in quella dopo sì.

Quest’anno Leao è invece incostante all’interno di una stessa partita. Lo vedi per 80 minuti quasi svogliato, con quella sua camminata un po’ ciondolante che non lascia presagire nulla di nuovo. Poi lampi di genio.
Uno scatto impressionante, un dribbling alieno o un gol da cineteca.

Leao dà sempre l’impressione di essere un corpo estraneo all’interno di un meccanismo quasi perfetto, poi all’improvviso cambia marcia e incanta.
Teniamo presente che domenica ha raggiunto un traguardo importante: è il secondo straniero più giovane della storia del Milan a raggiungere 10 gol in Serie A (il primo è Pato).

Stiamo parlando di un ragazzo che ha tante qualità, con una velocità e una tecnica fuori dal normale. Potrebbe essere un patrimonio del Milan, ma manca ancora quello sforzo in più.

Quello che notiamo sicuramente in più rispetto alla scorsa stagione è la concretezza. Meno giocate inutili, più andare dritto al punto.
Se Leao riuscisse ad avere lampi di genio che durano più di due giocate a partita, probabilmente non uscirebbe più dal campo.

Spostare la manovella da “giocatore con lampi di genio” a “fenomeno” sta a lui e a Stefano Pioli, che deve essere bravo a toccare le corde giuste in un ragazzo che, ricordiamolo, è classe 1999.

O magari chissà, con il ritorno in campo di Ibrahimovic sarà proprio lo svedese ad accendere o forse anche soltanto fomentare la fiamma di Leao.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio: milanista.

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