Negli ultimi tre incontri il Milan ha collezionato due sconfitte (in campionato contro lo Spezia e l’Inter) ed un pareggio (in Europa League contro lo Stella Rossa). A destare preoccupazioni però, non è tanto il sorpasso in campionato dell’Inter (ad oggi a +4), ma l’assenza di proficuità da parte del reparto offensivo. In campionato, il Milan, che era una delle squadre con maggiore capacità realizzativa, è rimasto per ben due volte a secco di goal. In Europa, invece, le due reti sono sopraggiunte su autogoal e su rigore (trasformato da Theo Hernandez). Che succede ai rossoneri?

Calo di condizione (e non solo)

Impossibile non considerare un calo di condizione fisica, frutto di una stagione iniziata con larghissimo anticipo, anche a causa dei diversi preliminari di EL. Possibile, invece, mettere da parte la lista degli infortunati. Dei titolari, attualmente, solo Bennacer è ai box per un problema di carattere muscolare. L’algerino ha accusato nuovamente un problema durante la trasferta di Belgrado ed è dovuto uscire, saltando così la stracittadina. Colpa di Pioli? Certamente no. L’ex Empoli aveva bisogno di riprendere minutaggio, dopo la lunga assenza dal campo.

La sconfitta contro lo Spezia

Tuttavia, il mister del Milan, in queste tre gare, non è affatto esente da colpe. Partiamo dalla gara contro lo Spezia. Sia chiaro, la partita persa contro l’11 guidato da mister Italiano è principalmente merito dei liguri. Il Milan, però, ci ha messo del suo. I rossoneri sono entrati totalmente deconcentrati (che avessero la testa già al derby?) e si sono ritrovati sotto di ben due reti. Eppure, non era la prima volta che il Diavolo andava sotto di due goal in questa stagione, già contro Verona, Parma e Genoa si era visto un canovaccio simile. La differenza è stata che contro le suddette il Milan è riuscito a recuperare lo svantaggio, contro lo Spezia no.

In particolare, solleva diversi dubbi la scelta di provare a rimontare cercando – tramite lanci lunghi – il colpo di testa vincente di uno tra Mandzukic e Ibrahimovic. A che pro affidarsi ad un qualcosa non solo foriero di poco ordine, ma anche facilmente contenibile? Complimenti quindi all’11 avversario, che è andato a pressare alto il Milan, impedendogli di costruire e – soprattutto – facendolo andare in bambola.

Il pareggio in Europa League

La partita di Europa League, che doveva servire da ripresa, ha solo peggiorato la situazione in vista del derby. Il Milan, in vantaggio per ben due volte, si fa rimontare altrettante volte. Anche in questa occasione è mancata quel gioco fluido che, in situazione ben peggiori e con meno titolari, si era messo in mostra.

La totale assenza di incisività da parte degli attaccanti ha avuto un grandissimo peso. Nella mezz’ora antecedente al goal del pareggio i rossoneri, con gli avversari in 10, non hanno saputo essere più cinici (Rebic su tutti) e mettere in cassaforte il risultato.

La debacle contro l’Inter

Il derby è stato, infine, la ciliegina sulla torta (per gli altri tifosi, ovviamente). Molti hanno criticato la scelta di giocare con Romagnoli dal 1′, viste le sue recente deludenti prestazioni. Come si fa, però, a pensare di mettere in panchina il capitano in una partita così delicato? Al più si poteva inserire Tomori al suo posto a fine primo tempo, per contenere meglio Lukaku (l’ex Chelsea già in Coppa Italia aveva dimostrato d’essere capace di contenere il belga, che si basa tantissimo sul proprio strapotere fisico). O ancora, questi si poteva mettere al posto di Kjaer, già ammonito e non sicuramente nel suo pomeriggio migliore (non è infatti la prima volta che il danese va in difficoltà contro Lautaro).

Poco da dire sulla scelta Tonali, considerando l’infortunio di Bennacer, tanto invece sulla titolarità dal 1′ di Rebic. Il croato, che gioca sulla fascia di Hakimi, ha lasciato spesso spazio all’esterno nerazzurro. Questi è stato infatti spesso libero di salire e rendersi pericoloso (non a caso la sua ammonizione è frutto di un fallo su Theo, non su Rebic). Perché non mettere Leao? Con il portoghese davanti, Hakimi probabilmente avrebbe avanzato con più cautela ed il rischio giallo sarebbe stato molto più concreto.

Sarebbe poi facile dire “perché non cambiare modulo?” Il 4-2-3-1 è stato il modulo della rinascita, che ha accompagnato il percorso del Milan post lockdown. E’ condivisibile la scelta di restare fedeli a questo. Non lo è invece riproporre la stessa tattica di rimonta vistasi contro la Spezia, a maggior ragione se consideriamo, da un lato l’assenza di Mandzukic per infortunio, dall’altro la mole dei centrali nerazzurri. Ieri l’Inter ha vinto su ogni fronte, poco da dire.

Mister Pioli è da un po’ di tempo che sembra essere in difficoltà: dalla scelta di mettere Meite trequartista al derby di ieri. Adesso, però, è arrivato il momento di riprendersi per fare quel salto che consente di affiancare al Milan una parola importantissima: continuità.

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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