Lazio, Tare: “Milinkovic-Savic vale più di 80 milioni. De Vrij? L’Inter non ci ha mai contattato”

Igli Tare, direttore sportivo della Lazio, ha rilasciato una lunga intervista a Sportitalia a margine del premio di miglior ds del 2017, assegnatoli dall’emittente televisiva.

Su Stefan De Vrij“E’ già un giocatore dell’Inter? Non so, mi auguro che possa dare tutto fino alla fine per la Lazio. E’ un professionista e lo farà. Ci sono buone possibilità che possa andare all’Inter. Non abbiamo ricevuto chiamate dai nerazzurri, lo abbiamo saputo tramite canali diversi. Il loro comportamento? A certi livelli, secondo me, le cose si fanno in un altro modo. Chi è il suo erede? Lo abbiamo già in casa, è Luiz Felipe”.

Sulle sue ambizioni in biancoceleste: “Sono da tredici anni alla Lazio, tre come calciatore e da dieci come Ds. Non ci sono segreti. C’è passione e voglia di far bene, ma tanta voglia di onorare il club che ha una storia importante. Va difesa e onorata”.

Sulla vincita del premio: “Mi fa piacere questo riconoscimento dal mondo del calcio, lavorare in Italia non è facile. Soprattutto in un contesto difficile come quello di Roma, ma ti dà la consapevolezza che sei sulla strada giusta. La società si è svegliata da un momento difficile negli ultimi anni, ci sono le premesse per fare bene in futuro. Ma voglio restare con i piedi per terra, ricordando da dove siamo arrivati. Non sono stati anni semplici, bisogna ricordarlo anche in futuro. Nel calcio tutto può cambiare in poco tempo, alla base c’è la creazione delle fondamenta importanti per il futuro”.

Su Lotito: “Com’è lavorare con lui? In tanti me lo chiedono, all’esterno l’opinione su Lotito non è positiva. Ma chi lo conosce, dall’interno, non ha un’opinione negativa. E’ una persona che ti dà le possibilità di esprimerti al meglio, prova a sostenerti nei momenti difficili anche con la sua saggezza. Per me è stato fondamentale aver lavorato con lui, è un maestro nelle trattative. Non è facile fare questo”.

Su Sergej Milinkovic-Savic“L’abbiamo preso per 6 milioni più 7,5, strappandolo alla Fiorentina. Quanto vale oggi? Non sono bravo a fare questi calcoli. Abbiamo un’idea chiara su dove arrivare. Non mi piace fare questi discorsi adesso, siamo in lotta per tanti obiettivi. Ogni discorso sarà affrontato a tempo debito. Vale 80 milioni? Sì, anche molto di più. Non è che la Lazio voglia vendere il ragazzo. Noi non abbiamo chiesto nulla, quello che dicevo io era soltanto un concetto. Ci sono state offerte su queste cifre durante la scorsa estate, ma non sono state prese in considerazione. Ci sono interessamenti importanti per lui, ma non ci sono situazioni concrete. Real Madrid? Non abbiamo mai parlato con loro”.

Sul Var: “Non voglio creare polemiche, credo che in linea di massima non c’è uniformità nei giudizi. In tanti casi delle situazioni vengono verificate e per altre squadre non sono prese in considerazione. Sono stati fatti degli errori, è umano. Siamo al primo anno di utilizzo, è normale. Gli arbitri devono anche capire che questi errori possono decidere la stagione di tante squadre. Il VAR può fare solo bene al calcio di oggi, togliere tante polemiche, ma bisogna migliorare il modo di interpretarlo. Credo che, come punto di riferimento, debba essere preso lo sport in America. Usano il VAR da anni, dal basket al football americano. Credo che lo sport americano sia da prendere da esempio in Italia, deve essere usato alla stessa maniera”.

Sul futuro: “Sto bene alla Lazio. Se dovesse chiamare l’Inter? Non lavoro mai con i se e con i ma, in questo momento sono molto contento e fiero di lavorare per la Lazio”.

Sull’addio all’Inter di Sabatini: “Ha i suoi buoni motivi per andare via. Ma, quando non conosci bene la situazione, è difficile giudicare”.

Su Felipe Anderson e Luis Alberto: “Chi vorrei da ex attaccante alle mie spalle?
Entrambi, sono di grande livello. Parlavo con amici di loro due, vedendoli in allenamento. Mi piacerebbe giocare con loro due insieme”.

Sulla cessione di Keita: “Keita è stato pagato sottoprezzo, mi dispiace del suo addio. Era alla Lazio da 15enne, è andato via da uomo. Fa parte della nostra vita che le cose possano cambiare, ma è stato pagato poco a causa della sua situazione contrattuale. Le sue potenzialità non sono state espresse al massimo”.

Su Lucas Leiva: “Il contatto è avvenuto tempo prima, con lui e il suo agente. Ci siamo parlati a lungo, c’era il desiderio di lasciare Liverpool dopo dieci anni e la Lazio per lui sarebbe stata una grande chance. Per me è uno dei più grandi acquisti che ho fatto in biancoceleste”.

Se prenderebbe qualche giocatore dalla Roma: “Onestamente nessuno, lo dico con grande sincerità. Ho grande rispetto per la Roma, ma non desidero nessun calciatore giallorosso. Mi tengo stretti tutti i miei ragazzi”.

Su Schick: “Credo che la Roma abbia fatto un grande colpo con Schick, sono certo che sarà il futuro della Roma. Ci sono calciatori che hanno problemi di ambientamento, soprattutto all’inizio. Credo che, alla lunga, verrà fuori”.

Su Gabbiadini: “Mi piace ancora molto. E’ un attaccante che ho cercato già qualche anno fa, senza riuscire a portarlo alla Lazio. Mi ricordo quando era al Cittadella. Sarebbe compatibile con Immobile? Credo di sì, Gabbiadini può giocare in vari ruoli. L’hanno scritto anche in questi giorni, ma ora non ci sono trattative”.

Sulla corsa Scudetto: “Mi auguro vinca il Napoli. In Champions ci vanno Juventus, Napoli, Lazio e una tra Roma e Inter. Non temo nessuno. Il Milan può rientrare in corsa? I numeri dicono di si. Mirabelli merita 7 per il mercato”.

Sulla Juventus: “E’ la società più forte d’Italia, non abbiamo problemi con loro ma solo pensieri diversi”.

Su Inzaghi: “Il problema vero è che lui veniva da sette gare in Serie A, Lotito e io sapevamo che era un predestinato. Avevamo paura che potesse bruciarsi partendo da subito alla Lazio. Abbiamo parlato chiaramente con lui. Il contratto con Bielsa sarebbe stato annuale, per questo in uno-due anni Inzaghi sarebbe stato tecnico della Lazio. Aveva anche altre possibilità di andare via, quando ha fatto la prima breve esperienza alla Lazio. Ma anche lui sapeva che voleva essere tecnico biancoceleste. La trattativa saltata con Bielsa? Abbiamo parlato anche con altre persone, però in quelle trattative abbiamo capito che Inzaghi era la scelta giusta. Voleva fortemente questa sfida, finora l’ha stravinta”.

Inzaghi alla Juve o al Napoli: “No, perché è della Lazio. Almeno per altre due stagioni, prima dell’addio trascorrerà del tempo, è attaccato alla società. Non temiamo di perderlo, almeno fino al termine del contratto, quindi per altri due anni. Mi auguro che possa restare venti anni, non due. Sono innamorato delle favole”.

CONDIVIDI