Lazio, polemica sterile sul caso Keita: sbagliati i tempi, non la decisione

La notizia uscita ieri in tarda serata ha infuocato la vigilia di una già calda (anche climaticamente) Supercoppa Italiana: Keita Baldé, uno dei giocatori di maggiore qualità della Lazio di Simone Inzaghi, è stato escluso dalla lista dei convocati biancocelesti. La mancata convocazione non è stata presa bene dal calciatore, che, in uno sfogo su Twitter, ha attaccato la società capitolina, criticandone la scelta.

Sui social è subito montata la polemica: chi attacca la Lazio per la decisione di privarsi di un giocatore importante che, complici le condizioni fisiche precarie di Felipe Anderson, avrebbe potuto ricoprire un ruolo ancor più di rilievo; chi avanza sospetti su un possibile zampino della Juventus; chi accusa il giocatore di aver montato un caso inopportuno alla vigilia di una partita così importante.

Polemiche che però non hanno ragione di esistere: a mio modo di vedere, la Lazio ha preso la decisione corretta. Keita è ormai da mesi al centro di vicende di mercato e, il caso vuole, uno dei club maggiormente interessati al suo acquisto è proprio la Juventus, avversaria di questa sera. Convocarlo ed eventualemte schierarlo sarebbe stato controproducente per i biancocelesti, che si sarebbero trovati in campo un giocatore demotivato e con la testa altrove, dato che ormai il trasferimento è solo quesione di tempo.

Poiché il sospetto forte è che la Juventus c’entri poco o nulla in questa vicenda, le dietrologie non hanno ragione di esistere. Gli unici a potersi lamentare sono i tifosi laziali, ma solo per le tempistiche: la Lazio ha fatto bene ad escludere Keita dalla gara di stasera, ma avrebbe dovuto comunicargli la decisione già ad inizio settimana, dato che la scelta di cederlo è stata fatta da tempo, in modo da evitare polemiche e di agitare troppo le acque in vista di una partita fondamentale.

Alessio Nanni

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Studio le lingue straniere, adoro la letteratura francese ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.

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