Partiamo con una certezza. Il calcio manca a tutti. Sono ormai settimane che i calciofili sono in astinenza da tifo, schemi e rigori non assegnati. Ci manca tutto di quei 22 che corrono dietro ad una palla. E’ altrettanto chiaro però che siamo in un periodo tanto difficile quanto inedito.

In uno scenario come questo, la cosa migliore da fare sarebbe tacere e attendere, nella speranza che la situazione migliori e si possa tornare a parlare di pallone. Purtroppo, però, non è così. Non siamo qui ad attaccare nessuno, ma il fatto che alcune dichiarazioni strane arrivino da una sola società ci deve far riflettere tutti. Parliamo della Lazio. Non per attaccarla ma guardandosi intorno e capire che, visto anche il periodo, meglio avere rispetto dell’emergenza che colpisce il paese.

La Lazio ha attaccato la Juve?

Più volte in queste settimane alcuni rappresentanti della società biancoceleste hanno espresso la loro perplessità circa l’interruzione del campionato. I primi di marzo il portavoce del club, Arturo Diaconale, definì il possibile stop del campionato come un modo per negare lo Scudetto alla società capitolina, così come fu per il campionato del 1915, interrotto dalla Grande Guerra.

A fine mese è invece intervenuto Igli Tare, direttore sportivo del club: per lui il campionato sarebbe dovuto continuare per rispetto dei morti e dei tifosi.

Qualche giorno dopo ancora Diaconale si è interrogato su chi fosse a fare pressioni sul Presidente Malagò affinché il campionato venga interrotto, facendo riferimenti ad eventuali complotti e sotterfugi.

Non vogliamo entrare nel merito. Non sappiamo se la Lazio abbia ragione o merito, perché sicuramente i dirigenti biancocelesti sono più preparati di noi sull’argomento. Danni al calcio italiano (e non solo italiano) ce ne saranno e ci sono già stati. E vogliamo anche capire quanto la Lazio ci tenga a tornare a vincere lo scudetto.

Quello che non capiamo, e su cui vogliamo far ragionare, è: con chi vogliamo prendercela? Il Covid19 è colpa forse di Malagò? Chi ha la colpa di una stagione che probabilmente verrà o è stata falsata? Nessuno.
E dato che ci risulta difficile trovare colpevoli (e forse non ne abbiamo neanche bisogno) in una situazione del genere, che senso ha mettere pressioni in questo momento? Siamo in un periodo in cui il calcio italiano dovrebbe dimostrarsi unito per provare a trovare una soluzione ed uscire da una delle crisi più grandi del calcio moderno, se non la più grande.

Invece siamo qui, ancora una volta, a cercare giochi di potere e a gridare a scandali. Forse addirittura ai complotti. Davvero? Adesso?
Ripetiamo, non siamo nessuno per dire se la Lazio abbia ragione o meno. E non vuole essere assolutamente un attacco questo scritto. Una cosa però ci sentiamo di dirla: al momento tutto ciò non è necessario.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.

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