A parlare ai microfoni di Mediaset Premium è stato il direttore sportivo della Lazio, Igli Tare.

Queste le sue parole riportate da lalaziosiamonoi.it:I risultati sono frutto di un lavoro profondo. Mi dà fastidio quando si utilizza la parola sorpresa, anno per anno abbiamo cercato di migliorare pezzo per pezzo. Adesso stiamo raccogliendo i risultati, ma non ci scordiamo che siamo all’inizio della stagione e non c’è nessuno motivo per volare troppo alto. Ci saranno delle difficoltà, come normale ma dovremo essere bravi a superarle con serenità e con il bel gioco, come abbiamo fatto fino adesso“.

Su Luis Alberto: “Ero convinto che avrebbe fatto qualcosa di importante con questa società, ma all’inizio abbiamo avuto delle difficoltà, gli è servito tempo per ambientarsi. Può dare ancora di più rispetto a quello che ha dimostrato”.

Sulla posizione in classifica della Lazio: “Per restare nei piani alti ci vuole tanta continuità. Juventus, Napoli, la stessa Roma, l’Inter, sono tutte squadre che hanno una mentalità vincente e tanti giocatori di qualità. Cosa che la Lazio ha raggiunto negli ultimi anni. Adesso abbiamo più bisogno della gente allo stadio, perché dispiace vedere una squadra che gioca un calcio fantastico e forse il migliore in Italia ma con uno stadio che lascia a desiderare. Ho sempre detto che la Lazio deve essere vista come un punto di arrivo e non un punto di partenza. Su questo stiamo lavorando da anni, così deve essere per tutti i giocatori. Per diventare una società importante serve anche questo senso di appartenenza da parte di tutti i componenti. L’importante è che quando si scende in campo si dà tutto per la maglia”. 

Sul rinnovo di De Vrij: “Sono ottimista, c’è la buona volontà da entrambe le parti. Tra poco avremo un incontro con i suoi agenti e penso che alla fine avremo quello che vogliamo tutti quanti. Ma fino a che non vedo nero su bianco io sono sempre molto attento su queste cose”.

Su Albania – Italia: “Sono italiano d’adozione, ma sarò sempre Albanese. L’Albania è la mia patria e spero che vinca contro l’Italia perché noi albanesi aspettiamo da decine di anni questa partita. È capitata nel momento sbagliato perché avrei voluto giocare anche io. Andremo tutti allo stadio per tifare la nostra bandiera e la nostra patria”.

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, nel 2021 si laurea in giurisprudenza. Ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore". Attualmente frequenta un master presso la 24OreBusinessSchool.