Dopo l’approvazione del decreto “Cura Italia”, ci siamo immaginati d’inventare un decreto “Cura Catania” che teoricamente esiste ed è il famoso piano di risanamento.

La dirigenza etnea, non sembra aver ancora trovato la quadratura giusta per poter finire serenamente la stagione.

Qualche giorno fa, dopo la notizia delle imminenti dimissioni del presidente Davide Franco, si è detto un po’ di tutto senza però verificare la veridicità della notizia.

Quel che è certo, è che domani si riunirà il consiglio di amministrazione, dopo vari posticipi.

Solo nella giornata di domani si avranno notizie chiare, certe e attendibili.

Ma proviamo comunque ad anticipare quello che potrà succedere da qua a breve.

Con le dimissioni del presidente del CdA, di una qualunque società che opera in borsa, come il Catania che è una S.p.A (Società per Azioni), secondo le norme giuridiche, decade tutto il consiglio.

Quindi da domani si dovrà riformulare tutto l’asset societario che in questi ultimi tempi ha perso diversi pezzi.

A partire da Pietro Lo Monaco che è ancora direttore generale, al più recente addio del professore Davide Caruso, indagato dopo l’operazione delle fiamme gialle.

Infine domani dovrebbero rassegnare le loro dimissioni Franco, come già detto prima e anche l’avvocato Giuseppe Gitto che ricopre il ruolo di consigliere e vice-presidente.

Rimarrebbero dunque solo il neofita Di Natale e il patron Nino Pulvirenti, così da non riuscire ad ottenere il numero legale che deve essere minimo di tre unità.

Parlando al condizionale possiamo dirvi che l’amministratore delegato dovrebbe rimanere, seppur a Pulvirenti non siano piaciute alcune sue manovre, come quella di tendere la mano al comitato promotore per l’acquisto del Calcio Catania.

Infatti l’organizzazione capeggiata dal duo Pagliara-Pellegrino sta ancora lavorando per poter sistemare tutte le situazioni legate al possibile acquisto del sodalizio etneo.

Un’operazione che va avanti anche se sotto traccia.

Per garantire il numero legale il patron dei rossoazzurri ha pensato di affidare il compito al commercialista Gianluca Astorina e al cognato di quest’ultimo, l’avvocato Ignazio Scuderi.

Ad oggi non è chiaro quale ruolo andranno ad occupare i due professionisti, perché non è detto che Franco si dimetta anche dal ruolo di liquidatore di Finaria, dove lavora insieme a Di Natale.

Quel che possiamo confermare è che Astorina e Scuderi sono già componenti in pectore.

Facendo il punto della situazione, possiamo dedurre come queste dimissioni potrebbero essere frutto delle indagini della Guardia di Finanza, infatti ad essersi dimessi sono proprio i due indagati.

Oppure, potremmo registrare questi allontanamenti come uno scollamento fra chi sta dirigendo la società con il patron, in quanto potrebbero avere idee divergenti.

Non scordiamoci come Gitto sia l’incaricato, insieme allo studio GOP di Roma, di seguire le vicende legali riguardanti una possibile cessione.

Altra considerazione è quella di un possibile scenario nel quale Pulvirenti non voglia vendere la società.

Un’ipotesi che è sempre stata presa in forte considerazione dai tifosi e che adesso sembra poter avere un fondo di verità.

Un’operazione che possiamo definire “folle” ma ad oggi non abbiamo alcun sentore di una smentita dell’idea del proprietario della squadra etnea.

Certo se il Catania dovesse andare in Serie B la situazione cambierebbe totalmente, ma ad oggi questo è uno scenario quasi impossibile per vari fattori.

Invece se i rossoazzurri non dovessero compiere questo arduo compito, allora il possibile fallimento potrebbe essere alle porte.

La volontà di Pulvirenti è chiara, se si sale in B mantiene la proprietà se non si approda in cadetteria, si prova a vendere… pazienza del comitato permettendo.

Anche perché arrivati a quel punto il tempo sarebbe veramente pochissimo, soprattutto visto lo slittamento dei campionati.

Voci confermano che se la regular season dovesse ri-iniziare entro il 12 maggio, si finirà la stagione nei primi di luglio, per poi dover ricominciare il campionato seguente, nello stesso mese.

Possiamo quindi definire la strategia di Pulvirenti come: ardua e molto rischiosa.

Capitolo stipendi

Il decreto “Cura Italia” ha posticipato alcune scadenze riguardanti le tasse ma non quella del pagamento degli stipendi.

Qui il comunicato.

Di Natale aveva come deadline la giornata di ieri per poter trovare i soldi necessari per ottemperare a questi obblighi finanziari.

A quanto ci risulta il Catania non è riuscito a superare questo imponente scoglio.

Quindi non sono partiti i bonifici ai giocatori che riguardavano le mensilità di gennaio e febbraio.

Se questa situazione venisse confermata, i punti di penalizzazione, che dovrebbero essere 2, saranno probabilmente rettificati da qui a poco tempo.

C’è anche da capire fino a quando varranno i contratti dei giocatori che di solito scadono il 30 giugno.

Se la stagione dovrebbe slittare fino ai primi di luglio si dovrebbe capire come poter rimodulare gli accordi pattuiti in precedenza.

Ma questo non è un problema che tocca risolvere al Catania.

Qualcosa, anzi più di qualcosa sembra non andare bene in società.

Attendiamo il CdA di domani e mosse chiare e concrete da parte dei nuovi professionisti presenti in società.

Speriamo che non sia il solito rimuginare di persone e che per una volta per tutte venga fatta chiarezza seguendo una linea societaria ben precisa.

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Edoardo Sergi, classe 1998 nato a Catania. Studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport.

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