Si salvi chi può, e chi fa più fatica si rimetta subito in careggiata. La lotta per la salvezza inizia a farsi più avvincente ma soprattutto mette in evidenza molti limiti e debolezze delle squadre coinvolte. Genoa, Cagliari e Salernitana, sono queste al momento le squadre nella zona retrocessione, con i liguri al diciottesimo posto con 10 punti, penultimo il Cagliari ma a pari punti con la Salernitana a quota 8. Attualmente salve, ma non è detto che sia questo il loro destino a fine campionato, Spezia con 11 punti e il trio Udinese, Sampdoria e Venezia con 15.

Salernitana più indietro, rosa non all’altezza

Tuttavia, queste 14 giornate di campionato (in attesa delle quindicesima che inizierà oggi con il turno infrasettimanale) ha delineato una situazione piuttosto chiara, con diverse squadre che sono decisamente più indietro di altre, e non si parla di classifica dove comunque i punti tra una e l’altra non sono ancora tantissimi, ma ci si riferisce piuttosto a ciò che è stato (e non è stato) dimostrato in campo. La Salernitana, per esempio, ai nastri di partenza è stata etichettata come la squadra con minori possibilità di salvezza e purtroppo per la formazione campana questa previsione negativa è stata fin qui confermata. Se si vanno vedere i punti la situazione sarebbe potuta essere più tragica (solo 3 punti dalla salvezza) ma la rosa a disposizione prima di Castori ed ora di Colantuono non è decisamente all’altezza di un campionato così difficile come la Serie A.

Di certo hanno inciso le problematiche estive riguardanti la proprietà che di fatto hanno influenzato il mercato e impedito alla società di allestire una rosa competitiva fin da subito. Al momento ciò che fa sperare la Salernitana sono i punti non di certo incolmabili con le dirette concorrenti, ma per colmare il gap con le altre serve un intervento sul mercato di gennaio e soprattutto una svolta sul piano del gioco. Non è detto potrebbe bastare, ma sarebbe già un inizio fondamentale. E, da qui a Natale, qualche punto servirà farlo.

Cagliari, giocatori svogliati ed errori societari

Il Cagliari, a pari punti con la Salernitana ma con un organico superiore, non riesce ad ingranare e il cambio in panchina non sembra aver migliorato la situazione. Anzi, molti si chiedono giustamente se davvero fosse il caso di esonerare Semplici dopo sole 3 giornate di campionato e soprattutto dopo aver dimostrato anno scorso di saper compiere buone cose con la squadra sarda. Mazzarri è in difficoltà ma la colpa non è principalmente sua. La sua lunga carriera gli ha conferito lo status di ottimo allenatore e di saper gestire situazioni simili. La rosa non è scarsa ma la società non è riuscita a rinnovare la squadra e a migliorarla in tutti i reparti. Godin e Nandez, per esempio, sembrano fuori dal contesto Cagliari e una loro partenza sarebbe gradita probabilmente dagli stessi giocatori. Joao Pedro è uno dei pochi che si salva, gli altri non dimostrano quello che dovrebbero e la squadra non reagisce ad una situazione negativa dove dovrebbero uscire rabbia agonistica e grandi motivazioni. Bisognerebbe interrogarsi sull’operato recente della società, che non ha saputo migliorare la squadra trattenendo anche coloro che preferirebbero fare esperienze altrove. In mezzo al campo manca qualità, e serve una svolta al più presto. Ma questi sono i limiti del Cagliari e aver vinto una volta sola in 14 partite deve far riflettere in primis la società e anche gli stessi giocatori, i quali da professionisti dovrebbero dimostrare più impegno e motivazione in campo.

Genoa, copione già visto ma con un finale ancora incerto

Per il Genoa si preannuncia il solito copione a cui siamo abituati da diversi anni, con eccezione la passata stagione dove la salvezza non è mai stata veramente in discussione. Il calendario fino a Natale è ostico per mister Shevchenko, chiamato ad un compito non facile con una responsabilità non da poco. Esattamente come il Cagliari, il Genoa in campionato ha conquistato solo una vittoria (tra l’altro proprio contro i sardi, partita che costò la panchina a Semplici) ma con 2 pareggi in più rispetto ai rivali.

E’ ancora presto per giudicare l’operato dell’allenatore ucraino, ma la responsabilità di risollevare il Genoa non spetta esclusivamente a lui, considerando che non è di certo colpa sua se la squadra si ritrova nella stessa situazione negativa da diversi anni. Il cambio di proprietà e il cambio in panchina possono dare via ad una nuova era in casa rossoblù, ma prima di pensare al futuro serve pensare all’immediato, perché le due situazioni sono correlate. Non solo problemi di risultato ma anche di prestazione e di atteggiamento, che poi sono le cause di una classifica non serena. Anche in questo caso manca un po’ di qualità in una rosa comunque non giovanissima (età media 27,4 anni).

Spezia, serve più concretezza in campo

Non sono esenti da giudizi le altre squadre che sono attualmente salve ma che devono preoccuparsi perché il rischio di finire nelle ultime tre posizioni è concreto. Lo Spezia, a solo un punto dalla zona salvezza, non può rimanere tranquillo e, tutt’altro, deve ritrovare quella solidità persa con l’addio di Italiano. In termini di gioco si è visto qualcosa di più rispetto alle altre squadre citate in precedenza ma non sempre ad una prestazione discreta coincide un buon risultato. Solo 4 punti nelle ultime 5 partite, due sconfitte consecutive e ora l’Inter nell’infrasettimanale. Arrivare alla pausa di Natale, e quindi essere esattamente a metà campionato, in zona salvezza non è un risultato impossibile e che darebbe quindi quella tranquillità che servirebbe all’ambiente spezzino. Per farlo però servirà più concretezza e attenzione in campo, migliorare le prestazioni che comunque non sono sempre negative e sfruttare al meglio le occasioni che si presentano in campo. Esattamente quello che ha permesso la salvezza allo Spezia di anno scorso.

E Udinese e Venezia?

Con la partenza di De Paul l’Udinese ha perso molto in mezzo al campo, così come il recente infortunio di Pereyra (non sarà uno stop da poco) è una perdita che si farà sentire. Negli ultimi anni l’Udinese è abituata a questi tipi di campionati, piuttosto anonimi ma con l’obiettivo salvezza raggiunto senza troppi patemi. Ora però serve una svolta sul piano del gioco e non commettere l’errore di pensare di avere la salvezza già raggiunta. La permanenza in Serie A va guadagnata e l’Udinese, seppur favorita rispetto alle concorrenti, ha bisogno di una scossa per allungare in classifica perché 5 punti di vantaggio non devono far rilassare troppo. Il Venezia invece è una grande rivelazione del campionato e la squadra di Zanetti ha dimostrato carattere contro qualsiasi avversario riuscendo a vincere anche contro avversarie più toste come Fiorentina, Roma e Bologna. Il Venezia dovrà continuare su questa strada, senza perdere concentrazione perché i 15 punti sono molto importanti per una neopromossa ma sarebbe sbagliato abbassare la guardia. Tuttavia, per quanto dimostrato in campo e per i risultati ottenuti il Venezia è sicuramente in una situazione complessiva migliore rispetto a Genoa, Cagliari, Salernitana e anche Spezia.

Sampdoria, è arrivata la svolta che serviva

La Sampdoria si è invece risollevata con le ultime due vittorie consecutive ma ha tuttavia riscontrato diverse problematiche per diverse settimane. D’Aversa, spesso in bilico, ha sempre ottenuto la fiducia della società ed ora sta ripagando con i risultati. Guardando l’organico a disposizione la Samp è sicuramente avvantaggiata rispetto alle avversarie, al momento i blucerchiati sono a quota 16 punti e l’impressione è che per trovare la quadra servivano proprio dei buoni risultati. Così si scacciano i brutti pensieri e si lavora con serenità. La Samp ha una buona rosa e non è da escludere che nei prossimi mesi la possiamo trovare nelle prime 10 posizioni in classifica, e la zona retrocessione diventerebbe così solo un lontano ricordo.

CONDIVIDI
15/10/99 Redattore di Novantesimo