Secondo molti addetti ai lavori, la sessione appena conclusa è la peggiore della storia del calciomercato. La pandemia ha intaccato i fondi e la volontà di spendere di quasi tutte le società e anche solo ipotizzare possibili trattative è stato più difficile che mai. Basti pensare alla telenovela Eriksen: a inizio gennaio dato per partente da Marotta e dallo stesso giocatore, ipoteticamente presente in vari scambi (con l’Atalanta per il Papu Gomez, con il PSG per Paredes e così via), alla fine è rimasto a Milano dopo aver deciso il derby in Coppa Italia.

L’unica (e breve) telenovela delle ultime ore è stata quella sullo scambio tra Dzeko e Sanchez: un affare che in ogni altra sessione si sarebbe chiuso in pochi minuti grazie alla volontà di tutte le parti, in questa invece è saltato per problemi legati all’indice di liquidità e alle esenzioni sullo stipendio del cileno grazie al Decreto Crescita. Decisamente nulla che possa far sognare tifosi e titolisti.

Proprio per queste ragioni il mercato degli svincolati potrebbe avere più che mai una rilevanza notevole. Abbiamo quindi selezionato un undici ideale di giocatori attualmente in Serie A, in scadenza il prossimo 30 giugno 2021 e con la possibilità di firmare, sin da ora, un pre-contratto.

Portieri a parametro zero?

Il titolare che abbiamo scelto è senza ombra di dubbio Gigio Donnarumma. Il titolare della Nazionale si è ormai affermato come uno dei migliori portieri del campionato e sta guidando il suo Milan in una stagione eccezionale sotto ogni punto di vista. Se da un lato però c’è la volontà del giocatore di restare e rompere ogni record di presenze dei rossoneri, dall’altro c’è una trattativa per il rinnovo molto lunga e ancora non conclusa a causa di distanze sia sulle cifre sia sulla presenza o meno di una clausola rescissoria. O almeno queste sono le voci più incessanti.

Qualora Gigio non dovesse rinnovare potrebbero tornare alla carica Juventus, Chelsea e PSG, ingolosite dalla possibilità di pagare soltanto le commissioni, per quanto certamente non irrisorie, al procuratore Raiola.

Difensori a costo zero

Lo stopper di destra nella nostra linea a 3 è Nikola Maksimovic: classe ’91, in forza al Napoli dal 2016 che lo ha pagato 26 milioni complessivi. Il serbo non si è mai espresso ai livelli di Torino anche a causa di alcuni problemi fisici: 87 presenze, 2 gol e 2 assist in totale. Così come Milik, non ha trovato l’accordo per il rinnovo ed è stato messo sul mercato dal presidente De Laurentiis, senza fare sconti a nessuno. Durante la sessione di calciomercato appena conclusa era stato al centro di varie voci (Benevento, Inter, Lazio e Liverpool), ma la richiesta di circa 10 milioni del presidente ha spesso spaventato le varie pretendenti.

Al centro della difesa c’è Giorgio Chiellini. Dopo un inizio di stagione travagliato dal punto di vista fisico, l’ex difensore della Nazionale ha saputo garantire un ottimo rendimento trascinando la propria squadra. Difficile che il suo futuro possa essere in una squadra diversa, ma l’accordo con la Juve per il rinnovo (probabilmente annuale) ancora non c’è: il palmares non si discute, la voglia di proseguire neanche, pare però che bisognerà attendere ancora un po’ affinché il giocatore rifletta su quelle che potrebbero essere le risposte dal punto di vista fisico.

Per completare la linea difensiva ci spostiamo dall’altra parte di Torino, in zona granata, con Nicolas N’Koulou. Dopo una strepitosa annata in coppia con Izzo nel 2018/19, il camerunese classe ‘90 ha subito il calo vertiginoso della squadra di Cairo. Le possibili trattative impostate sulla alta valutazione fatta del giocatore si sono quindi scontrate con una realtà che si è trovata in un anno in lotta per la retrocessione. Nella stagione corrente ha cominciato da titolare sotto la guida di Giampaolo, ma è finito poi ai margini del progetto Toro: 8 presenze totali in stagione, l’ultima delle quali datata 12 Dicembre. A Gennaio è stato al centro di due intrighi di mercato con il Bologna prima e con il Rennes poi, conclusi in un nulla di fatto.

Centrocampisti pronti a svincolarsi?

Il pezzo pregiato è indubbiamente Henrikh Mkhitaryan: l’armeno sta vivendo una stagione stellare alla Roma di cui è attualmente primo marcatore (9 gol in 19 presenze) e primo assistman del campionato (8 assist). Nelle ultimissime ore i giallorossi hanno esercitato l’opzione di rinnovo (raggiunte le 25 presenze) fino al 2022: il giocatore, che ha sempre dichiarato di trovarsi bene a Roma, si è preso qualche giorno per riflettere sulla scelta. 

Come fantasista al centro della nostra linea a 4 non potevamo non scegliere Hakan Calhanoglu. Il turco sta vivendo una seconda carriera a Milano come trequartista nel 4-2-3-1 di Pioli: da quando le pressioni di San Siro sono venute meno, Hakan ha preso per mano il Milan e lo ha reso la squadra più in forma di tutto il post-lockdown. Le statistiche parlano chiaro: in Serie A dalla ripresa dei campionati, 29 presenze, 7 gol e 15 assist. Nella stagione precedente, prima del lockdown, aveva raccolto 23 presenze, 3 gol e 1 assist. Ad oggi manca l’accordo finanziario per il rinnovo, nonostante le trattative vadano avanti da mesi: pare, tuttavia, che ci sia la volontà di proseguire insieme da entrambe le parti.

Il mediano che abbiamo scelto è Miguel Veloso, 34enne in forza all’Hellas. Dopo una lunga carriera passata tra Sporting Lisbona, Dinamo Kiev e Genoa, il portoghese si è stabilito a Verona di cui è diventato titolare e capitano: regista dal sinistro particolarmente educato, ottimo tiratore di calci piazzati, è diventato un irrinunciabile nella linea a 4 di Juric. Nella stagione attuale alcuni problemi fisici lo hanno limitato, tra cui una lesione di primo grado al polpaccio che attualmente lo ha relegato ai box: la tecnica e l’esperienza tuttavia farebbero comodo a molte squadre di A e non solo.

A completare il centrocampo abbiamo Gaston Ramirez, trequartista o ala attualmente alla Sampdoria. L’uruguaiano da sempre ha risentito di una forma fisica incostante e di una certa discontinuità di rendimento: l’anno scorso ha vissuto una discreta stagione con 26 presenze, 7 gol e 2 assist; quest’anno invece non sta trovando spazio nell’11 di Ranieri che spesso lo usa come arma a partita in corso con risultati altalenanti. Attualmente nei blucerchiati Ramirez è ultimo nelle gerarchie, dietro a un Damsgaard in forte ascesa, ma anche a Keita e Jankto: a gennaio il Torino aveva fatto qualche sondaggio per portarlo alla corte di Giampaolo, ma nulla si è concretizzato e anche la guida tecnica è cambiata. Tra rinnovo e piste esotiche, gli interrogativi sul futuro dell’ex Bologna sembrano essere molti.

Possibili colpi in attacco a parametro zero

Come ala sinistra abbiamo Franck Ribery, classe ’83 e attualmente alla Fiorentina. L’ex Bayern Monaco ha un palmarès con pochi eguali nel campionato (24 titoli con il Bayern di cui una Champions League e 9 scudetti) e certamente ha saputo portare esperienza e mentalità in una squadra con molti giovani in rampa di lancio come quella fiorentina. Il rendimento però del gruppo non è dei migliori e neanche la condizione fisica del francese che ha alternato prestazioni da fuoriclasse (si veda il gol contro la Lazio all’Olimpico) ad alcuni infortuni e prestazioni opache. Di conseguenza il giocatore starebbe pensando ad un ritorno in patria per concludere la carriera: attenzione però alle dinamiche di campo, il gol nell’ultima partita contro il Torino potrebbe aver riaperto serie possibilità di rivederlo a Firenze per un’altra stagione.

Il secondo profilo scelto per l’attacco è quello di Fabio Quagliarella. Il capitano della Samp non ha certamente bisogno di presentazioni, è nel giro della Serie A da quasi 20 anni e all’alba dei 38 anni sembra non volersi ancora fermare. Capocannoniere e attaccante dell’anno nel 2018/19, nella stagione attuale ha siglato in 18 presenze 7 gol. Il rinnovo tuttavia non è ancora arrivato: il giocatore sembra essere legatissimo ormai alla piazza, tanto da aver rifiutato durante il mercato di riparazione le avances della Juventus di Pirlo. La palla passa ora alla dirigenza.

Al centro dell’attacco non potevamo non mettere Zlatan Ibrahimovic. Tornato al Milan ad oltre 38 anni, ha subito fugato ogni dubbio sulla condizione fisica cambiando totalmente la mentalità di una squadra ben costruita ma con l’età media minore di tutto il campionato. Ibra si è affermato come uno dei maggiori trascinatori dei rossoneri dal post-lockdown in poi: da quando è tornato in Italia ha collezionato 28 presenze, 22 gol e 6 assist. Maldini ha già dimostrato di volerlo trattenere ancora per un altro anno a Milanello, il giocatore si è invece preso tempo per riflettere: la condizione principale sembrerebbe essere la possibilità di giocare (col Milan o senza) un’altra edizione della Champions League e, forse, dimostrare di poter essere così decisivo anche lì.

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Classe '99, sono di Roma e tifo Lazio. Attualmente studio Scienze Statistiche. Appassionato di calcio, della tattica e dei numeri.