Dopo due stagioni in massima serie, gli indizi sono troppi per poter parlare di semplice caso: il Verona di Ivan Juric non è un fuoco di paglia. Grazie ad un sistema di gioco ormai collaudato e la miglior difesa del campionato, gli scaligeri sono infatti in piena corsa per un posto con vista Europa. Ma quali sono gli ingredienti magici del tecnico croato e della società veneta?

L’ultima vittoria, importante e convincente dell’Hellas ai danni del Napoli

L’importanza di un pressing organizzato

I principi difensivi di Ivan Juric, presenti già nella sua esperienza al Genoa e al Crotone prima ancora

Uno dei segreti del Verona risiede soprattutto nel riuscire ad adottare un pressing a dir poco sfiancante nella trequarti avversaria. Pur di avere la meglio nella riconquista del pallone, Juric è disposto a coinvolgere in questa fase, in maniera molto attiva, anche il proprio attaccante e i due trequartisti.

Oltre al grande contributo dei giocatori offensivi, non si può evitare di sottolineare la grande aggressività dei tre difensori centrali. Tutti i componenti della retroguardia dell’Hellas, hanno infatti il compito di seguire l’uomo marcato in ogni zona del campo, anche a costo di farsi sfidare nell’uno contro uno dagli attaccanti avversari.

All’interno dei giocatori coinvolti in questa cruciale fase di gioco, vale la pena sottolineare il grande inizio di stagione di Matteo Lovato, che è valso al classe 2000 l’interesse di diversi club di Serie A, su tutti il Milan. Non va inoltre dimenticato il contributo fornito ogni giornata da Marco Silvestri: l’estremo difensore, a suon di parate fenomenali, ha permesso al Verona di avere la miglior difesa della competizione, conquistandosi il ruolo di vice-Donnarumma per i prossimi europei.

Il prodotto del settore giovanile scaligero, è una delle rivelazioni di questa prima parte di campionato

Gli esterni gasperiniani hanno fatto scuola

L’eredità che sta lasciando Giampiero Gasperini nel calcio italiano, è tangibile già ora. Juric, suo allievo già quando militava da calciatore tra le fila del Grifone, ha carpito dal tecnico di Grugliasco quanto possano essere letali due corsie laterali ben sfruttate.

Uno dei pattern offensivi principali dell’Hellas, infatti, ha per protagonisti proprio i due esterni, incaricati di riempire l’area avversaria con traversoni insidiosi. Il risultato in questo modo può essere duplice: che l’assist venga intercettato dalla punta e i trequartisti, oppure, come spesso accade in pieno stile Atalanta, dall’esterno della corsia opposta, sempre bravo ad inserirsi con una precisione meccanica impressionante. Questa soluzione, ha permesso ad un giocatore come Davide Faraoni di collezionare ben cinque gol e tre assist nella passata stagione.

Anche se i suoi numeri sono calati rispetto alla scorsa annata, il sistema di gioco proposto ha permesso ad un altro esterno in forza all’Hellas di mettersi decisamente in mostra. Dopo anni di peregrinazione infatti, Federico Dimarco, autore già di ben tre gol e tre assist, sembra aver trovato un ambiente in grado di valorizzarne il talento, mai in dubbio sin dai tempi della primavera dell’Inter.

Nel match coi granata, Dimarco ha siglato uno dei gol più belli di tutto il girone d’andata

L’esplosione di Mattia Zaccagni

Pur senza poter contare su un talento cristallino, come tanti altri trequartisti simili a lui per posizionamento in campo, Mattia Zaccagni si sta affermando sempre più come uno dei migliori interpreti del ruolo di tutta la Serie A.

Quanto scritto in precedenza, non ha impedito al classe 95′ di mettere a segno questo capolavoro

Osservandolo giocare attentamente, ciò che più ruba l’occhio è la sua capacità di far sempre la scelta giusta, sia a livello di movimenti che di scelte quando si trova il pallone tra i piedi. Queste sue qualità lo rendono uno dei giocatori offensivi con il QI calcistico più alto del nostro calcio, e per questo motivo, le quotazioni di una sua convocazione per gli europei crescono ogni turno di campionato.

Le sue prestazioni, tuttavia, sembrano non aver catturato solo l’attenzione di Roberto Mancini; nei giorni scorsi infatti, il Napoli si è assicurato il suo cartellino per 10 milioni di euro. In un periodo complicato come questo per le società, assicurarsi un profilo come quello di Zaccagni ad una cifra cosi contenuta, si può considerare un vero e proprio colpaccio. Solo il campo ci potrà dire se il giocatore sarà in grado di imporsi anche nella compagine azzurra, che raggiungerà a partire dalla prossima stagione; la sua capacità ed intelligenza di sapersi adattare alle esigenze della squadra, sono però un gran bel punto di partenza.

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