La situazione dei contratti in scadenza è una priorità da risolvere prima della ripresa

Nel caso si dovesse terminare la stagione ad agosto, come ci si comporterà con i contratti ed i prestiti in scadenza il 30 giugno?“.Ne avevamo già parlato, la preoccupazione sui contratti in scadenza, noi di Novantesimo ci siamo posti questo semplice – ma molto complesso – interrogativo, auspicando delle rapide soluzioni ed un adeguamento dei quadri normativi. Al giorno d’oggi, e a dieci giorni dalla ripresa della Serie A, un accordo tra le varie parti ancora non c’è. In molti si stanno attivando per accelerare il dialogo delle categorie in gioco – calciatori, società, Lega Serie A -, riconoscendo l’assoluta urgenza della questione a vari livelli.

A che punto è un eventuale accordo sui contratti in scadenza?

Rispetto ad aprile è chiaro che alcuni passi in avanti sono stati fatti. La FIFA ha provveduto a posticipare il termine della stagione, così come la data di inizio della sessione estiva di calciomercato. Ciò implica che anche laddove un calciatore si rifiuti di continuare a giocare per il suo attuale club alla scadenza del contratto, non potrebbe comunque accasarsi presso un’altra società prima di settembre.

Non basta, però, ciò a limitare la portata della questione. Senza un quadro complessivo definito dalle singole federazioni, ed in questo caso dalla FIGC, la confusione regnerebbe sovrana. Ogni società ha al momento la piena facoltà di risolvere singolarmente ogni situazione legata a calciatori con contratti in scadenza. Il discorso è legato anche a quello dei pagamenti delle mensilità di marzo e aprile, rimasto anch’esso in piedi e senza alcuna soluzione.

Il ragionamento delle dirigenze sarebbe quello di compensare il mancato pagamento delle mensilità di marzo e aprile con quello delle mensilità di luglio e agosto. In mancanza di accordo con i calciatori, però, il vicepresidente dell’AIC Umberto Calcagno ha ipotizzato l’ipotesi di ricorsi e contenziosi. Proprio quest’ultimo ha comunque sottolineato che la priorità rimanga quella di conservare le attuali rose fino a fine campionato e che si spera di arrivare a un accordo entro il 20 giugno.

Meno ottimista Giuseppe Galli, presidente dell’Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società. Come riportato da Ultimo Uomo, Galli ha denunciato come la Federazione non abbia interpellato gli agenti nel tentativo di giungere ad una soluzione armoniosa. Ha, inoltre, messo l’accento anche su un altro problema, ovvero quello delle polizze assicurative. Queste vengono solitamente negoziate dai singoli calciatori ed in questo caso – sempre per chi ha il contratto in scadenza – andrebbero ridiscusse a prescindere da un accordo generale.

Perché è importante trovare una soluzione per i contratti in scadenza

E’ da quando è arrivata l’ufficialità della ripresa che non si fa altro che parlare del pericolo che i campionati vengano “falsati”. Si discute – giustamente – degli aspetti medici legati al CoVid-19, delle tre partite a settimana o dell’assenza di pubblico. Si tralascia, però, il fatto che terminare la stagione senza le rose con cui ci si era prefissati di farlo andrebbe fortemente a influenzare gli aspetti puramente calcistici.

Per fare un esempio, immaginiamo che – in mancanza di una normativa precisa – calciatori come Kulusevski e Petagna decidano di interrompere il proprio rapporto lavorativo con Parma e Spal alla data del 30 giugno per prepararsi al prossimo futuro con Juventus e Napoli. Non influenzerebbe ciò la regolarità del campionato? La risposta è abbastanza scontata.

Se si è deciso comprensibilmente di ripartire, è importante che il sistema calcio colmi presto tali lacune che vanno a influire sul piano economico e legale. Un tavolo con le varie società ed associazioni sindacali come l’AIC è un’urgenza che non può essere rinviata ulteriormente. Fra dieci giorni si spera che ci si potrà concentrare esclusivamente sul campo. E sull’estate di fuoco che sta per travolgere tutti gli amanti e i lavoratori del mondo del pallone italiano.


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