A 24 ore dalla cessione di Romelu Lukaku al Chelsea, l’Inter (ma anche la Serie A) perde un altro frontman della stagione appena passata. I nerazzurri si stanno già attrezzando per occupare l’armadietto de il fu numero 9, certo, ma il vuoto di appeal e carisma che la partenza del belga lascia sembra non colmabile col solo Edin Dzeko, da più di due sessioni di mercato in attesa del passaggio a Milano. Lo stesso vuoto lasciato da Achraf Hakimi ad inizio luglio, quando, ad appena un anno di distanza dall’inizio della sua avventura meneghina, il laterale è stato sacrificato a causa dei problemi finanziari della società milanese. L’arrivo di Dumfries alle cifre di cui si parla (12,5 milioni + 2,5 di bonus) è di sicuro vantaggioso, considerando l’anagrafe (appena 25enne), l’Europeo appena giocato dall’ex PSV, chiuso con 4 su 4 da titolare, 2 gol (decisivi) e un assist, ma il campionato di provenienza del classe ’96 non è il miglior biglietto da visita.

Marotta ha sulla sua to-do list ancora un laterale sinistro (vanno coperte le 34 partite di Young dello scorso anno), dopodichè si passerà a scremare la rosa piazzando gli esuberi, prima di provare a chiudere altro, ad una sola settimana dall’inizio della nuova stagione.

E l’Inter è solo la punta dell’iceberg di un campionato ancora senza volto: il Napoli è in attesa di un terzino sinistro (ormai da più di 3 anni), di un centrocampista per rimpiazzare Bakayoko (c’è chi dice che sarà proprio Bakayoko il post-Bakayoko) e di un quarto difensore centrale (sempre se Manolas non va via, a quel punto diventerebbero due gli innesti), e come se non bastasse ha il proprio capitano e uomo simbolo in bilico con un contratto in scadenza il prossimo giugno. La società di De Laurentiis ha sempre guardato molto al bilancio, perdendo di vista però da qualche anno la progettualità e l’abitudine nel programmare: l’idea di aspettare l’Europeo per rinnovare Lorenzo Insigne, il continuo procrastinare l’acquisto di un terzino sinistro (Ghoulam non gioca più di 5 partite di fila dalla stagione 17/18), la totale noncuranza del settore giovanile sono solo alcune delle mosse di cui ora si andrà a pagarne lo scotto.

Sicuramente il tesoretto, millantato da qualsiasi giornale vicino alla società, esiste, ma la sensazione è che in questo momento non si sa come spenderlo: prolungare il proprio capitano, venendo incontro alle sue richieste (dato che il prossimo anno, col cartellino di sua proprietà, potrebbe chiedere il doppio) e investendo meno su altri settori del campo, o coprire finalmente la fascia sinistra con un titolare all’altezza, ma rischiando di perdere a zero Insigne?

Lo stesso ragionamento devono averlo fatto (molto più velocemente) dalle parti di via Aldo Rossi 8, quando Paolo Maldini decideva che il tira e molla con Donnarumma & procuratore poteva bastare: l’ex capitano e leggenda rossonera aveva già virato, probabilmente da tempo, sul fresco campione di Francia Mike Maignan per far dimenticare l’ex capitano (e non leggenda rossonera), il quale a sua volta, probabilmente da tempo, aveva preso accordi col PSG (di fatto avviando l’opera di rimozione dei frontman della passata stagione a Milano). Pali e centrali sistemati (Tomori riscattato a giugno), a Casa Milan gli argomenti che tengono banco si alternano tra la chiusura di Florenzi per dare fiato a Calabria, un esterno alto a destra dato che Castillejo sembra più fuori che dentro e un centrocampista (a gennaio la Coppa d’Africa porterà via Kessie e Bennacer). Appare meno urgente il bisogno di un trequartista (in rosa ci sono Brahim, Krunic e Daniel Maldini) e di un terzo attaccante giovane da affiancare a Ibra e Giroud.


E a 7 giorni dall’inizio del campionato a fare i conti con il senso di incompletezza sarà anche la Juventus: per i bianconeri questo è il primo anno dalla stagione 2010/11 senza tricolore cucito sul petto. Alla rosa fondamentalmente manca poco per stare tranquilli: la trattativa con Locatelli, dopo svariati incontri tra le parti, sembra in fase avanzata e l’agente di Dybala si è incontrato con il duo Arrivabene-Cherubini per il rinnovo, che sembra dietro l’angolo (previsto un altro meeting a fine agosto). Per il resto, a meno di sconvolgimenti (da capire se De Sciglio verrà confermato) ed esuberi a parte, la rosa rimarrà così com’è, in attesa di una probabile rivoluzione in concomitanza con la cessione di Ronaldo.



Dalle parti di Bergamo, invece, si dormono sogni tranquilli. E’ stato preso uno dei migliori portieri della passata stagione, la dirigenza ha rinforzato la difesa, è sicura della permanenza di Muriel e Malinovskyi e pare aver respinto (per ora) le avanches dell’Inter per Zapata. Inoltre, con la qualificazione in Champions per il terzo anno consecutivo, la società nerazzurra potrebbe permettersi il lusso di alzare il livello tecnico di un reparto qualsiasi: il centrocampo, ad esempio, pare quello più in lizza per essere puntellato. Sono stati fatti i nomi di Koopmeiners e Zakaria, i quali andrebbero ad occupare una zona di campo già qualitativamente assortita, oppure le corsie offensive, per cui è stato sondato Boga del Sassuolo. Se poi dovesse restare il numero 91 colombiano, Gasperini avrebbe più di qualche asso per provare a tingere di nuovo di nerazzurro il massimo campionato Italiano.


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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.