Il turno infrasettimanale del Catania si conclude per il meglio, sensazionale 4-0 contro la Cavese del neo tecnico Salvatore Campidoglio, ma il punto esclamativo in questo match porta l’inconfondibile firma del vice capitano del Catania, un certo Francesco Lodi.

Per chi non segue la serie C, potrà sembrare del tutto normale che un giocatore con 199 presenze e 26 goal nella massima serie possa fare la differenza, ma non è così. Infatti il centrocampista di Frattamaggiore sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza. Lodi tre stagioni fa ha fatto una scelta di vita legata al legame che ha instaurato con la città di Catania e con la dirigenza etnea: dalla serie A alla terza serie del campionato italiano una scelta coraggiosa, dettata dal cuore.

Purtroppo in queste ultime stagioni sono venute a mancare troppe volte le qualità del numero 10 rossoazzurro, che ha siglato molti goal, ma le sue prestazioni hanno lasciato a desiderare. Quest’anno però la musica è diversa, Lodi è tornato ad essere un giocatore imprescindibile, fulcro del gioco del Catania, trascinatore dentro e fuori dal campo, vero uomo copertina della squadra. E pensare che non era mai stato vicino alla cessione come nell’ultima sessione di mercato estiva. Il regista della squadra siciliana è tornato a conquistare tutti, anche i più scettici che gli imputavano di essere troppo vecchio e poco dinamico, in un campionato dove a prevalere è la corsa.

Nelle prestazioni altalenanti della compagine rossoazzurra, lui è stato sempre il migliore in campo o comunque uno dei pochi a salvarsi anche nelle più sciagurate partite. Il merito? Di Andrea Camplone, l’allenatore nato a Pescara, ha affidato a lui le chiavi del centrocampo e come ammesso dallo stesso giocatore: “sono tornato a divertirmi”. Il risultato? Oltre le altisonanti prestazioni e la doppietta messa a segno ieri sera contro la squadra di Cava de’ Tirreni, Lodi è capocannoniere del girone C e udite udite… secondo marcatore della classifica all time del Catania superando un mito come “il gabbiano” Gionatha Spinesi. Mica male per un centrocampista. Sono 50 i goal realizzati sin ora con la casacca rossoazzurra, ed è secondo solo a Peppe Mascara che fra qualche goal da centrocampo ed un cucchiaio a Júlio César, ha realizzato 60 goal.

La specialità di casa rimane sempre la rete su calcio da fermo, con gli anni il piede non cambia e quel sinistro magico incanta ogni volta che tocca il pallone. Di doppiette in doppiette, sempre su punizione, apre e chiude le danze nel match di ieri, rimonta e fa vincere il Catania nella sua prima apparizione rossoazzurra contro il Lecce nel 2011. Ne è passato di tempo, il Catania allora lottava per la salvezza in serie A, l’allenatore era il “Cholo” Simeone e le punizioni realizzate dal centrocampista scuola Empoli, venivano conquistate rispettivamente da “Papu” Gomez e da Maxi Lopez.

I tempi, i campionati, i giocatori, gli allenatori si susseguono ma Ciccio Lodi non passa mai di moda, la classe e l’eleganza rimangono, e quel piede sinistro dovrebbe essere patrimonio dell’Unesco. Il marchio di fabbrica è il goal su punizione da qualunque zona del campo: dietro la linea del centrocampo, come qualche mese fa contro il Trapani, dal limite, defilato a destra o a sinistra. Le posizioni si invertono ma il risultato non cambia. Lui che ha imparato questa specialità guardandosi le videocassette di Diego Armando Maradona, quando era poco più che un bambino.

Cinquanta reti sono tante e molte di queste sono state “pesanti” come quella del pareggio a tempo scaduto a Torino contro la Juventus di Buffon nel 2011. Insomma Francesco Lodi ha ritrovato la voglia di divertirsi e di incantare il pubblico del Massimino e non solo. Segna a raffica e sogna di poter raggiungere la vetta della classifica all time dei cannonieri dei etnei. In tutto ciò il sogno più grande è sempre quello di portare il Catania dove merita di stare, con la consapevolezza di essere uno dei migliori interpreti al mondo su calcio da fermo.

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Mi chiamo Edoardo Sergi, sono nato a Catania 21 anni fa e studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. Amo lo sport, specialmente il calcio. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport

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