La Roma di Mourinho sembrerebbe, finalmente, sulla tanto attesa rampa di lancio. Dopo la batosta contro il Milan e la grande delusione contro la Juventus, che evidenzia una squadra mai come quest’anno bifasica, il tecnico portoghese è riuscito a far rialzare i suoi giocatori.

La Lupa ferita ha portato a casa tre vittorie nelle ultime tre gare, tra campionato e Coppa Italia, evidenziando una reazione frutto anche dei giusti innesti provenienti dal calciomercato. Il repentino inserimento di Maitland-Niles e Sergio Oliveira ha garantito più rotazioni di qualità, con il secondo che non ha avuto neanche il tempo di scendere dall’aereo che subito si è iscritto al tabellino marcatori per due gare consecutive.

La Roma vince ma i problemi persistono

Al Castellani la Roma arriva a sfidare una delle squadre del momento, neopromossa sulla carta ma attualmente a metà classifica. La squadra di Andreazzoli sa bene come far cadere le big, e ci teneva a vendicare l’andata dell’Olimpico finita 2-0 per i padroni di casa.

Dopo appena 37′ però una Roma a valanga indirizza il match, con un punteggio di 0-4 che lascia i toscani molto perplessi. La doppietta di Abraham, il gol di Zaniolo e la zampata dell’ultimo arrivato Oliveira gelano lo stadio, in una notte già di per sé molto fredda.

Guai però a dare per morto l’Empoli, che nel secondo tempo fa scendere qualche brivido lungo la schiena dei tifosi giallorossi, accorciando le distanze 2-4 grazie alle reti di Pinamonti e del solito Bajrami. Nonostante le due reti incassate, l’ultimo quarto d’ora la Roma argina l’avversario ed esce vincitrice da un campo ostico con altri 3 punti fondamentali per la corsa all’Europa.

Vincere era la cosa più importante, per cominciare a intravedere un minimo di continuità, ma i due gol presi evidenziano i problemi difensivi. In 23 giornate la Roma ha subito 30 gol, che tra le prime 6 del campionato la fa essere la squadra con la peggior retroguardia.

Sicuramente troppi, frutto di una spina staccata precocemente anche in situazioni di apparente “tranquillità“. La gestione della partita è un problema di questa Roma, brava ad andare in vantaggio ma non capace di mettere la partita “in ghiaccio” quando ce n’è bisogno.

Una causa può essere la giovane età della rosa, con circa 25 anni di media ossia traducibile in poca esperienza, qualità che di contro dovrebbe essere trasmessa dai veterani della squadra, ovvero Rui Patricio, Mkhitaryan e adesso anche Sergio Oliveira.

Nei big match questa mancanza di maturità è costata molto cara, e l’esempio eclatante è stata la partita contro la Vecchia Signora. Sopra 3-1, sarebbe bastato organizzarsi per arginare gli attacchi avversari, che fino al gol di Locatelli non sono stati molti.

Il gol del 3-2 bianconero infatti, vede prima uno scivolone a vuoto di Ibanez, e poi due difensori giallorossi scordarsi completamente di Locatelli penetrato solo in mezzo all’area. In questa maniera, è bastata una sterzata ed un cross di Morata per mandare fuori giri 3 difendenti giallorossi.

Questa facilità nel farsi saltare e nel lasciare un centrocampista inserito in area completamente libero, si traduce in disattenzione e mancanza di lucidità, ovvero i due fattori principali su cui Mourinho dovrà lavorare assiduamente se vorrà plasmare una Roma vincente nel tempo.

Tammy Abraham si è conquistato Roma

Dopo un inizio di stagione al di sotto dei numeri sperati, Abraham ha iniziato a macinare gol. Il suo potenziale lo si conosceva già dal Chelsea, l’unico interrogativo era quando saremmo riusciti a vederlo nel nostro campionato.

Nelle prime 12 partite ha collezionato appena 3 gol e 2 assist, giocandole interamente da titolare. Dopo i primi mugugni di qualche tifoso impaziente, Tammy una volta prese le misure è riuscito a caricarsi la 9 sulle spalle. Nelle ultime 6 partite infatti ha segnato 6 gol ed un assist, con prestazioni a servizio della squadra.

L’eredità lasciata da Dzeko non ha creato troppi problemi all’inglese, che sta entrando sempre di più negli ingranaggi giallorossi. Sponde, cambi di gioco e un grande senso della posizione non fanno per nulla rimpiangere il bosniaco, che si trova addirittura ad un gol di distanza (9) subito sotto ad Abraham, fresco di doppia cifra appena raggiunta con i due gol all’Empoli.

Il numero 9 della Roma vuole continuare a percorrere i binari del gol senza rallentare, e la giovane età (24) fa ben sperare i tifosi di aver trovato l’attaccante anche per i prossimi anni.

La personalità di Sergio Oliveira

Fortemente voluto da Mourinho, dopo una trattativa limata dai bonus, Sergio Oliveira è diventato un nuovo giocatore della Roma. Neanche il tempo di fare le foto di rito, che una volta firmato il contratto ha posato la penna ed ha preso il pallone, pronto da sistemare sul dischetto.

Buttato subito nella mischia contro il Cagliari, ha segnato il rigore da lui conquistato, rivelandosi fin da subito decisivo per la sua nuova squadra. Anche contro l’Empoli ha condito una prestazione sontuosa con un gol, questa volta su azione, ed un assist da calcio d’angolo.

Vista l’abilità nei calci piazzati del portoghese, il primo a risentirne è stato Jordan Veretout. Il francese ha vissuto un inizio campionato al di sotto delle sue prestazioni, e con l’arrivo dell’ex Porto potrebbe aver trovato un degno concorrente per i calci da fermo. Sicuramente Mourinho grazie all’arrivo del suo connazionale può avere più possibilità di scelta, ed anche maggiore imprevedibilità in mezzo al campo.

La Roma in questo momento sembra in netta ripresa, ma adesso l’errore più grande sarebbe quello di adagiarsi sugli allori.

L’intensità tenuta alta per reagire alle due sconfitte contro Juventus e Milan deve restare la stessa fino a fine stagione. Soprattutto il risultato contro i bianconeri deve rimanere ben saldo nelle menti dei giocatori, cosi da tenere nel taschino quella frustrazione provata a fine partita e rigettarla in campo sotto forma di cattiveria agonistica, come è riuscita a fare nelle ultime uscite.

I prossimi tre incontri contro Genoa e Sassuolo in campionato, assieme all’Inter in Coppa Italia, ci faranno capire se questa Roma è abbastanza matura da meritarsi un posto in alta quota o se dopo qualche buona reazione d’orgoglio a prevalere saranno solamente le vertigini.

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