La ripresa della Serie A in piena estate: tutti i club motivati a giocare?

Che fine fanno i campionati. Qualcuno in Europa inizia a decidere le proprie sorti, mentre invece la Serie A riflette ancora sulla possibilità calcio d’estate. Eppure, quest’ipotesi porta con sé non poche perplessità.

Quali campionati si sono fermati in Europa?

In Belgio sono stati i primi a dichiarare sospeso definitivamente il campionato nazionale, erano i primi giorni d’aprile. Pochi giorni fa è toccato all’Olanda,o meglio all’Eredivisite darsi l’arrivederci ad agosto, con molte polemiche per i discorsi relativi a promozioni e retrocessioni. Ultima in ordine di tempo è stata la Francia, con la Ligue 1 stoppata dal governo transalpino.

Ad ora, solo queste tre nazioni hanno preso una decisione circa il destino dei campionati, è dunque consequenziale che non vi rientri l’Italia, dove ancora dominano dubbi e accesi dibattiti. La novità del giorno è sicuramente l’intervista del presidente della FIGC Gabriele Gravina, il quale ha affermato che “non firmerà mai il blocco della Serie A”. Parole che cozzano duramente con quelle del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il quale ha “suggerito” ai club di “iniziare a pensare già alla prossima stagione”. Apriti cielo, ancora.

Proviamo ad immaginare per un attimo lo scenario di una Serie A in scena tra giugno e luglio, con dodici giornate, più le quattro gare sospese del 25esimo turno, da disputare tutte d’un fiato. Il tutto, senza considerare Coppa Italia e Competizioni UEFA. E’ davvero sostenibile tutto ciò?

I contro della ripresa in Serie A in piena estate

Tra i tanti elementi che si scontrano con la versione estiva del campionato, desideriamo soffermarci su una questione che da anni tiene accesi i dibattiti dei calciofili: il fattore motivazioni. Avere degli obiettivi da perseguire è il motore fondamentale di un calciatore, e più in generale di un’intera squadra; del resto, è ben noto che la testa conta quanto i piedi, se non di più. Di conseguenza, quando questa manca, è davvero difficile rendere ad alti livelli.

Con questa importante premessa, fingiamo dunque che alla fine si riprenda per davvero. Pensiamo a degli “spettacolari” match conditi da afa e caldo rovente, con 33 °C all’ombra nei cieli e nelle teste del Belpaese. Aggiungiamo inoltre, che le due squadre che si sfidano godono della giusta distanza per ritenersi tranquille in ottica salvezza; tuttavia, tanti sono anche i punti dall’Europa, dunque la situazione è di stasi più totale.
Quale folle proverebbe mai a dare il massimo in match simili? O quantomeno, appoggiandoci alla buonafede più totale, i calciatori dovrebbero andare ben oltre i propri limiti per offrire uno show degno di nota. Ipotesi su cui nutriamo più di qualche dubbio.

Meglio la non ripresa della Serie A?

Se già ogni anno si inscenano polemiche perché chi naviga a metà classifica senza obiettivi possibili tende ad adagiarsi, cosa accadrebbe col fattore caldo? Visti i dibattiti poco costruttivi che nascerebbero, a gioire sarebbero sicuramente solo i talk show sportivi di scarsa qualità, ne siamo certi.

Questa è sicuramente solo una delle tante sfumature che si celano dietro alla sospensione definitiva della Serie A, ma crediamo non sia affatto da sottovalutare. Ne va sicuramente anche dell’appeal del calcio italiano, con alcune partite che perderebbero il già scarso indice di gradimento in Italia e all’estero.

E’ vero che il calcio manca davvero tanto a tutti, tuttavia, dubitiamo che manchino anche gli 0-0 di fine campionato, cui odio verrebbe triplicato dall’afa di luglio. No grazie, ci rivediamo a settembre. Forse è meglio così.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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