22 dicembre 2019, il Milan cadeva tragicamente a Bergamo perdendo 5-0 contro l’Atalanta. E’ passato un anno e qualche giorno ma da quel momento il mondo rossonero si è completamente ribaltato. Un anno dopo il Milan si ritrova infatti primo in classifica a +1 sull’Inter e addirittura a +10 sulla Juventus, che però ha una partita in meno.

Ieri, 23 dicembre 2020, il Milan ha battuto nel finale la Lazio mantenendo saldo il primato in classifica, messo a rischio dalla vittoria dell’Inter arrivata nell’anticipo del mercoledì contro il Verona. La rete di Theo Hernandez negli ultimi minuti di partita permetterà agli uomini di Pioli di godersi un Natale sereno, esattamente al contrario di quanto successo anno scorso dopo la batosta di Bergamo.

Cos’è cambiato in un anno?

Prima di tutto verrebbe da dire che è letteralmente cambiato tutto. Risultati, rendimento e anche ambizioni. Non si tratta di fare un bilancio annuale, cioè cosa è cambiato dopo 12 mesi, ma prendiamo come punto di riferimento la sconfitta contro l’Atalanta perché senza dubbio è stato il punto più basso della scorsa stagione dei rossoneri. E adesso, un anno dopo, il Milan sta toccando vette che non intravedeva da tantissimo tempo.

Il fattore Ibrahimovic ha sicuramente inciso, l’attaccante è arrivato nel mercato di gennaio scorso e il suo peso dentro e fuori dal campo si è decisamente sentito. Tuttavia, ridurre ad un solo giocatore le motivazioni della rinascita rossonera è ingiusto sia verso mister Pioli ma anche nei confronti degli altri giocatori che sono cresciuti molto nell’ultimo periodo. In particolare Calhanoglu, totalmente diverso dopo l’arrivo di Pioli e sempre più decisivo. Giocatori come Rebic e Leao sono stati per diverso tempo oggetti misteriosi mentre ora sono sia ottime riserve ma anche buoni elementi da utilizzare dal primo minuto. Da diverse settimane Ibrahimovic convive con problemi fisici, quando sembrava recuperato ha accusato altri dolori ma di certo i suoi compagni di squadra non lo stanno facendo rimpiangere.

0 sconfitte in A dal post lockdown

Dal post lockdown ad ora il Milan non ha mai perso in campionato e l’unica sconfitta dopo la ripresa del calcio è stata in casa contro il Lille nei gironi di Europa League. Sconfitta pesante per 3-0 ma alla fine gli uomini di Pioli sono comunque arrivati primi nel loro girone. In campionato sono arrivati alcuni pareggi, ad esempio quelli contro Parma e Genoa, che avevano allarmato l’ambiente Milan ma la forza di una squadra si vede anche da come si reagisce ai problemi e alle difficoltà. Nonostante il rammarico e i rimpianti per non aver battuto due squadre sulla carta inferiori i rossoneri non hanno perso fiducia, anzi, tutt’altro, e la vittoria contro il Sassuolo prima e contro la Lazio poi hanno confermato la coesione del gruppo e la forza di una squadra che non ha intenzione di fermarsi.

Scudetto, non ancora obiettivo ma molto più di un sogno

Se nelle settimane scorse pronunciare la parola “scudetto” a Milanello era quasi vietato, anche forse per scaramanzia, ora è inutile nascondersi. Il Milan non è la favorita per lo scudetto e l’obiettivo era, è e sarà sempre la qualificazione per la prossima Champions League. Però in casa Milan hanno ben compreso che questa squadra ha grande potenziale e i risultati e le prestazioni non sono arrivati per puro caso. Lo scudetto al momento non è un obiettivo concreto ma non lo si può nemmeno definire un sogno troppo grande o un qualcosa di inarrivabile. Non vincere lo scudetto non sarebbe di certo un dramma ma sarebbe sbagliato non provarci. Se dopo la fine del girone di andata la situazione sarà la stessa, o addirittura migliore, il Milan ha tutte le carte in regola per provare a difendere il primo posto fino al termine della stagione. Alcuni organici sono superiori ma ormai è risaputo che nel calcio i pronostici contano fino ad un certo punto e non sempre vince il più forte.

Feste e divertimento: confronto tra un anno fa e ora

Ciò che fa piacere a Pioli, alla dirigenza ma soprattutto anche ai tifosi è la coesione e l’unione dello spogliatoio rossonero. Dopo la sconfitta di Bergamo del dicembre scorso sono scaturite molte polemiche per alcune foto e video in cui erano presenti giocatori del Milan mentre si divertivano e festeggiavano. Nulla a che vedere con il calcio, perché in quel momento anche per i giocatori c’erano le festività natalizie, però dopo una disfatta simile i tifosi non hanno gradito vedere i propri giocatori gioire e festeggiare. C’è chi ha rimproverato i giocatori di scarsa professionalità, c’è chi suggeriva quantomeno di non pubblicare le foto e video online e chi invece, tra i più moderati, non ci dava particolare importanza in quanto avevano diritto di trascorrere il tempo libero a loro piacimento.

La situazione era molto critica anche da questo punto di vista, con i giocatori accusati di non avere il giusto attaccamento ad una maglia così prestigiosa e indossata da grandi campioni in passato. Un anno dopo, quindi torniamo ai tempi attuali, le reazioni nel vedere foto e video dei propri giocatori sono decisamente più entusiaste. E’ molto frequente infatti vedere video o foto nel pullman della squadra in cui si lanciano cori e si canta tutti insieme. Tutto ciò inevitabilmente viene apprezzato dai tifosi che si godono insieme alla squadra il primato in Serie A. E’ proprio cambiato tutto in casa Milan, nonostante sia passato solo un anno la realtà nell’ambiente rossonero è totalmente diversa.

2021 tra campionato e consacrazione

Il 2021 del Milan dovrà aprirsi e svolgersi a immagine somiglianza del 2020. La prima partita dopo la sosta, che poi si parla di domenica prossima quindi tra poco più di una settimana, Pioli affronterà il Benevento e subito dopo, ovvero il 6 gennaio, ci sarà la sfida contro la Juventus che può già rappresentare una partita chiave per le sorti scudetto.

Ciò che dovrà fare il Milan in questo 2021 che inizierà a breve riguarda anche la crescita generale della squadra e quindi mantenere e possibilmente migliorare il valore collettivo. Per fare ciò tutto passa attraverso i risultati e si sa che nel calcio la cosa più difficile non è tanto raggiungere un traguardo ma piuttosto è confermarsi e quindi consacrarsi. Gli sforzi fatti in questi 12 mesi hanno dato i loro frutti ma è proprio questo il momento in cui è vietato abbassare la guardia ma è invece doveroso rimanere a questi livelli e non fare passi indietro.

La qualificazione per la Champions rimane l’obiettivo principale del Milan, che comunque dovrà anche onorare al massimo l’attuale partecipazione in Europa League e poi con il passare del tempo dovrà capire da solo se la parola scudetto potrà finalmente essere pronunciata.

CONDIVIDI
15/10/99 Redattore di Novantesimo