La rabbia di Conte: sfogo motivato o esagerato?

Forse a mente fredda non direbbe le stesse cose, probabilmente la situazione non offriva le condizioni giuste per poter esprimere giudizi con troppa calma. Però, si sa, anche le parole hanno un loro peso e le dichiarazioni di Antonio Conte nel post partita di Borussia Dortmund-Inter non sono passate inosservate.

Già nei giorni scorsi il tecnico nerazzurro aveva commentato con delusione il fatto di aver una rosa abbastanza corta sottolineando che “giocano sempre gli stessi”, allertando la società in vista del mercato di gennaio. Martedì sera Conte ha incarnato la dose riprendendo il discorso del mercato estivo, dove a detta dello stesso allenatore sarebbero stati commessi errori importanti.

Una situazione particolare e che potrebbe avere delle ripercussioni ma, due giorni dopo la partita che l’Inter ha perso 3-2 facendosi rimontare dal doppio vantaggio, è giusto analizzare meglio le parole di Conte e trovare sia le ragioni dello sfogo del tecnico sia le esagerazioni rilasciate ai microfoni.

PERCHE’ CONTE HA RAGIONE

Se il problema è la rosa corta, Conte non ha tutti i torti. In Italia la Juventus può vantare una rosa più lunga, citiamo i bianconeri e quindi il campionato italiano perché questo tipo di discorso è stato affrontato dall’allenatore anche dopo partite di Serie A. A Dortmund ha amplificato il tono della voce ma è un pensiero che Conte esprime da tempo. La Juve, squadra che duella con l’Inter per lo scudetto, a differenza dell’Inter può contare su più riserve e questo fa molta differenza nel corso della stagione.

L’inter non ha molti ricambi, con il lungo infortunio di Sanchez il reparto offensivo offre poche soluzioni e ciò giustifica le convocazioni di Esposito con conseguenza esclusione voluta dalla società dai Mondiali Under 17 a cui l’attaccante avrebbe preso parte. In difesa Godin ha bisogno di tirare spesso il fiato e Bastoni per diverso tempo è stato l’unico giocatore in grado di sostituirlo visto l’infortunio di D’Ambrosio. Anche a centrocampo non si abbonda di alternative, Vecino e Gagliardini sono discrete riserve ma non ottime, sulle fasce Candreva ha stupito tutti ma Lazaro ha sbagliato molte chance in cui è stato chiamato in causa.

Quindi la formazione titolare è forte ma alla lunga si rischia di finire le energie, soprattutto nel momento decisivo della stagione. Conte è arrivato all’Inter con la volontà di far tornare i nerazzurri alla vittoria, probabilmente si aspettava di replicare l’impresa compiuta sulla panchina della Juventus senza considerare che per certi aspetti sono situazioni diverse e quindi i paragoni, seppur ci siano, possono trarre in inganno.

PERCHE’ CONTE HA SBAGLIATO

Innanzitutto, a prescindere se si abbia ragione o meno, non è mai una mossa giusta sfogarsi contro la società in un momento delicato. L’ambiente ne risente e può crescere tensione che solitamente bene non fa. Se si parla di scelte di mercato non bisogna dimenticare che giocatori come Lukaku, Sensi e Barella sono state richieste dello stesso allenatore e per cui non si può parlare di divergenze con la società per quanto riguarda gli acquisti estivi. Parlando degli ultimi due citati, ovvero Sensi e Barella, Conte non ha speso parole al miele per loro due. Il tecnico ha spiegato come nella rosa ci sia solo Godin tra i giocatori che hanno vinto in carriera mentre Sensi e Barella arrivino rispettivamente da Sassuolo e Cagliari, sminuendo due giocatori forse non abituati a vincere ma autori fin qui di una stagione sopra le iniziali aspettative.

Per cui, sfogarsi e mettere in discussione l’operato della dirigenza, che ricordiamo ha agito in base alle richieste di Conte, poteva essere evitato e in più rimarcare continuamente le stesse cose rischia di compromettere tutto quanto fatto di buono sul campo.

CONCLUSIONI

La verità come spesso accade sta nel mezzo. Lavorare con una rosa non lunghissima o comunque non all’altezza, numericamente parlando, della Juventus può essere uno svantaggio ma le mosse sul mercato che hanno portato ad avere questa situazione sono frutto di una presa di decisione dello stesso Conte. Forse si aspettava che la società spendesse milioni su milioni senza ricordare che la sua prima Juve non fece un mercato eccessivamente ricco. Tra gli acquisti principali, Pirlo arrivò a parametro zero e Vidal venne comprato a poco più di 10 milioni di euro, cifra attualmente impensabile per poter acquistare uno come lui.

Conte ha tra le principali qualità quella di far rendere bene tutti i giocatori a disposizione, per cui lavorando con calma e senza alimentare tensione a giocatori e società si può provare a lottare con la Juve in campionato e cercare di fare l’impresa in Champions passando il girone. Anche alla guida dei bianconeri per molto tempo è stato dietro al Milan, siamo a novembre e c’è tutto il tempo. Il mercato di gennaio può aiutare, ma sempre ricordando che le scelte prese dalla società saranno una conseguenza delle sue richieste. Per cui attenzione poi a contestare.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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