La proposta di Mancini: Nazionale in amichevole con i medici

In tempi così bui il calcio resta solo un piccolo passatempo per distrarci dalle mille notizie, purtroppo disastrose, che provengono dai diversi notiziari sul fronte Coronavirus.

Il Covid-19 è ormai in possesso della nazione italiana in particolare nel settore settentrionale dove ha mostrato maggiormente la propria forza. Proprio per via della sua permanenza stabile sulla penisola che i cittadini italiani si sono ritrovati costretti a dover cambiare la propria quotidianità per evitare la diffusione del contagio. Lavoratori e studenti si sono così riadatti a metodi di lavoro e studio direttamente da casa attraverso lo “Smart Working”, in attesa di una ripresa lenta e graduale verso la normalità.

Ci sono, però, categorie a dover affrontare questa emergenza in prima linea identificandosi come il vero motore dell’Italia. Tra questi, infatti, possiamo trovare autotrasportatori, forze armate e soprattutto medici ed infermieri.

Quest’ultimi sono alle prese giorno dopo giorno con l’incubo proveniente dal territorio cinese con l’obiettivo di salvare più vite possibili in un clima surreale. Ed è proprio grazie al loro enorme lavoro che anche la macchina del calcio italiana si è attivata per ringraziarli.

Roberto Mancini e la proposta ai medici italiani

Il commissario tecnico della nazionale azzurra Roberto Mancini, in occasione dell’intervista a Che tempo che fa, ha voluto commentare il periodo nero italiano proponendo di effettuare una partita amichevole, quando tutto sarà diventato un semplice ricordo, tra le nazionali maschili e femminili ed il personale sanitario che sta affrontando il Coronavirus.

Iniziativa lodevole soprattutto per ringraziarli non solo per quello che stanno facendo oggi ma per l’impegno che promanano durante la loro carriera.

L’iniziativa verrà valutata anche dal presidente Gravina con la speranza di poter render omaggio ai veri eroi italiani. Diventati eroi non per scelta ma per costrizione, date il vostro meglio. Avete il supporto di tutti noi.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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