Non si placano le voci sul calcioscommesse, la procura sta indagando infatti sulla finale playout della scorsa stagione tra Prato e Tuttocuoio che ha sancito la salvezza in Lega Pro del Prato e la retrocessione in serie D del Tuttocuoio. Nell’indagine si parla di una presunta combine tra le società sulla partita giocata allo stadio Lungobisenzo finita col punteggio di 0-0.

Secondo il gip di Prato, alcune intercettazioni avrebbero evidenziato come tre dirigenti del Prato sostenessero di aver combinato la finale playout, anche se non sono state individuate responsibilità su giocatori o dirigenti del Tuttocuoio. La società neroverde non è dunque finora nel mirino della procura anche se resta da chiarire con chi i dirigenti lanieri abbiano combinato la presunta partita. Il Prato tra l’altro oltre che della presunta combine è accusato anche di aver favorito il tesseramento irregolare di minorenni provenienti dalla Costa d’Avorio, insieme alla Sestese, implicata con il sospetto di aver effettuato numerosi accordi extra sportivi di partite del campionato di Eccellenza, oltre che per la questione dei baby calciatori irregolari, perpetrata in accordo con la società laniera.

Nell’indagine compaiono i nomi di 23 persone, di cui 20 riconducibili al filone relativo al campionato della Sestese. Finora in carcere è finita una donna ivoriana, che avrebbe dichiarato una falsa maternità per favorire il tesseramento di un minore arrivato in Italia per un presunto stage a Prato. Agli arresti domiciliari invece il presidente della Sestese Filippo Giusti, e il procuratore sportivo Filippo Pacini, mentre per l’ad del Prato , Paolo Toccafondi, è stata emessa una interdizione cautelare che gli impedisce di gestire la società.

 

CONDIVIDI
Di Catania, appassionato di calcio a livello internazionale ma interessato a tutti gli sport, passione per il giornalismo sportivo.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008