La prima Coppa dei Campioni italiana: il Milan è sul tetto d’Europa

CORI RAZZISTI – ULTRAS INTER SOLIDALI CON MILAN – ABETE RISPONDE A GALLIANI: NORMA EUROPEA

Londra, Wembley stadium, il 22 maggio del 1963 il Milan di Nereo Rocco alzava al cielo la prima Coppa dei Campioni italiana in assoluto, da qui sarebbe nato il Milan europeo che l’avrebbe portato sul tetto d’Europa per 7 volte. Era un Milan diverso, molto italiano e dominatore in Italia, capitanato da Cesare Maldini e illuminato dal genio di Gianni Rivera e di Josè Altafini.

A Londra il cielo era sereno in un tiepido pomeriggio primaverile, lo stadio gremito, ma non troppo in quanto era un mercoledì feriale. Il Milan, campione d’Italia e con una sola, quanto ininfluente, sconfitta all’attivo in Europa affrontatava il Benfica, imbattuto, della pantera Eusebio, campione in carica.

La storia era già scritta il Milan avrebbe dovuto essere l’ennesima vittima sacrificale del club lusitano, destinato a vincere per la terza volta consecutiva, ma quel che accadde in quel mite pomeriggio londinese è stato del tutto diverso e ormai è storia.

La prima vittoria in Europa del Milan: la prima Coppa Campioni

Il Milan del Paron Rocco scendeva in campo con il classico catenaccio all’italiana con Ghezzi tra i pali, David, Trebbi, Benitez e C. Maldini in difesa, Trapattoni e Sani in mezzo al campo, Rivera nel ruolo di regista e Pivatelli, Altafini e Mora in attacco.

Il primo tempo è di marca lusitana, Benitez che ha il compito di marcare Eusebio, è in bambola, tanto che all’attaccante del Benfica, bastano solo 18 minuti per infilare Ghezzi. Il Milan è sotto! Il Benfica continua a dominare, Rocco è isolato dalla squadra a causa della lontananza delle panchine dal campo e il Milan rischia l’imbarcata. Qui inizia a farsi sentire l’esperienza di Cesare Maldini; da allenatore in campo il padre di Paolo Maldini manda Trapattoni, nel ruolo di libero, in marcatura su Eusebio, esentando Benitez, così i rossoneri tengono botta al Benfica fino alla fine del primo tempo con il risultato di 1-0.

A cavallo tra il primo e il secondo tempo Rocco riesce a farsi sentire alla squadra e il secondo tempo è un’altra musica. Il Milan dopo 13 minuti riesce ad agguantare il pareggio con Josè Altafini su suggerimento di Gianni Rivera, i rossoneri ora sono padroni del campo. Il Benfica cerca di riportarsi in vantaggio ma il catenaccio di Rocco è invalicabile. Su questa falsariga arriva anche il secondo gol, ancora sull’asse Rivera-Altafini. è il momento della svolta, il Milan si chiude e il Benfica non riuscirà a rimettersi in partita. Il Milan è campione d’Europa per la prima volta nella sua storia, dopo la finale persa nel ’58 contro il Real Madrid di Alfredo Di Stefano.

Lo stadio è in delirio, i tifosi accennano una timida invasione di campo per derubare i giocatori dei cimeli della finale, tanto che molti calciatori denudati delle loro casacche si dirigeranno a ricevere la coppa sui gradini di Wembley, coperti da cappotti e magliette di fortuna. Ad alzare la prima Coppa dei Campioni della storia rossonera è Cesare Maldini, in una candida ed elegantissima tenuta bianca fregiata dello scudetto dell’anno precedente.

Erano 57 anni fa, in Italia la partita venne trasmessa la sera, era un mondo diverso, dove tutti non sapevano ogni cosa attraverso il palmo della loro mano, ma attendevano con ansia notizie dai primi televisori in bianco e nero. La RAI trasmise quella finale in differita e nella sera Milano e l’Italia ebbero la loro prima Coppa dei Campioni.

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Mario Galterisi, caporedattore di Novantesimo. Architetto, laureato presso la Facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli. Graphic designer free-lance. Addetto stampa presso IBar Academy. Amo il calcio come poche cose ed è una delle poche costanti che trascende i miei interessi.

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