La Premier League come un reality: l’idea per terminare il campionato

Premier League

L’esplosione della pandemia da Covid-19 a livello mondiale ha costretto buona parte dei paesi a ricorrere a misure restrittive senza precedenti. Una decisione drastica che ha comportato la sospensione di settori di fondamentale importanza per l’economia, ma che ha anche colpito il mondo dello sport con la sospensione di tutti i campionati e di tutte le attività sportive.

Un lockdown che danneggerà inevitabilmente le casse di club e federazioni in primis, e che ha già comportato, in alcuni casi, a delle decisioni epocali come ad esempio il rinvio delle Olimpiadi e degli Europei. Le reazioni delle federazioni sportive non si sono fatte attendere e se da una parte dell’oceano, negli Stati Uniti, l’NBA valuta seriamente l’annullamento della stagione, dall’altra, nell’Europa del calcio, in diversi paesi si sta già pensando a come riprendere e concludere i vari campionati, oltre che alle competizioni continentali.

L’idea per concludere la Premier League

L’ultima idea arriva dall’Inghilterra e dalla Premier League, competizione al momento sospesa fino al 30 aprile, anche se il prolungamento del lockdown appare pressochè inevitabile, considerato il recente allinamento del Regno Unito con tanti altri paesi europei e mondiali nelle misure di contrasto al Coronavirus. Ad ogni modo, l’intenzione della Federcalcio sarebbe quella di isolare in ritiro le squadre per un periodo di sei settimane, tra i mesi di giugno e luglio, in modo da disputare in un numero ristretto di stadi, ogni tre giorni e a porte chiuse i 92 incontri rimanenti alla conclusione della competizione.

L’idea, raccolta dall’Indipendent, prevede dunque l’isolamento in resort delle squadre e dei rispettivi staff tecnici, in modo da ridurre al minimo il rischio di contagio. Tali misure restrittive verrebbero applicate anche nei confronti di operatori televisi, cameraman, arbitri e tutti coloro che partecipano all’organizzazione delle singole partite.

La proposta ha già messo d’accordo tutti i giocatori della Premier League, intenzionati a ridurre il più possibile l’impatto negativo del lockdown sull’economia della lega, e avrebbe addirittura già trovato il consenso del governo britannico.

Il calcio davanti all’emergenza?

La proposta dalla Federcalcio inglese, dunque, sembra aver ottenuto un’accoglienza positiva sia dagli organi che dagli operatori, ma sono forti i dubbi dal punta di visto morale sulla questione. Ciò, infatti, che ci ha insegnato finora questa situazione drammatica è che è fondamentale essere disposti a rinunciare temporaneamente alla propria normalità per poter sconfiggere una malattia che ha già portato via con sé oltre 65 000 anime.

Proprio per questo motivo il Regno Unito, osservando la situazione tragica che si sta vivendo in alcuni paesi come la nostra Italia o la Spagna, dovrebbe forse, oggi più che mai, far fare un passo indietro al calcio in favore della salute della popolazione. E soprattutto in rispetto.

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