La polemica esagerata di Antonio Conte

L’Inter di Antonio Conte prosegue nella propria corsa per terminare al secondo posto in campionato, al netto di un titolo, l’ambito Scudetto, di fatto già assegnato alla più concreta Juventus. Dopo essersi ritrovati, quasi inaspettatamente, nuovamente a 6 punti dai bianconeri, i nerazzurri si sono riconfermati ancora una volta psicologicamente fragili d’innanzi ad un avversario, la Roma, dal blasone più pesante in raffronto a quello di Spal e Torino, confermando il trend negativo stagionale mostrato in match di tale calibro. Una pecca non certo trascurabile per un club dalle grandi ambizioni e che ha investito tanto nelle ultime sessioni di mercato.

La furia di Conte

Al termine della gara, complice anche qualche decisione arbitrale dubbia ( vedi il contrasto su Lautaro che innescherà il contropiede giallorosso per il momentaneo 1-1) la tensione è palpabile. Ai microfoni dei media presenti, un furibondo Antonio Conte inveisce contro tutto e tutti: il tecnico salentino accusa e poi assolve Di Bello (“Se il VAR ti chiama non è per farti fare una passeggiata”, “Non mi voglio attaccare a queste situazioni, anche gli arbitri possono sbagliare, stanno vivendo una situazione anomala come tutti noi”), si scaglia contro la Lega Calcio – e la propria società? – a motivo di un “calendario folle” e, in inedite vesti Mourinhane, contro il Sistema (“Nei momenti di difficoltà se si deve tirare uno schiaffo lo si fa all’Inter. E’ sempre stato così in passato e lo è ancora oggi”. Dichiarazioni, quest’ultime, che tra l’altro hanno sortito l’effetto di far infuriare i tifosi juventini.

Premesso che un tecnico infuriato possa, a caldo, parlare a sproposito o esasperare determinate situazioni e conoscendo Antonio Conte, possiamo certamente affermare come le dichiarazioni dello stesso siano da considerarsi esagerate. Ma analizziamo i vari punti nel dettaglio.

Capitolo Arbitraggio

Un professionista di spessore come Antonio, la cui bravura non può certo considerarsi in discussione, non può trovare giustificazioni, per un risultato deludente, nell’arbitraggio. L’intervento su Lautaro Martinez è netto, certamente sanzionabile e sorprende il mancato dietrofront da parte di Di Bello, specie in seguito alla chiamata del VAR. Ma l’atteggiamento mostrato dai suoi nell’arco della gara non riflette quello di una squadra determinata e pronta a tutto pur di strappare i tre punti all’Olimpico e portarsi a tre lunghezze dalla Juventus. L’Inter nel corso dei minuti non trasmette sicurezza: tutto lascia presagire come, con un tentativo deciso da parte dei padroni di casa, la situazione possa in breve tornare in equilibrio. Concedendo il beneficio del dubbio, permetteteci di constatare come il pareggio fosse quantomeno nell’aria. In più occasioni la nostra Serie A ci ha insegnato come il carattere possa risultare decisivo anche al cospetto di pesanti errori arbitrali.

Calendario, Conte ha ragione, ma i motivi non bastano

Per quanto concerne la polemica con la Lega Calcio, un recente approfondimento da parte dei colleghi de La Gazzetta dello Sport dà ragione all’interista, con i nerazzurri detentori del primato negativo per aver affrontato in 5 occasioni un avversario più riposato. Un aspetto non certo trascurabile, ma che ancora una volta non può giustificare clamorosi crolli come quello con il Bologna a San Siro, o il pareggio subito all’ultimo minuto contro il Sassuolo, in quanto parliamo di avversarie dalla rosa nemmeno minimamente paragonabile a quella dei meneghini. Anche in questo caso, la personalità può giocare un ruolo fondamentale ai fini dell’esito di una gara.

Conte, Mourinho ed il “Rumore dei Nemici”

Il Conte Mourinhano si scaglia poi contro il Sistema, accusato di “tirare schiaffi” alla Beneamata. La chiave di lettura, in questo caso, pare delle più semplici: Antonio interviene a tutela dei suoi ragazzi, richiama alla mente il caratteristico “rumore dei nemici” e raccoglie consensi tra il tifo interista. Una mossa tesa a compattare l’ambiente e, perché no, dai non troppo velati fini personali. Forse eccedendo – nell’ideale dei tifosi juventini – ripescando frangenti appartenenti al passato e con chiare allusioni alla sua ex squadra (sospetto quel “E’ sempre stato così e sempre lo sarà”).

La frustrazione Contiana è inoltre frutto di mancati risultati, specie in momenti clou, che in questo momento storico del nostro calcio separano l’Inter dalla vittoria. I nerazzurri necessitano di compiere uno step ulteriore che passa anche dal mercato: giocatori esperti e dalla mentalità vincente oltre ad un pizzico di estro e fantasia possono risultare utili in tal senso.

La polemica, esagerata e a tratti fuori luogo, di Conte mira anche a questo: mettere pressione sulla società, ma allo stesso tempo tutelare il materiale umano, sin da ora a disposizione, dai nemici. E poco importa se ciò comporta l’infliggere pesanti accuse ad un sistema che lo ha posto su un piedistallo. Antonio non è certo tipo da farsi scrupoli.



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Redattore Novantesimo.Com, Direttore "L' Inter Siamo Noi"

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